My name is Eminem: Marshall Mathers compie 49 anni

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Il 17 ottobre del 1972 nasceva, rivoluzionando l’intero panorama hip-hop, Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem.

Una vita, quella del rapper bianco più famoso al mondo, che in 49 anni ha saputo assestare duri colpi, incassati magistralmente anche e soprattutto grazie alla musica. Oggi Eminem compie gli anni e noi li festeggiamo insieme a lui ripercorrendo la sua vita e tutti i suoi successi.

Una famiglia disastrata

Figlio di Marshall Bruce Mathers II e Debbie Briggs, entrambi musicisti, Marshall Mathers III nasce il 17 ottobre 1972. Il piccolo Marshall si trasferì numerose volte con la madre, costretta a spostarsi continuamente a causa dei suoi scarsi guadagni. Il padre di Eminem fu allontantanato dalla famiglia quando il piccolo Marshall aveva soltanto sei mesi, a causa delle accuse di molestie da parte di Debbie. A 12 anni, Marshall e sua madre si stabilirono definitivamente a Detroit, ma la situazione di certo non migliorò.

La difficile infanzia di Marshall Mathers

Marshall ebbe problemi fuori e dentro casa: a scuola era costretto a subire le angherie dei bulli, in particolare quelle di Bailey De Angelo, il quale lo mandò in coma quando Marshall aveva solo otto anni. In casa doveva affrontare la difficile convivenza con una madre tossicodipendente che arrivò addirittura a denunciarlo per diffamazione.
Marshall lasciò la scuola a 17 anni e, nello stesso periodo, intraprese la sua relazione con Kimberly Anne Scott, la sua (doppiamente) ex-moglie, nonché la madre di Hailie Jade Scott Mathers, nata quando Eminem aveva soltanto 23 anni.

M&M

Marshall decise quindi di dedicarsi alla musica ed adotto il nome d’arte M&M (dalle iniziali del suo nome). Erano i primi anni novanta e la cultura hip-hop, così come il rap e l’R&B, era quasi interamente dominata dalla comunità afroamericana, che difficilmente permetteva l’ingresso di musicisti bianchi. Marshall, infatti, fu preso in considerazione soltanto nel 1997, un anno dopo aver pubblicato l’album da solista sotto lo pseudonimo di Eminem (che altro non è che la trasposizione grafica della pronuncia del precedente nome d’arte).

Dal tentato suicidio alla riabilitazione

Il primo album in studio di Eminem (quello pubblicato prima che Dr. Dre lo portasse a firmare un contratto con la Interscope) fu un flop, al punto da portare il rapper a tentare il suicidio per overdose di Tylenol, una clorfenamina (un potente antistaminico). Da lì fu tutto in discesa. Eminem iniziò ad essere dipendente da alcol e droghe, dai quali si disintossicò nel 2001, in seguito ad un arresto. Tuttavia, la riabilitazione non resse il peso dello stress e della fama che lo portarono ad abusare di Zolpidem (un sedativo), al punto che decise di sua spontanea volontà di disintossicarsi. Il rapper è sobrio dal 2008.

Problemi con la legge

Che Eminem abbia avuto diversi problemi legali non è di certo un segreto. In primis, quelli dovuti alle minacce ed al possesso di armi da fuoco. In maniera particolare, relativi ai litigi con i suoi rivali in ambito musicale e con John Guerrera (con cui pare che Kim lo tradisse). Non bisogna però dimenticare la denuncia per diffamazione da parte della madre, la quale chiese 10 milioni di dollari. L’accusa era rivolta ad una frase della canzone “My Name Is” e ad alcune interviste rilasciate dal cantante, in cui affermava che la madre era più tossicodipendente di quanto lo fosse lui.

L’Oscar ed il premio Global Icon

La carriera di Eminem è stata in grado di portare dei momenti di gioia nella sua disastrosa vita. In maniera particolare alcuni dei premi ricevuti proprio per la sua musica. Innanzitutto il premio Oscar alla miglior canzone, ottenuto grazie a Lose Yourself, presente nel film 8 Mile in cui recita anche la parte del protagonista. Successivamente, nel 2013, ha ottenuto il premio Global Icon agli MTV Music Awards, premio dato soltanto ai Queen, a Bon Jovi ed a Whitney Huston prima di lui.

Misogino, omofobo e razzista?

Le sue canzoni, ricolme di frasi poco adatte ai bambini, non sono di certo state sempre accettate da tutto il pubblico. Eminem è stato infatti più volte accusato di omofobia, misoginia e razzismo. Nel primo caso, il rapper ha smentito e si è dissociato da ogni forma di omofobia, anche attraverso un concerto con Elton John. Contro le accuse di misoginia, scaturite dall’analisi di alcune canzoni, il cantante non si è mai difeso. Infine, per quanto riguarda il razzismo, Eminem si è scusato pubblicamente, ammettendo che certi suoi pezzi razzisti hanno avuto origine da divergenze con persone di colore.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.