“Forever Young”: recitare è umano, perseverare è passione

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Il film “Forever Young”, per la regia di Valeria Bruni Tedeschi è un ritratto di quanto sia labile il confine tra l’arte della recitazione e umanità

Il film “Forever Young“, per la regia di Valeria Bruni Tedeschi è un ritratto di quanto sia labile il confine tra l’arte della recitazione e umanità, nella mia misura in cui, tutto quello che accade sul palcoscenico nasce e viene raccontato, mentre tutto ciò che è umano viene interpellato. Ed è fatto da tutto ciò che è umano: dalla lacrima più forte e tenace al sorriso più fragile e luminoso.

“Forever Young”: la trama

“Forever Young” è la storia di 12 ragazzi, aspiranti attori e aspiranti attrici che vengono ammesse in una delle Scuole di Teatro più prestigiose d’ Europa: Théâtre des Amandiers, il cui direttore artistico è il carismatico Patrice Chéreau.

“Forever Young”: le fragilità e la smania di “leggerezza” di fine anni ottanta

Il film racconta il contrasto tra ciò che insegna e ribadisce l’arte della recitazione, come lo studio, la disciplina, la ricerca umana e artistica, nel lavoro di interpretazione e di espressione; e le vite frenetiche, scombussolate, fragili in grado di cedere anche a tentazioni sbagliate, che si “aggiravano” alla fine degli anni Ottanta; anni in cui la stessa giovinezza si viveva con leggerezza e profondità, intensità emotiva. Nel relazionarsi all’altro e con sé stessi.

“Forever Young”: perché recitare è un mestiere pericoloso?

Chi sceglie il teatro sceglie un luogo magico e di libertà, ma sceglie anche di mettersi a nudo laddove l’anima, il corpo e lo sguardo non rimangono mai solo a guardare. Ecco perché recitare è un mestiere pericoloso perché in questo atto anche di fiducia e di generosità non tutti impegnano il proprio coraggio.

Non è un passatempo recitare: è pericoloso, è difficile ed è la vita che voi dovreste rappresentare“.

Dal film “Forever Young”

E’ in questo processo infatti che una passione viene messa al servizio del palcoscenico e della vita stessa. In un tempo che è ” QUI E ORA” e non torna più, come la giovinezza.

Una delle ossessioni per molti dei personaggi dell’opera è la giovinezza che fugge“.

Dal film “Forever Young”

“Forever Young”: l’importanza del lavoro e il senso di responsabilità

Conta il lavoro che si fa, non la presenza in scena“.

Dal film “Forever Young”

A teatro e per il teatro, per un attore, un’attrice e tutti coloro che sono coinvolti in un progetto, conta il lavoro che si fa non la presenza in scena. Da qui la scelta di impiegare le proprie energie, fisiche, mentali ed emotive; e un senso di responsabilità, in tutte le fasi di cui il lavoro si compone: prima, durante, e dopo.

Forever Young: un film dalla fotografia quasi pittorica, è una storia romantica, per questo anche struggente, intensa, forte e calda, di chi si accorge consapevole che recitare è umano, perseverare è passione.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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