Due anni senza Nadia Toffa, la “Iena” che ha lottato con il sorriso

Due anni fa ci lasciava Nadia Toffa La Iena che ha lottato senza mai perdere il sorriso

Il 13 agosto 2019, all’età di 40 anni, la giornalista d’inchiesta Nadia Toffa si spegneva dopo aver lottato con tenacia e coraggio contro un tumore cerebrale

Due anni fa, la giornalista d’inchiesta Nadia Toffa ci lasciava a causa di un tumore cerebrale diagnosticatole nel 2017, dopo essere stata colta da un improvviso malore. Nei mesi successivi alla scoperta e alla cura della sua malattia, Nadia non ha mai smesso di proseguire il suo lavoro, conducendo, insieme ai colleghi del programma televisivo Le Iene, le numerose inchieste di cui è stata artefice e protagonista.

Tutto questo con dedizione, energia e determinazione. Ma soprattutto senza mai perdere il sorriso di fronte all’ultima sfida, quella più difficile. Perciò oggi, vogliamo celebrare la sua figura, riportando alla memoria quei valori che hanno costituito il fondamento del suo operato: il coraggio e la ricerca della verità.

La malattia come battaglia da combattere senza mai perdere il sorriso: l’eredità di Nadia Toffa a due anni dalla sua scomparsa

Uno dei principali insegnamenti che possiamo trarre dall’esperienza di vita e professionale di Nadia Toffa, e che lei stessa ha voluto lasciarci in eredità attraverso le parole affidate ai suoi libri, è con certezza riassunto in una puntata di Le Iene, mandata in onda l’11 febbraio 2018. In quell’occasione, infatti, dopo aver raccontato della lotta al cancro che l’aveva costretta a restare lontana dagli schermi nei mesi precedenti, Nadia sottolineò la necessità di guardare alla malattia come a qualche cosa che non è estranea alla normalità, che non è separata dalla vita. La malattia è solo una piccola parte, una breve tappa dell’esistenza, che va affrontata con coraggio ed energia. Senza temere nulla, senza vergognarsi di nulla.

Non c’è nulla di cui vergognarsi, nemmeno nel dover portare una parrucca.

C’è bisogno di tanta normalità… Tutto deve essere come prima!

Nelle parole e nell’impegno concreto di Nadia hanno trovato sostegno e conforto le vite di quanti hanno sconfitto il cancro o sono ancora impegnati in questa lotta. Mediante la pubblicazione di post e foto sui social media, infatti, la giornalista delle Iene ha sempre espresso vicinanza e affetto a tutti coloro che attendevano il suo ritorno in tv, condividendo con i suoi fan, giorno dopo giorno, le varie fasi di un percorso difficile e faticoso. E il sorriso e l’allegria non le sono mai mancati, venendo a costituire le migliori armi in una battaglia che Nadia stava combattendo al fianco di numerose altre persone.

Non trattateci da malati… Siamo dei guerrieri!

Nel ricordo di Nadia: la nascita della fondazione che oggi porta il suo nome

Nel dicembre 2019, nasce la Fondazione Nadia Toffa ad opera dei familiari della giornalista bresciana che intendono farsi portavoce dell’esempio e della forza di Nadia, proseguendo il suo operato attraverso varie iniziative benefiche.

La fondazione si pone l’obiettivo principale di finanziare la ricerca oncologica e di fornire sostegno alle persone più deboli e indifese. Tutti possono contribuire alla raccolta fondi predisposta dall’organizzazione attraverso una donazione o l’acquisto di bomboniere, t-shirt e dei libri scritti da Nadia.

In particolar modo, la “Fondazione Nadia Toffa” ha recentemente devoluto il ricavato delle sue iniziative benefiche agli studi dell’Unità di Neurochirurgia dell’ospedale San Raffaele di Milano per il progetto “Biopsia liquida nei tumori cerebrali” e a don Maurizio Patriciello, amico di Nadia e parroco di Caivano (NA), come supporto al suo operato nei comuni della “Terra dei fuochi”.

L’attività giornalistica al servizio della verità e della solidarietà umana

Gli ambiti di intervento ai quali la “Fondazione Nadia Toffa” destina i fondi raccolti coincidono con alcune delle numerose tematiche oggetto dell’attività giornalistica di Nadia.

Al centro dei servizi realizzati per Le Iene sono collocati, infatti, l’interesse per la ricerca sulle malattie oncologiche, lo sfruttamento minorile e la pedofilia, l’inquinamento causato dallo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania e il fenomeno della ludopatia in Italia.
E non a caso, la fondazione a lei intitolata si pone lungo una linea di continuità con quelli che sono stati i valori fondanti dell’impegno di Nadia, costantemente indirizzato alla solidarietà e alla ricerca della verità.

Dare voce a chi non viene ascoltato, portare alla luce questioni lasciate ai margini: è questo lo slogan che tutti dobbiamo ricordare a noi stessi al fine di rendere la realtà un posto migliore.
Quello di Nadia Toffa ha voluto essere ed è stato un grido alla verità e alla giustizia, un inno alla vita in nome della felicità, a cui oggi dovremmo unire le nostre voci.

Nadia ne sarebbe contenta.  

PhotoCredit: @nadiatoffa

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.