Eutanasia legale, boom di firme: referendum alle porte?

eutanasia legale

Si combatte per l’eutanasia legale: nelle varie piazze italiane, i cittadini hanno già raggiunto le 100 mila firme


Liberi fino alla fine“, recita lo slogan. Si combatte per l’eutanasia legale. Nelle piazze i cittadini italiani si sono mobilitati, raggiungendo le 100 mila firme. Tra le prime regioni troviamo Valle d’Aosta, Piemonte, Umbria, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige. Segue la calorosa risposta di Milano, con 11 mila sottoscrizioni; Roma ne conta 5.500 e Torino con circa 8000. A breve, saranno disponibili i moduli in tutti i comuni, anche con quelli inferiori a 10.000 abitanti. Si combatte per un diritto, il più importante, quello alla libertà. L’obiettivo è abrogare l’articolo 579 del codice legale del 19 ottobre 1930: il cosiddetto omicidio del consenziente. In caso di positività infatti, non sarebbe più possibile condannare chi favorisce la morte di un uomo, mettendo da parte l’ipotesi che quest’ultimo sia mentalmente instabile, sotto l’utilizzo di sostanze stupefacenti, o nel caso che si tratti di un minorenne.

L’obiettivo del referendum

Il presidente dell’associazione Luca Coscioni che lotta per l’eutanasia legale è Marco Cappato, l’obiettivo è quello del raccoglimento di circa cinquecento mila firme entro il 30 settembre. Il signor Cappato è finito a processo per aver aiutato l’ex Dj Fabo a morire, accompagnandolo in Svizzera. Il referendum per l’eutanasia legale combatte per il cosiddetto suicidio assistito, nel quale il malato in questione, potrà procedere all’auto-somministrazione. Ne sono esenti infatti i malati con patologie gravi, come i malati oncologici che possono vivere senza macchine sanitarie o continue cure mediche. Anche coloro che sono impossibilitati di usare arti per la somministrazione, sebbene capaci di intendere e volere, nonostante la loro sofferenza sia elevata. Si combatte per porre fine a una vita non più dignitosa, non degna di essere vissuta, di fronte a un dolore, senza speranza di guarigione, qualcosa che si è tramutato in sopravvivenza.

Sarà così semplice?

Naturalmente la raccolta delle firme, sebbene rappresenti un vero e proprio successo, data la calorosa partecipazione cittadina, rappresenta solo un punto di partenza. Infatti sono stati mobilitati anche i consigli regionali, indispensabili almeno cinque per il referendum, ma l’iniziativa, dovrà essere accettata dalla corte costituzionale. Ciò che preoccupa è il fatto che il dibattito politico, non dà spazio a questa iniziativa, nonostante una consistente mobilitazione. Nonostante ciò Marco Grimaldi (esponente del Luv) ha richiesto che si discuta riguardo tale referendum sull’eutanasia prima della pausa estiva.

Eutanasia, per mettere a tacere la sofferenza

L’iniziativa è stata sponsorizzata da uno spot, quest’ultimo ha come colonna sonora la canzone di Vasco Rossi: Vivere. È un ricordo senza tempo, un po’ come perder tempo, nell’utopica prospettiva secondo il cantante che domani sarà meglio. Purtroppo però questa visione è completamente invenzione, di fronte qualcosa che né l’uomo, né Dio possono curare.

Tra gli altri vip a favorire la mobilitazione ricordiamo Maurizio Costanzo, ma primi tra tutti i Ferragnez. La famosissima coppia formata dalla stilista Chiara Ferragni e dal cantante Federico Leonardo Lucia (in arte Fedez) ha mediante Instagram raccontato la loro adesione all’iniziativa attraverso molte storie sui loro profili social. Fedez è già stato protagonista di un dibattito riguardo il DDL Zan, che ha sollevato grandi proteste.

Soddisfare la volontà di una persona è un diritto, ognuno deve essere libero di scegliere riguardo il proprio destino. […] il referendum eutanasia verte alla depenalizzazione di un reato “omicidio del consenziente”. Le persone che hanno malattie irreversibili, non dovranno più affrontare viaggi della speranza all’estero lontano dai propri familiari, ma potranno scegliere cosa fare sul territorio nazionale, a casa, vicino ai loro cari“.

(Fedez)

Poter decidere del proprio fine vita

Bisogna mettere in evidenza che la sfera cattolica, come sappiamo, è trasversale a tutti i partiti politici ed ha ancora oggi un peso determinante nelle scelte legislative dello stato italiano. Proprio riguardo tale tema, un’esponente dell’iniziativa eutanasia legale, nel comune di Aversa (provincia di Caserta) Eugenia D’Angelo ha espresso le proprie considerazioni riguardo questo progetto ai nostri microfoni:

”Questa è un’iniziativa lodevole perché credo rientri nella sfera della libertà soggettiva di chiunque, poter decidere del proprio fine vita nel caso in cui ci siano delle situazioni di grave disagio fisico. Sono contraria all’accanimento terapeutico e sono favorevole alla scelta del proprio tipo di morte. Questo dovrebbe essere una scelta naturale in uno stato laico, uno stato che predica la laicità, però purtroppo a causa dei condizionamenti religiosi, che investono magari anche gli atti legislativi dello stato italiano, ancora oggi nessun italiano può decidere liberamente del proprio fine vita“.

(Eugenia D’Angelo)

Sul sito ufficiale del referendum, sono in evidenza tutti i comuni che hanno aderito all’iniziativa. Basterà essere maggiorenni, essere in possesso di una carta d’identità valida, per l’identificazione, con la consapevolezza che una piccola firma può rappresentare una vera svolta per il nostro paese.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.