Anche la Disney ha amato Napoli: la leggenda della strega Amelia

La strega Amelia

Storia di Amelia, la fattucchiera più simpatica della Disney, e della sua connessione con il Vesuvio

Nel colorato mondo dei fumetti Disney, un personaggio che ha catturato l’immaginazione dei lettori con la sua magia e il suo spirito vivace è Amelia, la strega nemica di Zio Paperone. Apparsa per la prima volta nel 1967 sulle pagine di Topolino, Amelia è diventata una figura iconica grazie alle sue avventure magiche e al suo legame con il magnate papero Zio Paperone.

Tuttavia, ciò che rende Amelia ancora più affascinante è la sua connessione con la splendida città di Napoli, che aggiunge un tocco di autenticità e calore alle sue storie. Non tutti, infatti, sanno che il celebre personaggio Disney creato da Carl Barks nel 1961 ha una storia affascinante e poco conosciuta. La sua figura, infatti, trae ispirazione da una leggenda napoletana che affonda le radici in un fatto storico realmente accaduto: l’eruzione del Vesuvio del 1858.

La Vecchia ‘e Mattavona

Secondo la narrazione, dopo questo evento catastrofico, gli abitanti dei paesi vesuviani iniziarono a udire ogni notte strazianti grida di donna. Tentativi di esplorare la causa di questi suoni agghiaccianti furono vani e l’ansia prese il sopravvento, impedendo agli abitanti di chiudere gli occhi. In preda a questa inquietudine, decisero di consultare una fattucchiera residente non lontano da lì: la Vecchia ‘e Mattavona. Questa donna, guidata dalla comunità fino al cratere del Vesuvio, pronunciò incantesimi in lingue oscure, ponendo finalmente fine al perturbante fenomeno.

La casa di Amelia sul Vesuvio

Ma c’è di più. Per gli amanti dell’avventura o semplicemente per chi è incuriosito da questa storia, è possibile intraprendere un viaggio affascinante alla scoperta della dimora di Amelia sul Vesuvio. Ciò può essere realizzato seguendo il suggestivo percorso della Riserva Tirone che collega la Strada Provinciale del Vesuvio alla Strada Matrone di Trecase. La residenza di Amelia è situata in una delle casematte a un’altitudine di 500 metri, originariamente utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale come postazioni antiaeree.

All’interno di questo scenario particolare, i visitatori avranno l’opportunità di imbattersi in sagome tridimensionali che rappresentano elementi caratteristici delle avventure di Amelia. Tra questi, spiccano la scopa, il corvo Gennarino e il pentolone degli incantesimi, dotato addirittura di filtri magici. Questa esperienza offre uno sguardo affascinante e tangibile nel mondo magico di Amelia, rendendo l’escursione non solo un viaggio fisico ma anche un’avventura intrisa di mistero e fantasia.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla strega più simpatica della Disney

Amelia è una strega dai capelli neri e dal caratteristico mantello viola, con un cappello da strega che ne sottolinea l’aspetto magico. Ma ciò che rende Amelia un personaggio unico è la sua origine napoletana. La scelta di collegare questo personaggio alla vivace e colorata Napoli aggiunge un elemento di folklore e tradizione al suo personaggio, creando un ponte tra la magia Disney e il ricco patrimonio culturale della città partenopea.

Nonostante la sua apparizione, Amelia è tutto tranne che spaventosa. La sua immagine è stata plasmata prendendo ispirazione dalle grazie dell’attrice Sofia Loren e dal fascino dal tono un po’ oscuro di Morticia Addams.

Un dettaglio interessante è il suo unico punto debole: l’aglio. Questo ingrediente ha il potere di indebolirla notevolmente, tanto da costringerla a una precipitosa fuga. In questo modo, la strega acquista una vulnerabilità inaspettata, aggiungendo un elemento di umanità al suo carattere altrimenti magico e enigmatico.

La sua ossessione? La Numero Uno di Zio Paperone, la moneta, oggetto di gelosa custodia da parte del papero estremamente ricco e avaro, che potrebbe renderla la strega più potente del mondo intero.

Strada Matrone di Trecase

Attraverso la storia e la figura di questa simpatica strega, approfondiamo la conoscenza anche della suggestiva Strada Matrone di Trecase. Il percorso ripercorre l’antica traccia stradale originariamente ideata dai fratelli Matrone per ascendere al Gran Cono dal versante di Trecase. Dopo quasi tre decenni di sforzi, durante i quali si sono susseguite diverse distruzioni causate da improvvisi flussi di lava e successive ricostruzioni, la strada carrabile ha visto la sua inaugurazione il 4 gennaio del 1927.

L’itinerario, lungo circa 8 chilometri, inizia con un tratto iniziale asfaltato per poi trasformarsi in una pista sterrata. Questo tratto di percorso offre la possibilità di raggiungere il piazzale situato a quota 1050. Da questo punto, è poi possibile proseguire a piedi verso il Gran Cono del Vesuvio, consentendo ai visitatori di immergersi nella maestosità del paesaggio vulcanico circostante.

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