Fanta-Ambasciator, Calciomercato 2021/22: gli ultimi botti (quasi)

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Alle ore 20:00 della giornata di ieri è suonato il gong del Calciomercato

Si è chiusa l’ennesima sessione del Calciomercato, stremante, asfissiante, lunga, forse troppo. Una sessione che sarà ricordata più per le uscite, di spessore, che per le entrate. Qualcosa, però, la Serie A ha saputo comunque regalarlo. Soprattutto nell’ultima giornata, dove frenesia ed ansia da prestazione la fanno da padrona.

Ma che mercato è stato? Strano, sicuramente. Si è speso poco, molto. Sono state le partenze a caratterizzare questa sessione, su tutte Donnarumma, Lukaku e Ronaldo. Tre storie diverse, ma che sono sintomo di come il campionato italiano continui a perdere, molto probabilmente, appeal. La fuga dei piedi, parafrasando quella dei cervelli, è palese. Vuoi per la necessità delle società italiane di fare cassa, vuoi per la voglia di sfide più stimolanti, abbiamo assistito al peregrinaggio dei big.

D’altronde era auspicabile un calciomercato del genere: il periodo covid ha costituito una batosta non indifferente per le società, costrette a dover inventare e reinventare possibilità, occasioni e colpi last minute. Se il tifoso medio si aspettava grandi colpi dalla sua squadra, ha sbagliato di grosso. È tempo di magra e, senza i grandi introiti derivanti dai diritti televisivi e dagli stadi di proprietà, i club nostrani faranno ancora molta fatica ad imporsi sul mercato internazionale, soprattutto in previsione di una gestione virtuosa dei conti, anziché sanguinaria.

Molto movimentato, invece, il calciomercato interno al nostro campionato. “Eppur si è mossa” la nostra Serie A, dunque. Andiamo a vedere, insieme, gli ultimi movimenti delle ultime ore di mercato e quello che di importante è successo in questi mesi.

Frenesia da Calciomercato: gli ultimi movimenti

Se il Calciomercato fosse sempre come le sue ultime 48h sarebbe una cosa magnifica da seguire ogni anno. Agenti che corrono, società che impazzano per trovare accordi, mail e pec che vengono inviate a qualsiasi ora del giorno e della notte. Rilanci, controfferte, cambi di programma repentini, colpi di scena inaspettati e giornalisti che corrono alla ricerca della notizia.

Invece no. All’incirca 3 mesi di chiacchiere, notizie mai prese e smentite durante l’arco della finestra di mercato. Per il tifoso medio il Calciomercato è bello, sì, ma anche un po’ stancante. Insopportabile, a tratti.

Tra i movimenti di maggior rilievo c’è stato sicuramente il colpo della Doria, che si è garantita le prestazioni in prestito con obbligo di riscatto di Ciccio Caputo, dopo aver venduto Caprari al Verona. La Juve ha ufficializzato Moise Kean, un ritorno in patria per lui. La Lazio piazza il colpo Zaccagni dal Verona e il Milan si assicura la fame di emergere di Junior Messias, regalando una delle favole più belle di questo calciomercato. Il Torino chiude con un interessante doppietta tra Praet e Brekalo.

Novità anche per Genoa e Cagliari: i rossoblu liguri si assicurano in un solo colpo Felipe Caicedo e Fares dalla Lazio e Maksimovic svincolato; i rossoblu sardi, invece, portano a casa Keità Balde, acquisto che potrebbe rivelarsi una sorpresa grazie durante il campionato. Nelle parti basse della classifica, da segnalare il doppio colpo dello Spezia con Rej Manaj dal Barcellona e Salcedo dall’Inter, mentre il Venezia porta a casa il giovane difensore del Chelsea, Ampadu.

Il Calciomercato delle 20 squadre di Serie A

L’Atalanta conferma in blocco la rosa della passata stagione con qualche piccolo innesto: Musso in porta è quasi sicuramente un upgrade rispetto a Gollini e Demiral era tra i modi migliori per sostituire Romero, andato al Tottenham. A questa squadra non sono stati tolti nemmeno pezzi pregiati come Zapata o Gosens, ma anzi, la Dea ha aggiunto alla rosa Zappacosta, tra i migliori esterni della passata stagione, l’interessante centrocampista olandese Koopmeiners e il baby Lovato dal Verona. Gli uomini di Gasperini si confermano, anche quest’anno, più che temibili. Lammers e Kovalenko non sono grosse perdite per lo scacchiere bergamasco.

Dal Bologna ci si poteva aspettare qualcosa in più. Il solo Arnautovic non basterà. La difesa di Mihajlovic perde Tomiyasu, andato all’Arsenal per circa 20 milioni, ma conferma tutta la spina dorsale degli 11 titolari. Ci sarà Bonifazi al suo posto, preso dalla retrocessa SPAL, ma è una perdita di livello per i rossoblu. Di prospettiva il giovane attaccante olandese Van Hooijdonk, preso dal NAC BREDA.

Il Cagliari sceglie di non insistere su Nainggolan. In compenso sono arrivati l’esperienza di Strootman e il sinistro di Dalbert, che possono rivelarsi dei valori aggiunti. Non convincente l’ansia con cui si è arrivati all’ultimo momento per prendere un attaccante al posto di Simeon. Alla fine il prescelto è stato Keita, alla quarta esperienza in serie A dopo Lazio, Inter e Sampdoria. Chissà che si dimostri un acquisto azzeccato.

L’Empoli, per tentare la salvezza, non smembra la squadra della promozione. Bajrami è ancora in Toscana, il che è già una piccola vittoria. Sono arrivati Cutrone e Pinamonti a rinfoltire l’attacco di Andreazzoli, nomi di buon livello per una realtà come quella di una neopromossa. In difesa, il ritorno di Tonelli e la spinta di Stojanovic sulla destra possono rivelarsi buone armi.

La Fiorentina è tra la protagoniste di questo calciomercato. Poche cessioni e molti acquisti. Sono entrati Nico Gonzalez, interessante esterno d’attacco che farà vedere buone cose al suo primo anno in Serie A, Odriozola che viene da una piazza importante come quella del Real Madrid, Torreira, già metronomo conclamato in Italia nei suoi anni alla Sampdoria di ritorno dall’Arsenal e il ritorno in viola di Nastasic. Le perdite di Lirola, Caceres, Pezzella, Ribery e Kouamè, a fronte delle entrate, non dovrebbero rappresentare un problema.

Situazione differente per il Genoa, che avvertirà, probabilmente, il peso di 3 partenze come Perin, Zappacosta e Strootman. Tra i pali è comunque arrivato Sirigu, fresco campione d’Europa. Interessante l’acquisto di Hernani dopo l’ottima stagione nel Parma dello scorso anno. Caicedo promette gol da titolare oltre quelli da subentrante fatti vedere nella Lazio.

L’Inter ha dovuto fare a meno di due protagonisti del 19esimo scudetto conquistato lo scorso anno. Vuoi per motivi economici, vuoi per scelta tecnica dei giocatori, si è trovata a dover far a meno di Lukaku e Hakimi, non semplici da rimpiazzare. Il mercato in entrata di Marotta ha comunque battuto colpi: Dzeko e Correa per rinforzare l’attacco, Calhanoglu scippato ai cugini sulla trequarti e il buon Dumfries sulla fascia destra. Da scoprire.

Probabilmente, la Juventus può giocare per lo scettro di calciomercato meno convincente della sessione. Via Ronaldo e dentro Kean. Economicamente due operazioni necessarie, ma non eccezionali. Ronaldo va via dopo aver esautorato le casse torinesi, di ritorno al suo United. Stesso viaggio di ritorno per Moise Kean, ma in Italia, pagato 40 milioni. Cifra importante, considerato che era un ex bianconero appena due stagioni fa. Locatelli in mediana è il vero acquisto, quello voluto, arrivato grazie anche alla sempre sorprendente generosità del Sassuolo. Kaio Jorge in attacco, di prospettiva, a chiudere le entrate.

La Lazio riabbraccia Felipe Anderson, operazione dal suo peso specifico. Biancocelesti meglio in uscita che in entrata, probabilmente, grazie alle cessioni di Correa e Caicedo è arrivata nuova linfa nelle casse del presidente Lotito. Zaccagni last minute è sicuramente un buon colpo, Basic a centrocampo può essere una scommessa.

Il Milan regala ai suoi tifosi un mercato solido, programmato, creativo. Gli addii di Donnarumma e Calhanoglu hanno lasciato un vuoto tecnico ma soprattutto economico. La dirigenza ha sapientemente allungato la rosa, regalando a Pioli un sostituto di ruolo per ogni titolare. Mike Maignan è stato chiamato a sostituire il nativo di Castellammare tra i pali. Giroud è un pezzo pregiato di questo calciomercato, può segnare e far rifiatare Ibrahimovic. Pronto a raccogliere l’eredità di entrambi, il giovane Pellegri, che deve ritrovarsi fisicamente.

A centrocampo ritorna Bakayoko, riserva importante. Ballo-Tourè e il poliedrico Florenzi per le due fasce. Riscattati Tomori, Tonali e Brahim Diaz. Qualcosa in più sulla trequarti, forse, il Milan poteva osarlo, ma l’ottimo Junior Messias conquisterà presto i suoi nuovi tifosi. Interessante l’operazione Adli, in prospettiva futura.

Il Napoli non vende, ed è un ottimo punto di partenza. Restano Koulibaly, Fabian Ruiz e arriva Spalletti in panchina. Il nodo Insigne sul rinnovo c’è, ma chissà che non possa risolversi nel breve. Anguissa, dal Fulham, sostituisce Bakayoko, Juan Jesus, invece, alternativa jolly per la difesa. Qualcosa in più sui terzini il Napoli forse poteva farlo, considerando la non totale garanzia di Ghoulam. La piazza sognava qualcosa in più, ma la materia prima per fare bene c’è. Ounas può essere la freccia in più nell’arco del mister toscano.

La Roma è la squadra che probabilmente investe di più: Friedkin ha speso per il suo Mourinho, provando a costruirgli una squadra maggiormente competitiva rispetto alla passata stagione, dove i giallorossi hanno fatto non poca fatica. Abraham investimento monstre, il più caro della sua storia. Shomurodov dirà la sua e Vina si sta confermando da subito a buon livello sulla fascia. Rui Patricio portiere affidabile che alla Roma mancava da qualche anno.

La Salernitana ha fatto quello che ha potuto in questo calciomercato. In bilico fino all’ultimo la sua iscrizione al campionato, ha deciso di puntare su Simy, riportandolo in A e prendendolo dal Crotone che lo ha lanciato. Molto interessante la scommessa Bonazzoli, già autore di buone prestazioni.

Il Sassuolo perde in una sola sessione Locatelli e Caputo. A suo modo ne esce indebolita, ma Scamacca di punta promette grandi cose, vedremo se le manterrà. A centrocampo Harroui ed Henrique possono rivelarsi i nuovi campioncini su cui i neroverdi punteranno.

Lo Spezia ha battuto diversi colpi sul gong finale. Rej Manaj è un attaccante che in provincia può segnare. Salcedo, arrivato dall’Inter, una freccia interessante. A centrocampo Kovalenko è il colpo, mentre Reca sulla fascia sarà la solita spina nel fianco come lo è già stato in questi anni di Serie A.

Dopo lo scossone di Juric si è finalmente sbloccato il mercato del Torino. I granata si sono garantiti Zima, Brekalo e Praet. Molta curiosità sull’attaccante croato arrivato in prestito dal Wolfsburg, cercato anche dalla Lazio e che troverà il connazionale Pjaca tra le novità di questa stagione, in cerca di riscatto. Cerca conferma e continuità, invece, Pobega, arrivato in prestito dal Milan dopo l’ottima stagione allo Spezia della scorsa stagione.

Nell’Udinese, Silvestri è stato subito chiamato a raccogliere l’eredità di Musso ed ha risposto presente, come c’era da aspettarsi. Gotti si aspettava qualcosa in più in attacco, ma si accontenterà delle giovani promesse Samardzic e Perez, potenziali plusvalenze future.

Il Venezia stravolge praticamente quasi tutto l’undici titolare con nomi nuovi, quasi sconosciuti, ma di prospettiva. Ampadu in difesa può trovare intesa con Caldara, neo arrivato anche lui. Ebuhei e Schnegg da terzini, in attacco Sigurdsson e Johnsen, le fasce venete sono rinnovate e possono insidiare le difese avversarie, a patto che si rivelino all’altezza.

Il Verona perde Silvestri e lo sostituisce con il buon Montipò, ex Benevento. Zaccagni è andato alla Lazio ma è stato rimpiazzato alla meglio da Caprari che cerca consacrazione. Frabotta prende il posto di Dimarco e può essere una rivelazione dopo le buone cose fatte vedere alla corte di Pirlo nella passata stagione. Simeone potrebbe rivelarsi un gran colpo in attacco, a patto che ritrovi confidenza col gol.


Per l’analisi del calciomercato è tutto, ma il Fanta-Ambasciator continua: in uscita, nei prossimi giorni, la guida aggiornata ruolo per ruolo.




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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.