Drake: stesso flow, stessi beat. Certified Lover Boy conquista i fan, ma a quale prezzo?

Drake

Certified Lover Boy è il nuovo disco del rapper canadese Drake: uscito il 3 settembre, ha già fatto parlare molto di sè scatenando non poche proteste


Il 30 agosto la notizia in esclusiva: il 3 settembre sarebbe uscito CERTIFIED LOVER BOY. Il nuovo disco del rapper Drake che i fan più accaniti aspettavano dallo scorso anno.

Già nell’acerbo marzo scorso, il noto rapper canadese, pubblicò l’EP di tre canzoni: Scary Hours II, annunciato settimane prima mediante un fuori onda sul canale TV ESPN. Fino alla conferma mediante un post Instagram dal suo profilo ufficiale (@champagnepapi).

Il disco conta ben ventuno tracce e molti sono i feat che compongono la variegata lista, basti citare Lil Baby, Travis Scott e Nicki Minaj. Definito anche lo scala classifiche, il risultato è stato record di ascolti e il premio al Billboard music awards 2021, lo scorso 23 maggio, con il titolo di artista del decennio, definito anche lo scala classifiche.

Vittima di un’intensa critica, perché?

Le critiche mosse all’artista, sono state delle più svariate e delle più cattive. Dalle parodiche e dissacranti imitazioni della copertina, fino a vere e proprie critiche sul disco stesso.
Si tratta secondo molti, di un qualcosa di già sentito, una sorta di clone di altre produzioni, nel quale sembri cambino solo le parole, insomma beat e flow sempre uguali. Nulla in confronto ai suoi capolavori, basti pensare a Views e Scorpion, nel campo discografico, fino alle sue tracce più ascoltate, quali: One Dance e God’s Plan. È come se il rapper di Toronto non avesse voluto osare, bensì restare sulle sue tracce, sulle sue tematiche e persino sulla stessa onda musicale.

La ridondanza che piace

Nonostante le molteplici critiche quello di Drake è una ridondanza musicale che piace. Scala le classifiche battendo ogni record sulle piattaforme digitali. Una doppia vittoria per il rapper con 153 milioni di stream, acclamato dalle piattaforme digitali. Il disco (CLB) è stato il più “streammato” nel giorno del suo debutto secondo la piattaforma Spotify; non di meno Apple Music, il progetto musicale più grande, sorpassando il suo stesso record di Scorpion.

Il testa a testa con Kanye West

Un altro capolavoro musicale è l’album Donda del rapper Kanye West, tra l’altro pubblicato in anticipo, lo scorso 29 agosto, a sua insaputa. Lo statunitense è stato completamente sorpassato da Drake infatti egli conta solo 90 stream. Ma la disputa tra i due, naturalmente non si placa al solo sorpasso del canadese, infatti egli il 4 settembre ha “spoilerato” un inedito brano del West, non presente in Donda. Il brano in questione è Life of the Party, che oltre a uno speach dell’artista DMX venuto a mancare e una strofa di Andre 3000, nel brano egli racconta anche il difficile rapporto con sua madre insieme al rapper. Quest’ultimo ha pubblicato ufficialmente il brano dopo poche ore.

La copertina vittima parodica

Ma non è finita, oggetto di critica è stata anche la copertina di Drake. Anche questa matrice di provocazione verso Kanye West, infatti le emoji sono state pubblicate da Drake, dopo che lo statunitense aveva pubblicato una citazione di Damien Hirst. La copertina ritrae ben dodici donne, in dolce attesa di nazionalità diversa. La teoria più banale, potrebbe essere sintomo di un’ostentazione da parte del poeta, secondo la quale, la sua musica sarebbe in grado di essere di ingravidare qualsiasi donna. Ma la teoria più sensata è sintomo che il suo progetto era aspettato in tutto il mondo, segnalando inoltre l’attesa di nove mesi e il successivo travaglio.

Drake e la sua zona di comfort

La pubblicazione del disco da parte del noto rapper ha conquistato i suoi fan, i quali nient’altro si aspettavano dal loro paladino. Un obiettivo quello del canadese centrato appieno, quello di monopolizzare il mercato discografico. Drake ha ottenuto, infatti, il feedback sperato, nonostante i temi banali di popolarità e il fatto di essere il più desiderabile.
Temi che anche in Italia, come nel resto del modo, spopolano in lungo e in largo!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.