Donne e scienza: un connubio che si celebra l’11 febbraio

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L’11 febbraio si celebra la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, istituita dall’Onu nel 2015 con l’obiettivo di garantire alle donne pari opportunità lavorative  

Una giornata dedicata alla promozione di una piena ed equa partecipazione delle donne nel mondo della scienza, in materia d’istruzione, formazione, occupazione e processi decisionali.

Donne ancora troppo spesso sottovalutate e sottopagate, che seppur apportando un grosso contributo alla ricerca scientifica, non ricoprono le cariche più alte.

Secondo i dati dell’Unesco del biennio 2014-2016, solo il 3% degli studenti che si iscrivono a corsi di ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) è donna, il 5% si iscrive a corsi di Matematica e Statistica e l’8%, invece, sceglie Ingegneria.

Perché tutto questo?  La ricerca “European Girls in STEM”, effettuata nel 2019 da Microsoft con la collaborazione della London School of Economics, ha provato a rispondere a questo interrogativo.

Hanno riscontrato che, su un campione di 11.500 ragazze, coloro che mostravano un interesse verso le discipline STEM (termine che sta ad indicare le discipline scientifico-tecnologiche, ossia Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), verso i 17 anni andava a diminuire.

Questo, secondo gli studiosi, avviene probabilmente per la mancanza di modelli femminili di riferimento e a causa dei ruoli e degli stereotipi di genere che influenzano ancora molto la scelta universitaria.

Le donne che hanno fatto la storia della scienza

Molte donne hanno fatto la storia della scienza, senza nemmeno essere nella Hall of fame.

Oltre alle più conosciute Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack e Maria Montessori, ce ne sono tantissime che hanno compiuto delle scoperte sbalorditive, pur essendo cadute nel dimenticatoio.

Alcune di queste sono:

  • Dorothy Crowfoot Hodgkin, biochimica inglese, pioniera nella tecnica della cristallografia a raggi X;
  • Gertrude Belle Elion, farmacologa che produsse il primo farmaco contro l’AIDS e contro l’herpes;
  • Marie Curie, che vinse ben due premi Nobel, per la scoperta del radio e del polonio;
  • Francoise Barre-Sinoussi, immunologa francese che ha vinto il Nobel nel 2008 per la scoperta dell’HIV, causa dell’AIDS.

Il contributo delle donne durante la pandemia

È stata proprio una squadra tutta al femminile ad aver isolato il Coronavirus. Tre scienziate del team di ricerca dell’istituto di malattie infettive Lazzaro Spallanzani, sono riuscite in tempo record in questa impresa.

Inoltre, sono decine i nomi di donne che hanno contribuito allo sviluppo dei vaccini per il covid. Alcuni di questi nomi sono:

  • Katalin Kariko, che ha sviluppato per prima la tecnologia alla base dei vaccini più diffusi adesso contro il covid, quelli a mRNA. Ora è vicepresidente della Biontech;
  • Lisa A.Jackson, Melissa Moore e Michelle Lynn All, che hanno contribuito in maniera consistente allo sviluppo del vaccino Moderna;
  • Sarah Gilbert dello Jenner Institute che ha sviluppato il vaccino Astrazeneca.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.