Einaudi e la collana “Unici” dedicata agli esordienti

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Inaugurata dalla casa editrice il 15 febbraio con “Nonostante tutte” di Filippo Maria Battaglia, la collana “Unici” edita da Einaudi, prevede l’uscita di tre titoli all’anno di narrativa italiana

A cura dell’editor della collana Einaudi dedicata agli esordienti, Daria Oggero. La casa editrice torinese Einaudi, oltre che offrire ad i lettori questo nuovo progetto editoriale ha da un paio d’anni attuato una politica editoriale molto più attenta alla diversità d’approccio alla lettura da parte del fruitore.

Oltre che tale collana da poco più di un’anno ha presentato la collana “tutta digitale” di “Quanti”, rendendo evidente e palese l’intenzione di “aprirsi” (qualcuno direbbe finalmente) al “mondo che avanza”.

Guardare le cose da una prospettiva non convenzionale, questo l’obiettivo di “Unici” che si prefigge inoltre il compito di immettere nel panorama narrativo italiano contemporaneo nuove ed interessanti voci.

“Un progetto editoriale che nasce dal desiderio di creare uno spazio per autori molto differenti l’uno dall’altro, che hanno trovato la loro via per raccontare una storia e un modo di stare al mondo”

Casa editrice Einaudi

Gli altri due titoli che andranno a comporre la collana per quest’anno daranno i volumi “Altro nulla da segnalare” della già premiata Francesca Valente (Premio Calvino 2021) ed “I CuraCari” di Marco Annicchiarico.

Attendendo dunque l’uscita degli altri due romanzi, il lettore potrà già immergersi nel romanzo “d’esordio” della collana, quello di Filippo Maria Battaglia.

Ma chi è Battaglia e soprattutto che cosa racconta in “Nonostante tutte” l’autore?

Filippo Maria Battaglia, classe 1984, è un giornalista di SkyTG24 a Milano dove risiede e lavora. Ha scritto per diverse testate giornalistiche italiane, in particolare nel settore culturale per “Panorama”, “Il Foglio”, “Il Giornale” e l’edizione siciliana di “Repubblica”. Durante la sua carriera ha pubblicato diversi reportage e saggi tra cui “Professione reporter. Il giornalismo d’inchiesta nell’Italia del dopoguerra” e curato diverse antologie giornalistiche.

In questo suo “esordio” narrativo restituisce al lettore “una donna mai esistita” del Novecento.

La protagonista di Nonostante tutte si chiama Nina ma potrebbe chiamarsi con oltre cento nomi differenti. La sua storia è immaginaria, il suo racconto no: è affidato alle parole di chi ha lasciato una traccia di sé in una pagina fuggita all’oblio. È attraverso questi frammenti di voci, scelti dall’autore tra migliaia e poi assemblati come tessere di un mosaico, che la protagonista di questo romanzo prende vita. Come se quelle centodiciannove donne si passassero in una staffetta senza fine il testimone e la parola per raccontare un’unica storia con un brillio diverso.

L’infanzia incantata e spaccata, il desiderio di una vita differente, il sesso, il lavoro, il matrimonio, la maternità, la malattia, l’amicizia, l’impegno civile, la vecchiaia… Esperienze individuali irriducibili, certo, eppure collettive. Per questo il romanzo dalla struttura originalissima a cui dà vita Filippo Maria Battaglia può dirsi anche un romanzo politico. L’emozione nasce da lì: nel vedere, nel sentire, ciò che è simile e ciò che invece resta legato a una vita, a quella vita. Nell’accostare le storie alla Storia, senza mai rinunciare alle zone d’ombra. Perché le parole possono essere anche cicatrici e «a questo – dice Nina – devono servirmi le mie, a ricordare».

Come dichiarato anche dalla casa editrice questa non è la storia solo di Nina ma di un numero ben preciso di donne le cui voci sono conservate nell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

L’autore ha infatti parsimoniosamente raccolto la testimonianza di ben centodiciannove donne le cui esperienze di vita hanno costellato la “storia nella storia”, quei racconti tangibili che non possono essere inserite nella Storia con la “s” maiuscola.

Novecento italiano dunque e trattato attraverso gli occhi, le mani, il naso ed i piedi di donne che non sono mai esistite fino a questa minuziosa opera di ricostruzione di Filippo Maria Battaglia.

Un libro da recuperare dunque per rinnovare la consapevolezza del lavoro che ancora c’è da fare per il ruolo della donna nella società italiana, i diritti e la questione aperta e delicata che riguarda la responsabilità collettiva.

Perché se una lettrice di oggi continua a riconoscersi, nella esperienza di anche solo una di queste voci dimenticate, si palesa quanto poco fatto nei confronti delle donne in Italia.