Etero, lesbo o gay? La confusione dell’orientamento sessuale in adolescenza

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“Non so se mi piacciono le femmine o i maschi, ancora non l’ho capito” S. (14 anni). Sono moltissimi gli adolescenti che si pongono questa domanda e districandosi tra l’ansia e la curiosità cercano una risposta precisa.

Tutti sanno per esperienza che l’adolescenza è una fase tormentata della vita, non solo per la crescente spinta all’indipendenza (motore di fondo dei grandi scontri con l’autorità genitoriale e con tutte le figure autoritarie in generale) ma anche perché è il periodo in cui si inizia a delineare l’identità dell’individuo adulto.

Infatti è proprio in questa fase dello sviluppo che hanno inizio le grandi domande esistenziali “Chi sono io, che cosa voglio e dove voglio andare?”. Non è un caso che questa tappa evolutiva coincida con l’esordio della maturità sessuale.

In effetti si chiama adolescenza quel periodo della vita il cui inizio può essere collocato intorno ai 11-13 anni di età per terminare circa a 18-20 anni. E’ in questo lasso di tempo che avviene lo sviluppo ormonale.

Tutto cambia tutto si trasforma

Sotto la spinta degli ormoni il corpo attraversa tutta una serie di trasformazioni che segnano il passaggio dall’infanzia alla pubertà, segnato dallo sviluppo delle caratteristiche sessuali primarie (testicoli e ovaie) e secondarie (peli, muscolatura, genitali esterni, voce).

Il bambino sente il proprio corpo trasformarsi da acerbo e senza forme ad uno energico, prestante e maturo. A questa maturazione visibile a livello fisico ne corrisponde anche una cognitiva e sentimentale; in parole povere il bambino si trasforma in una persona complessa e multisfaccettata.

Quando lavoro con gli adolescenti non è raro ascoltare espressioni di disagio verso questo corpo così “espressivo e caotico” che li fa sentire strani, in imbarazzo, a causa delle sue protuberanze non ben definite, i seni irregolari nella forma e nella dimensione, i genitali troppo piccoli o troppo grandi, i peli, i brufoli, ciuffi di barba ingestibili, ecc.

Questo corpo, nuovo e ancora non ben definito nelle sue varie parti, può dare vita a un profondo senso di insicurezza e di inadeguatezza. L’adolescente è incastrato tra le domande “Piacerò agli altri?” e “Gli altri piacciono a me?”

Io e gli altri: giochi di attrazione

Ecco la fonte di molti turbamenti adolescenziali: l’altro, colui che è fuori da noi, ma che ha un indiscutibile potere di farci sentire giusti o sbagliati. Ci sentiamo irrimediabilmente attratti dagli altri e contemporaneamente temiamo il coinvolgimento sentimentale.

Ed è proprio verso questo altro indefinito che l’adolescente muove la sua prima curiosità sessuale. C. mi dice: “Quando io e la mia amica ci facciamo delle confidenze, ce le sussurriamo alle orecchie e questa cosa a volte mi fa venire i brividi e mi vergogno così tanto che mi allontano”.

P. racconta “Nello spogliatoio mi sento profondamente in imbarazzo, ho paura che gli altri mi guardino. Sono sicuro che mi guardano, perché anche io guardo loro, ma non perché mi piacciono i maschi, è per prenderci in giro”. L’altro, maschio o femmina che sia, con la sua vicinanza fisica, i suoi movimenti, le risate e i profumi scatena delle spinte di attrazione intellettuale e sessuale. Noi siamo animali sociali e l’altro ci affascina. Ed ecco che con la maturità sessuale matura anche un interesse più profondo e coinvolgente verso chi ci è a fianco.

In genere il gruppo dei pari è il primo contesto di confronto sessuale: l’adolescente inizia a guardare gli amici con una maggiore attenzione e curiosità e sotto la spinta degli ormoni il cervello cattura dei particolari che fino a quel momento erano indifferenti. Il colore degli occhi di un amico, il modo di camminare di un’amica, la morbidezza dei capelli, il delinearsi dei muscoli del braccio o dei glutei…

Il dilemma dell’orientamento sessuale

Questa profonda fascinazione verso gli altri e il loro corpo può essere confusa con l’amore e l’attrazione sessuale tanto da far nascere la confusione circa il proprio orientamento sessuale, vale a dire verso quale genere maschile o femminile ci si sente attratti sessualmente.

In questa fase della crescita alcuni adolescenti possono sentirsi molto in ansia per non riuscire a ben definirsi come appartenenti ad una specifica categoria/gruppo ad orientamento sessuale etero, gay o lesbo. La confusione è del tutto normale e non deve spaventare né i ragazzi né i loro genitori, fa parte del tortuoso percorso alla scoperta del Sé.

In questa fase si vivono emozioni molto intense che cambiano repentinamente. Esse possono confondersi tra loro, rendendo difficile differenziare la stima, il rispetto e la simpatia verso un/a amico/a da ciò che è invece l’innamoramento e l’attrazione sessuale profonda e duratura.

Uno studio pubblicato sul Journal of Sex Research e condotto su 12000 individui mostra che lo sviluppo dell’orientamento sessuale va incontro a numerosi cambiamenti lungo tutta l’adolescenza e può coinvolgere anche i primi anni dell’età adulta. I risultati dello studio hanno mostrato come le tre grandi categorie ad oggi identificate come eterosessuale, gay o bisessuali appaiono estremamente insufficienti per raccogliere l’ampia diversità in ambito di attrazione sessuale.

Esplorare la propria personalità

Pertanto la maturazione sessuale è un processo di crescita complesso che va di pari passo con la maturazione della personalità. Entrambi sono dei percorsi di esplorazione di sé stessi, di ciò che ci piace, di ciò che ci spaventa, di ciò che cerchiamo e di ciò da cui invece scappiamo. È importante non dimenticare che niente è immutabile in natura, soprattutto l’essere umano e ciò che lo riguarda. Pertanto anche quello che ci piace in ambito sessuale può andare incontro a dei cambiamenti nel tempo.

Non si può definire un tempo preciso entro il quale questo processo di maturazione volgerà al suo compimento. Mediamente si raggiunge una stabilità nel proprio orientamento sessuale intorno ai 20 anni, ma l’incertezza può anche prolungarsi fino ai 30. L’esplorazione è sempre qualcosa che si sviluppa in un tempo personale, soggettivo e gli psicologi sanno bene che il tempo interno è qualcosa di molto diverso dal tempo sociale.

Per scoprire che cosa ci piace può volerci una vita intera, altre volte un solo istante, ma quello che realmente permette una libera e sana scoperta di sé e della propria sessualità è l’essere aperti alle varie possibilità senza giudicare o etichettare in maniera frettolosa.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.