Endometriosi, la storia di Erika: “Ne parlo sui social per indicare una strada da seguire”

endometriosi

L’endometriosi è una patologia cronica benigna. Sono 3 milioni in Italia le donne che ne soffrono, tra queste c’è Erika, che ci ha raccontato la sua storia

L’endometriosi è una patologia cronica benigna che causa l’invasione delle cellule endometriali di aree o organi vicini, riducendone il funzionamento. Si manifesta nelle donne in età fertile, colpendone circa il 10-15%, ed è correlata a difficoltà di concepimento e infertilità femminile. Quest’ultima genera naturalmente un malessere e, nonostante non siano ben note le sue cause, è in corso uno studio.

Nel Lazio, negli scorsi giorni è stata varata una proposta di legge, incentrata sulla ricerca e soprattutto sulla prevenzione e diagnosi precoce.  Sono 3 milioni in Italia le donne che ne soffrono, tra queste c’è Erika, 24enne studentessa universitaria, che ha deciso di raccontarci la sua storia.

Ciao Erika, parlaci un po’ di te…

Sono Erika, ho 24 anni e studio Giurisprudenza. Amo fotografare, ballare e sorridere, soprattutto da quando non porto più l’apparecchio ai denti! Sono una persona molto solare ma non sempre è stato così. Infatti da piccola tutti mi prendevano in giro dicendo che avevo sempre il muso e sembravo costantemente arrabbiata. Poi per fortuna nonostante l’arrivo delle malattie, degli ingressi in ospedale, ho iniziato a sorridere ed essere logorroica!

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Quando ti è sono state diagnosticate l’endometriosi e l’adenomiosi?

A Gennaio 2020 ho scoperto di avere endometriosi e adenomiosi che sono la stessa malattia, ma con due localizzazioni diverse. Ovvero, l’adenomiosi si trova nell’utero (nel miometrio precisamente) e l’endometriosi può colpire tutti gli organi della pelvi (dal retto, ovaie, vescica fino anche ai polmoni). Mi è stata diagnosticata dopo anni di ricerche, in un centro specializzato in endometriosi dove mi sono recata di mia spontanea volontà informandomi su internet, dopo che l’ennesima ginecologa me l’aveva nominata senza però capirci nulla!

Come affronti questa patologia?

Cerco di affrontarla nel miglior modo possibile, nonostante non ci sia un modo preferibile rispetto ad un altro per affrontarla. Cerco di non abbattermi troppo ma soprattutto di aggrapparmi ai momenti belli della mia vita e alle piccole cose belle che mi succedono.

Perché hai iniziato a parlare della tua malattia sui social?

Ho iniziato a parlare su Instagram di questa malattia, esattamente tre giorni dopo la diagnosi, nella speranza di poter aiutare qualcuno a trovare semplicemente una strada da seguire per arrivare alla diagnosi. L’ho fatto con estrema semplicità ed esattamente come avrei voluto che qualcuno facesse con me anni fa, aiutandomi a capire dove potermi recare per rendermi conto della causa dei miei dolori.

Perché non se ne parla abbastanza?

Credo che non si parli abbastanza di questa malattia, perché riguarda la sfera femminile e molte persone la percepiscono come un tabù! Io stessa, spesso, ho ricevuto frasi come ”non voglio sapere, sono cose femminili”, oppure frasi come ”anche mia figlia ne soffre ma non dirlo a nessuno”.

Credo sia questo il motivo principale. Ma sono anche convinta che non ci sia nulla di male e niente di cui vergognarsi, anche perché nessuno la cerca e sceglie di averla.

Cosa ne pensi della proposta di legge varata nel Lazio?

Della proposta di legge sull’endometriosi che è stata fatta nel Lazio, sono totalmente d’accordo e ci spero con tutto il mio cuore! E’ importantissimo ricevere questi riconoscimenti per noi che veniamo definite pazze e soprattutto è fondamentale sensibilizzare in età adolescenziale proprio perché è durante quegli anni che si possono manifestare i primi sintomi e potrebbe esserci una diagnosi più rapida, che aiuterebbe una diagnosi precoce.

Cosa bisogna fare per sensibilizzare, coloro che ne soffrono e l’endometriosi stessa?

Credo che la cosa migliore per sensibilizzare su questa malattia, sia parlarne. Farlo senza filtri, senza vergogna e senza sentirsi matte perché non lo siamo assolutamente. Forse solo parlandone tanto potremmo arrivare a un coinvolgimento e un riconoscimento maggiore per tutte!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.