“Effetto Mozart”: la musica che cura la mente, il corpo e l’anima

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Dopo 220 anni dalla morte di Mozart, il potere della sua musica resta intramontabile. Si parla di “effetto Mozart” e “Mozart terapia” per i numerosi benefici che le sue sinfonie apportano alla nostra salute. Perché ascoltare musica classica?

E’ risaputo che la musica ha la capacità di cambiare lo stato emotivo, fisico e mentale dell’uomo. Ma la musica classica ha una marcia in più. Sono numerosi infatti i benefici che apporta alla salute dell’essere umano. Questo potere è stato scoperto soprattutto grazie al grande Wolfgang Amadeus Mozart, le cui sinfonie furono quelle a dare più risultati, durante i primi esperimenti di musicoterapia. Si parla infatti, in suo onore, di “Mozart terapia” per indicare la procedura terapeutica che utilizza la musica classica, e in particolare quella di Mozart, durante le sedute di terapia con i pazienti. Ma quali sono i benefici dell’effetto Mozart?

Incrementa la velocità nella risoluzione dei problemi

Uno studio pubblicato nel 1993 da due fisici (Gordon Shaw e Frances Rauscher) dimostrò che l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (K448) di Mozart, produrrebbe un aumento, seppur temporaneo, delle capacita di ragionamento e del problem solving. Ciò si evinse grazie ad esperimenti fatti su un gruppo di giovani volontari. Quelli che avevano ascoltato Mozart furono molto più bravi nel risolvere test o enigmi pratici, preparati dai due fisici. Da quel momento, si dedusse che la musica classica in generale (e quella di Mozart in particolare) avesse il potere di migliorare le capacità cognitive.

Esperimenti simili furono fatti addirittura su topi, in California. Al gruppo di topi che ascoltò la Sonata K448 furono testate capacità di ragionamento spazio-temporale superiori rispetto ai gruppi che avevano ascoltato altri generi o melodie. La musica di Mozart aveva attivato maggiormente le funzioni cognitive di apprendimento e memoria. I ricercatori verificarono dunque che i topolini “appassionati” di Mozart, oltre a compiere un minor numero di errori, si rivelarono anche più veloci nell’eseguire i test (come ad esempio trovar un modo per uscire da un labirinto).

La musica classica è una musica cognitiva: facilita la capacità di apprendimento

La musica classica è dunque una musica cognitiva: facilita cioè la capacità di apprendimento, poiché aumenta la concentrazione e quindi la predisposizione ad assimilare nuove informazioni. Questo accade perché la musica stimola il rilascio della dopamina nel cervello, un neurotrasmettitore che ha la funzione di erogare sensazioni di benessere e gioca un ruolo importante sulla “motivazione“. Sono sufficienti da 15 minuti a mezz’ora d’ascolto giornaliero per reintegrare a pieno la capacità di attenzione.

Per questo motivo la musica influisce positivamente anche sulle performance aziendali. Grazie a numerosi esperimenti, si è evinto che chi ascolta musica lavora con più qualità e in meno tempo, rispetto a chi lavora in silenzio. Questo accade perché la musica influisce positivamente sull’umore e affina l’intuito. L’ascolto di musica negli uffici andrebbe dunque incoraggiato.

Un aiuto per chi soffre di epilessia

Qualche anno più tardi rispetto ai primi studi, il professore all’Università di Londra John Jenkins, pubblicò un articolo dal titolo “L’effetto Mozart”, in cui dimostrava gli effetti positivi della musica sul trattamento di diverse malattie, tra cui l’epilessia. Facendo ascoltare per dieci minuti al giorno la Sonata per due pianoforti in re maggiore K. 448 di Mozart a pazienti affetti da epilessia, si notò che questa esposizione aveva come effetto una drastica riduzione delle crisi epilettiche.

Altri studi avevano confermato che nei bambini epilettici, a cui erano state impartite lezioni di pianoforte per sei mesi, risultavano punteggi più alti nei test di movimento rispetto a chi si era dedicato ad altre attività. Ma perché proprio la musica di Mozart? Probabilmente perché ha strutture ritmiche ben definite e adatte ad interagire con l’epilessia.

Un antidepressivo e antidolorifico naturale

Grazie proprio al rilascio di dopamina e allo stato di benessere che ne consegue, la musica classica viene considerata anche antidepressiva. La Mozart terapia ha dimostrato di avere infatti il potere di ridurre l’ansia, la paura, lo stress e la depressione, poiché risolleva l’umore. Di conseguenza, a essere sbloccati sono anche l’immaginazione e lo stimolo creativo: basta chiudere gli occhi, mentre si ascoltano le melodie, per viaggiare in mondi paralleli ed evadere dalla routine e dai problemi quotidiani.

D’altro canto, il rilassamento del corpo e della mente favorisce un buon sonno ristoratore, essenziale a sua volta per il nostro sistema immunitario. Se è vero inoltre che il dolore dipende principalmente dalla mente, la pace mentale generata dalla musica classica comporta la riduzione del dolore, come è stato confermato da numerose sperimentazioni in reparti oncologici e post operatori.

La musica classica e la musica di Mozart soprattutto, non passa mai di moda. Anzi, è quanto di più efficace e salutare ci sia per migliorare la vita quotidiana.

La musica di Mozart è così pura e bella che per me rappresenta l’intima bellezza dell’universo

Albert Einstein

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.