Eddi Marcucci “sorvegliata speciale”

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Il 12 Novembre, a Torino si è tenuta l’udienza per Maria Edgarda Marcucci, “sorvegliata speciale” dichiarata socialmente pericolosa

Eddi Marcucci. Il 12 Novembre, a Torino si è tenuta l’udienza per Maria Edgarda Marcucci, “sorvegliata speciale” dichiarata socialmente pericolosa. Pericolosa come una terrorista, per aver combattuto contro l’Isis assieme alle YPJ in Siria.

La studentessa di filosofia di ventinove anni, conosciuta come Eddi, partì per il Rojava assieme alle attiviste dell’associazione Non una di meno, nel 2017.

Il loro obiettivo era quello di conoscere la storia delle donne curde, che vengono costantemente rapite, stuprate e lapidate da gruppi fondamentalisti.

YPJ: Unità di Protezione delle Donne

YPJ, è un acronimo che in curdo significa Unità di Protezione delle Donne. Quest’organizzazione militare femminile, affianca l’organizzazione mista YPG nella lotta a Daesh, gruppo jihadista attivo in Siria e in Iraq, più noto come Isis.

Assieme, YPG e YPJ, rappresentano l’armata curda che ha combattuto contro l’Isis per la liberazione della regione settentrionale della Siria, il Rojava.

Famosa è la conquista da parte dei curdi della città di Kobane, anche se il governo siriano non ne riconosce l’autonomia; nonostante faccia parte geograficamente di una delle quattro regioni del Kurdistan.

Convivenza e Democrazia

Il Rojava è regolato da un contratto sociale per l’autogestione democratica nelle Regioni Autonome di Afrîn, Cîzire e Kobane, conosciuto come La Carta, che si basa sulla convivenza religiosa ed etnica dei popoli, sull’emancipazione delle donne, sull’ecologia e sull’equa distribuzione delle ricchezze.

Durante la guerra civile siriana, il gruppo YPJ contava numeri elevatissimi di volontari provenienti da diverse parti del mondo, Italia compresa, che combattevano al fianco della resistenza curda. 

Gli italiani in Rojava

L’organizzazione delle “staffette umanitarie”, è un’iniziativa dei centri sociali. Essa nasce per aiutare gli abitanti dei campi profughi e portare loro beni di prima necessità.

Molti volontari si sono uniti alla causa curda e hanno deciso di arruolarsi, per liberare i territori occupati da Daesh, in quanto quest’ultimo è supportato anche dalle armi italiane vendute alla Turchia.

Tra questi volontari troviamo Eddi, che combatté al fianco del YPJ ad Afrîn, insieme al fiorentino Lorenzo Orsini, morto a 33 anni a Baghouz. 

Tornata in Italia, Eddi fu dichiarata dal Tribunale di Torino “pericolosa”, per aver combattuto al fianco della resistenza curda e, in via cautelare, nel gennaio 2019, viene dichiarata “sorvegliata speciale” per garantire la pubblica sicurezza. Ma qual è la sua colpa? Nessuna.

Infatti, l’attivista di Non una di meno è incensurata e non ha commesso alcun reato, nonostante ciò, però, viene trattata come una “terrorista”.

Il lockdown nel lockdown

Dal 17 marzo, il Tribunale ha vietato che Maria Edgarda partecipasse agli incontri pubblici, che organizzava per creare una rete di informazione riguardo la condizione della donna o la distribuzione delle armi alla Turchia di Erdogan.

Per due anni le viene imposto il coprifuoco e delle misure restrittive che deve rispettare per garantire la sicurezza pubblica.
Un lockdown nel lockdown, con la differenza che a lei sono limitati anche vari diritti civili.

Ieri, la procura di Torino si è espressa riguardo la sua condizione, ma si è preposta 40 giorni di tempo per prendere una decisione definitiva.

Fuori al Tribunale, due volontari italiani partiti anche loro per il Rojava, hanno formato un presidio a sostegno del ritiro delle misure cautelari di Eddi. Assieme all’aiuto di centri sociali e diverse associazioni culturali e politiche che combattono ogni giorno per supportare uomini e donne, i cui diritti civili risultano limitati.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.