L’allegria è uno degli elementi più importanti che metto nella moda. E la ottengo con il colore

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Emilio Pucci: Marchese e “Principe delle stampe

Per Emilio Pucci forse ben due titoli nobiliari sono anche pochi; questo grazie al suo glorioso percorso non solo nel campo della moda, ma anche come eroe di guerra; è stato infatti insignito di tre medaglie d’argento al valore nel corso della II Guerra Mondiale.

Stilista dallo stile raffinato e spumeggiante, ha rappresentato benissimo l’idea del glamour all’italiana, abbozzando un tipo di modello femminile ultra moderno; ha saputo quindi portare innovazione e classe nella moda, forse anche grazie ai suoi nobili natali, oltre che alla sua mente aperta.

Discendente dalla nobile famiglia fiorentina dei Pucci di Barsento, nacque a Napoli il 20 novembre del 1914 e morì a Firenze il 29 novembre 1992. Laureato in Italia in Scienze Politiche, aveva studiato anche negli USA.

Proprio negli USA ebbe la sua prima esperienza come disegnatore di abiti: infatti praticando lo sci, disegnò la divisa della squadra interna alla scuola.

Dopo questa esperienza di studi, rientrò in Italia e si arruolò come ufficiale nell’aviazione nel 1938, partecipando (come abbiamo accennato) alla seconda Guerra Mondiale.

La realizzazione della divisa da sci per la squadra per cui si allenava, fu quindi il suo “lancio” nel mondo della moda. Fu realizzata una collezione sportiva che venne anche pubblicata su una rivista: Harper’s Bazaar.

I suoi modelli ebbero subito un grande successo anche negli USA, commercializzati con il marchio “Emilio”.

Proprio oltreoceano i suoi abiti riscossero un sorprendente successo, in quanto rispondevano ad esigenze sia di comodità che di praticità, ma nello stesso tempo innovativi e sempre eleganti.

Dal monocromatico alla tavolozza

Successivamente si lancia anche nella moda mare a Capri, con una collezione in bianco e nero realizzata in seta; il successo riscosso gli consente di aprire una boutique. Proprio questa boutique sull’isola di Capri procurava alle stelle americane del calibro di Jacqueline Kennedy e Marilyn Monroe i famosi pantaloni Capri, oltre che sciarpe di seta e abiti. Siamo a ridosso degli anni ’50. I capi venivano realizzati nella bottega artigianale di Firenze in via de’ Pucci (città che amava profondamente e con cui ha sempre mantenuto un rapporto d’elezione), diventata un vero e proprio opificio.

La prima vera e propria sfilata, arriva nel 1951 a Firenze; dopo ne seguirono altre negli anni a venire. Da lì ottiene una grossa visibilità anche per il mercato americano, sempre presente alle sfilate.

Dal 1967 però, ha organizzato egli stesso le sfilate presso la propria sede.

La sua consacrazione al colore, per il quale aveva un grandissimo occhio, avvenne nel 1953; da quel momento iniziò ad utilizzare colori brillanti, motivi appariscenti in maniera molto più decisa ed azzardata. Scelta che motivava come una ricerca di allegria:

“l’allegria è uno degli elementi più importanti che metto nella moda. E la ottengo con il colore”.

Emilio Pucci

Colore che utilizzava con: camicie, pantaloni, foulard, abiti in jersey di seta o in fibre sintetiche; questa era una nuova trovata nel panorama internazionale, cosa che gli fece meritare nel ’54 l’Oscar della Moda dalla Neiman Marcus come migliore creatore dell’anno.

Realizzò poi una collezione che traeva spunto dal Palio di Siena ed un’altra ispirata a Botticelli.

Emilio Pucci, il Marchese della moda

La sua tendenza all’innovazione, era evidente anche nei suoi tentativi di sperimentare continuamente nuovi materiali per realizzare gli abiti, come ad esempio quelli in velluto artificiale o il wally pliss stampato, realizzato in collaborazione con il Cotonificio Valle Susa.

Ancora, l’innovativo jersey in organzino finissimo di seta per vestiti che non si stropicciano; arriva a brevettare anche un tessuto da lui pensato, con cui erano fatti i pantaloni Viva; questo è l’emilioform, molto delicato e confortevole, prodotto con helanca e shantung di seta.  

Successivamente produce anche dei profumi di successo; fino alla decisione di entrare anche nel mondo della moda maschile, nel 1968 in accordo con Ermenegildo Zegna.

I suoi interessi, come abbiamo visto, spaziano in tutti i settori della moda: firma infatti qualsiasi tipo di accessorio; ma forse la moda è un “vestito” gli sta troppo stretto, quindi si “lancia” anche nello spazio con la Nasa nel 1971 realizza anche il simbolo della missione spaziale Apollo 15.

La rete di vendita di Pucci, arriva in oltre cinquanta paesi; dalla sua scomparsa è la figlia Laudomia che ha preso in mano le redini di tutta l’attività creativa della maison.

I diritti del logo Pucci, sono stati acquisiti nel 2000 dal gruppo francese Louis Vuitton; quest’ultimo ha riportato in auge soprattutto le creazioni “storiche” della casa di moda, restituendo ad esse il valore tramandato negli anni, rafforzando proprio il vincolo con il passato.

Laudomia ancora oggi ha parte attiva nell’azienda e si occupa dell’immagine della stessa. Molte boutique a marchio Emilio Pucci si trovano nei luoghi più esclusivi soprattutto in Italia e Stati Uniti e le vetrine sono sempre piene di colori sensuali, lussuosi, sgargianti, vivi e rigogliosi, di cui Pucci è stato un indiscutibile esperto.

Creatore di uno stile che si può definire allo stesso tempo raffinato, ma portabile, oltre che spiritoso e signorile; è proprio grazie al suo gusto ed alla sua infinita curiosità che la sua casa di moda è diventata una delle maison del lusso più amate al mondo.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.