Letteratura è emancipazione: da Elena Ferrante a Elsa Morante

L'amica geniale

L’emancipazione femminile è un tema, così come un’esigenza e motivo di orgoglio che in Letteratura è stato messo a nudo da numerose autrici. Oggi ve ne riportiamo 5 come esempio

Elena Ferrante, Louisa May Alcott, Jane Austen, Alda Merini e Elsa Morante: 5 autrici che hanno gridato all’emancipazione femminile in Letteratura.

Elena Ferrante: l’autrice del momento

In cima alla lista Elena Ferrante, autrice del momento, discussa, ammirata, investigata e letta da tanti. Protagonista per il successo recente de L’amica geniale. La tetralogia letteraria ha appassionato milioni di lettori così come la serie tv, andata in onda su Rai 1. La terza stagione “Storia di chi fugge e di chi resta, si è conclusa domenica 27 Febbraio. E’ proprio nel racconto della complessa amicizia tra le due protagoniste, Lenù e Lila che intercorre la voglia e il desiderio di emancipazione. In Lenù si concretizza attraverso la scrittura, mentre in Lila nella coraggiosa lotta all’intraprendenza.

Piccole Donne: le sorelle March e il loro percorso di formazione ed emancipazione

Tutte noi ci saremo ispirate a Jo March una volta nella vita. Tra le sorelle March, protagoniste del romanzo “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, Jo è colei che trova la sua voce nella scrittura e attraverso di essa dà prova di emancipazione.
Tutto il romanzo ruota attorno al percorso di formazione e di emancipazione che vivono le quattro sorelle March, quindi oltre a Jo, anche Meg, Amy e Beth, ciascuna con il proprio temperamento, con la propria morale e i propri sogni.

Elisabeth Bennett, dalla penna di Jane Austen: tra femminilità e vivace intelligenza

Chi di noi quando pensa a Jane Austen non pensa subito alla straordinaria Elisabeth Bennet di “Orgoglio e Pregiudizio?

È cosa ormai risaputa che uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio abbia bisogno soltanto di una moglie. Questa verità è così radicata nella mente della maggior parte delle famiglie che, quando un giovane scapolo viene a far parte del vicinato – prima ancora di avere il più lontano sentore di quelli che possono essere i suoi sentimenti in proposito – è subito considerato come legittima proprietà di una o dell’altra delle loro figlie.

Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen

In questo famosissimo incipit del romanzo la scrittrice britannica descrive la “tradizione” dell’epoca, ossia il matrimonio, dal quale per nessuna donna c’è scampo. Capiamo però quanto la Austen sia orgogliosamente femminista attraverso il personaggio di Elisabeth: un animo ironico e una donna incredibilmente testarda, un’attenta osservatrice che si trova spiazzata dinanzi ai suoi stessi sentimenti nei confronti di Mr Darcy. Elisabeth è un esempio di femminilità, in cui è la vivace intelligenza ad incuriosire, l’estrema schiettezza e la voglia di libertà a persuadere.

Alda Merini: la poesia è Donna

Alda Merini invece è una donna di poesia e la poesia è Donna. Il suo animo tormento, spesso dilaniato dalla follia, mostra a sé stessa una forza rassegnata alla fragilità che piano piano si consuma, ma che invece di diventare cenere, sulla pagina scritta diventa fuoco. Quello di cui è fatto la sua scrittura: intensa, cruda, spesso anche eterea ma estremamente vissuta. Alda scrive tanto delle donne, come nella seguente poesia:

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

Elsa Morante: il fascino androgeno nel mestiere e la donna madre

Elsa Morante è stata la prima donna a vincere il Premio Strega, nel 1957, con il suo romanzo: “L’isola di Arturo” . L’autrice intende approcciare al suo mestiere in maniera un po’ androgena.

Il concetto generico di scrittrici come di una categoria a parte, risente ancora della società degli harem.

Elsa Morante

A dispetto di questo però Elsa descrive e scrive della emancipazione femminile in maniera totalmente indipendente e con grande efficacia. Le donne dei suoi romanzi sono principalmente donne madri.