Elena Ferrante torna in libreria con “I margini e il dettato”: l’avventura dello scrivere

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Elena Ferrante tornerà in libreria il 17 novembre con “I margini e il dettato”. Il libro raccoglierà testi inediti dell’autrice sulla propria (e altrui) “avventura dello scrivere”

Novembre per i lettori sarà un mese intenso per quanto riguarda le succulente novità in libreria. Alcuni titoli che le case editrici, indipendenti e non, pubblicheranno in questo periodo sono infatti attesissimi dai lettori italiani. Il volume “I margini e il dettato” della Ferrante rientra proprio in questa categoria.

Il saggio, edito edizioni e/o, uscirà in libreria in contemporanea a “La scrittura smarginata – Le Umberto Eco Lectures di Elena Ferrante”, tre lezioni magistrali destinate alla cittadinanza di Bologna e presentate al pubblico per la prima volta.

A dare voce ai testi della Ferrante, l’attrice Manuela Mandracchia che, al Teatro Arena del Sole, a Bologna, fino al 19 novembre, andrà in scena con tre differenti testi: “La pena e la penna” (17 novembre), “Acquamarina” (18 novembre) e “Storie,io” (19 novembre).

Ai tre testi realizzati dalla scrittrice per Le Umberto Eco Lectures, il volume “I margini e il dettato” sarà poi arricchito dal saggio per la chiusura del convegno degli italianisti su Dante e altri classici.

Ma cos’è la smarginatura e dunque la “scrittura smarginata”?

I lettori di tutto il mondo hanno “incontrato” questo concetto all’interno della quadrilogia de “L’amica geniale” dove per la prima volta Elena Ferrante introduce quello che è a tutti gli effetti uno stato d’animo o, come direbbe Tiziana De Rogatis (autrice del volume “Elena Ferrante. Parole chiave”), una reazione all’arroganza che le donne subiscono.

Ecco dunque come, anche in questo volume “I margini e il dettato” fondamentale è il concetto di smarginatura in relazione poi alla scrittura, al linguaggio parlato ed ad una “lingua cattiva” storicamente estranea alla verità delle donne.

Nei testi che danno forma alle lectio per Le Umberto Eco Lectures, non è per cui difficile immaginare che ci sia un’ulteriore “salto in avanti” della scrittrice nel “raccontare” non solo il suo rapporto con la lingua e con il dialetto napoletano ma, anche e soprattutto, quella che è l’esperienza di altre grandi personalità della letteratura italiana e mondiale che, donne, hanno scritto e raccontato del proprio “momento di smarginatura” (tanto nella scrittura quanto nel rapporto con il quotidiano).

Non è infatti un dettaglio trascurabile che a riassumere le tre lezioni magistrali curate dall’Università Unibo di Bologna in collaborazione con edizioni e/o, abbia come titolo proprio “La scrittura smarginata”.

Non è poi altrettanto marginale considerare che in un convegno degli italianisti su Dante e altri classici, ambiente contraddistinto da una fortissima presenza maschile, a chiudere l’incontro “compaia” proprio Elena Ferrante ed un suo “intervento”.

Evidentemente ci si è dovuti “arrendere” al fiume di parole della penna di Elena Ferrante, uno scrivere che procura una certa pena a lei come a moltissimi grandi professori di cattedra ancora arenati in acque del passato.

Una scrittrice che di rientrare nei “margini” non ci pensa proprio ed anzi, continua, per la gioia di lettori ed attiviste a “fare” quello che fece Simone De Beauvoir con “Il secondo sesso”: non smettere mai di porre domande, riflessioni scomode.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.