Quando il fascino del Drive-in sposa le norme sul distanziamento

Dalle poltrone ai sedili anteriori. La nascita dei Drive-in e le sue possibili evoluzioni oggi

Il fenomeno del drive-in affascina appassionati di cinema e non per il suo innegabile rimando al mondo retrò. Sedili reclinabili, coca cola ghiacciate, gonne a ruota e bianche Superga che fuoriescono dai finestrini, queste le prime immagini che probabilmente si generano al suono della parola drive-in. Un piacevole tuffo nel passato che mai come quest’estate si riattualizza in nome della sua funzionalità: il mantenimento delle distanze di sicurezza anti covid. In effetti, cosa meglio di macchine parcheggiate garantisce una maggiore barriera tra le persone? Tutto questo ha probabilmente incrementato un ritorno in auge dell’esperienza drive-in, resta quindi solo da scoprire dove e quando prendervi parte!

Il cinema in giardino di Mr. Hollingshead

Un ragazzo passa a prendere una ragazza nel vialetto di casa dalla bianca staccionata e si dirigono in un grande parco pieno di automobili dal tettuccio abbassato. Magari a fine proiezione si recano in uno dei fantomatici dinners dai luicidi e lunghi banconi per dividere un frappè e mangiare hamburgers. Ecco cosa immaginiamo quando sentiamo parlare dei Drive-in, complici i rimandi degli stessi film simbolo della cultura americana anni 60. Ma vediamo meglio quando e dove sono nati e come riescono tutto oggi ad essere così seducenti.

I primi drive-in nascono all’inizio degli anni 30 e quindi insieme alla nascita dei primi lungometraggi. Il primissimo cinema drive in risale al 1933, nei pressi del fiume Delaware in Philadelphia. Secondo racconti dell’epoca, il cinema drive-in sarebbe nato per rispondere alla esigenze della madre di un rivenditore di parti di automobili, la signora Hollingshead. La donna, particolarmente in sovrappeso, non riusciva da tempo a sedersi sulle poltrone dei cinema e per questo il figlio pensò ad una particolare trovata. Posizionò un lenzuolo nel giardino di casa per proiettare un film e fece accomodare la madre nell’auto. Dopo aver constatato l’ingegnosità dell’idea, andò per tentativi ed errori per migliorarne l’esperienza, fino ad avviare un business di famiglia e aprire al pubblico. Il 6 giugno del 1933 il signor Hollingshead aprì il primo cinema Drive-in della storia. Questa trovata portò all’apertura, inizialmente lenta e poi rapidissima, di drive-in in tutti gli Stati Uniti e a grandissimi incassi. Incassi ben più alti di quelli dei cinema stessi. Tutto contornato dalla vendita di coca cola e popcorn che consentivano di alzare molto il guadagno, dato il prezzo basso dei biglietti (circa 25 centesimi). In effetti la combo simbolo “coca cola e popcorn” nasce proprio grazie al drive in. Più in generale, il drive-in ha contribuito a sdoganare l’idea anni ’20 del cinema come un ambiente di lusso, desinato a pochi, rendendolo più popolare e accessibile. il concetto di cinema che fino agli anni ’20 era considerato un ambiente di lusso, destinato a pochi.

Da quel momento la cultura del drive-in iniziò a prendere piede fino a diventare una fenomeno internazionale. Il primo in Italia e il più grande d’Europa fu il “Metro Drive-in“, un drive-in dimesso a Roma. Aperto nel 1957 e chiuso nel 1986, vide la luce con il film “La Nonna Sabella” di Dino Risi. Dopo alcuni e brevi tentativi di riapertura negli scorsi decenni, ora lo storico Drive-in è inattivo dal 2015.

In generale, l’ascesa dei drive-in fu accecante quanto breve. Dopo il florido decennio degli anni 50, la cultura del drive-in iniziò lentamente a decadere fino a rimanere ad oggi con pochi centinaia di drive in in tutto il mondo.

La necessità di applicare distanze e le ipotesi. Un esempio tutto campano, il “Drive-in Pozzuoli”

Da quando negli ultimi anni sono entrate in vigore le normative per il distanziamento sociale, si sente sempre parlare di nuove ipotesi e alternative che possano ben rispondere a queste necessità. Il drive-in potrebbe rispondere a queste esigenze. Macchine parcheggiate in maniera asimmetrica, garantiscono oltre ad un ottima visibilità, il distanziamento degli spettatori che possono godere di spettacoli in piena sicurezza. Non solo cinema ma anche eventi artistici, concerti e matrimoni si sono organizzati in queste modalità. Dal nord al sud Italia molti privati hanno provato a reinventarsi in questo senso. Già nel maggio del 2020, a Milano, il “Borsa drive-in” avrebbe provato ad organizzare un ingresso contingentato e macchine distanziate, con la possibilità di comprare il biglietto online. Purtroppo i decreti non menzionavano gli operatori nell’ambito dello spettacolo:

“Sarebbe possibile riaprire da subito e in sicurezza ma nei decreti non si parla di noi”, denunciava l’estate scorsa Paolo Liaci, il coordinatore del progetto Borsa drive-in.

Quest’anno la storia appare diversa e, forte del recente ingresso del green pass, questi progetti sembrano davvero pronti per un effettiva partenza. A Napoli questo mese di agosto si prospetta pullulante di serate all’aperto tra cinema e forse qualche clacson per zittire i disturbatori di turno.

Il Drive-in di Pozzuoli offre 120 posti auto e una vasta programmazione di film. Fino al 31 agosto e con spettacolo unico fissato alle ore 21.30, sarà possibile godere di uno spettacolo in piena sicurezza avvolti in una magica atmosfera retrò.

Certo, mette un po’ tristezza che uno strumento come il cinema, noto per avvicinare le persone ad altre storie e realtà, sia oggi usato per mantenersi distanti. Se però tutto questo avviene durante una stellata notte estiva, magari con la proiezione di un gran classico hollywoodiano, la malinconia mano a mano sparisce..

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.