Forsesonosoloio: lo spazio virtuale su Instagram in cui non sentirsi mai soli

Forsesonosoloio

Emozioni, relazioni, riflessioni, pezzetti di vita suoi e non solo, Forsesonosoloio tratta con sensibilità e profondità di tutto questo e molto altro nel suo spazio virtuale.

Ma chi c’è dietro Forsesonosoloio?

Una giovane ragazza, di 22 anni, di Milano.
Valeria studia Comunicazione, media e pubblicità all’Università IULM di Milano.
Il suo animo sognatore e il desiderio di comunicare, la portano nel 2019 a dare avvio a quello che oggi si potrebbe definire un importante progetto artistico.

Ciao Valeria, raccontaci quando e perché nasce Forsesonosoloio?

Forsesonosoloio è nato nella primavera del 2019; è uno spazio virtuale su Instagram che è nato con il desiderio di essere una sorta di diario virtuale.
Ho condiviso pezzi del mio diario, trasportandoli da carta al digitale, con il desiderio di condividere i miei pensieri anche con gli altri.

Perché si chiama “forsesonosoloio”? Da cosa nasce questo nome?

Non è totalmente farina del mio sacco e infatti, a proposito del nome, non posso non raccontare l’aneddoto legato alla sua scelta; anzi precisamente legato proprio al giorno in cui poi è nata concretamente la pagina.
Ero al bar con una mia cara amica, Giulia, tra una chiacchera e l’altra parlavamo della mia abitudine di scrivere, di raccontarmi sui diari, del bisogno di mettere i miei pensieri su carta.
Ad un certo punto lei mi dice:

“scrivi da tutta la vita sui tuoi diari, perché non condividere i tuoi pensieri anche con altre persone?

A quel punto non ricordo esattamente cosa io le avessi risposto, ma le avrò detto qualcosa tipo:


“ma forse i miei pensieri interessano solo me“;


o qualcosa di simile e lei “ecco, perché non la chiami proprio forsesonosoloio!” E da lì seguendo il suo consiglio ed essendole per sempre grata dell’ispirazione e del supporto, ho dato avvio alla pagina.

Hai detto più volte a chi ti segue che forsesonosoloio non ha avuto origine da una tua sensazione di solitudine, come si potrebbe pensare, allora cosa ti ha spinto nel profondo a crearlo?

Sì, esatto non nasce dal fatto che mi sentissi sola.
Ho avuto ed ho la fortuna di avere accanto a me persone che mi fanno sentire amata e ascoltata.
Il più grande supporto che ricevo viene da loro, dalle mie persone più importanti, la mia famiglia e i miei amici.
Ho sentito il bisogno però di condividere il mio mondo, quello che fino a quel momento era rimasto chiuso solo nei miei diari.

Desideravo condividere i miei pensieri con le altre persone; in particolare desideravo arrivare anche e soprattutto a chi si sentiva “solo”, volevo avvicinarmi a quelle persone in qualche modo per far capire appunto che forse non erano solo loro a sentirsi in un determinato modo e che in me potevano trovare una persona, un’amica in cui rispecchiarsi.
Nonostante non mi sentissi sola, ho trovato poi io stessa comprensione altresì in nuove persone, sentendomi vicina anche a loro.

Cosa diresti che è cambiato dalla forsesonosoloio di adesso rispetto a quella del 2019?

Come in tutte le cose, il cambiamento fa parte della vita e sicuramente è cambiato un po’ il mio stile dagli inizi; è cambiata dal 2019 la fase di vita in cui mi trovo.

Agli inizi ho raccontato una mia situazione malinconica del momento; ero consapevole che nel mondo ci sarebbe stato sicuramente anche qualcun altro a vivere la medesima situazione, nonostante le diversità di vita personali che ci possono essere.
Nonostante lo sapessi, volevo quasi “constatarlo” e provare a vivere quel momento con altre persone che si stavano sentendo e lo stavano vivendo come me.

Poi la pagina come me ha attraversato una fase evolutiva, di cambiamento, di pari passo alla mia

Ad esempio il mio desiderio e obiettivo ad un certo punto di imparare a volermi bene, strada che è sempre un continuo esercizio da attuare con se stessi, ha attraversato inevitabilmente anche la pagina, fino ad arrivare a quella che sono oggi.

Secondo te cosa arriva di più di te alle persone?

Credo, e in realtà mi è stato anche detto da chi mi segue, che il mio modo di comunicare è diretto, semplice.
Personalmente sono proprio così, non mi piace comunicare in modo “astruso”.
Mi piace la semplicità, arrivare dritta con le parole al cuore delle cose, senza artifici o contorsioni.

Mi è stato anche detto che è molto apprezzato il fatto che io sia presente, che risponda attivamente nei direct di Instagram.
Di questo ne sono molto contenta, era ed è tuttora un mio desiderio che ci sia questo rapporto con chi mi legge.

A questo proposito si nota dalla tua pagina Instagram che utilizzi molto i “box domande” di Instagram per comunicare con frequenza, trattando i temi principali della tua pagina e non solo, con chi ti segue.
Ci racconteresti un po’ dei contenuti che hai trattato e del
lo scambio umano che si viene continuamente a creare tra te e le altre persone?

Ho iniziato ad usare la funzione “box domande” di Instagram da subito.
Questo tipo di interazione, ha fatto sì che potessi approfondire sia i temi che già trattavo nei post di Instagram, sia di ricevere allo stesso tempo ispirazione per scrivere poi grazie a ciò che mi veniva detto da chi mi segue.

Ho avuto quindi modo, dall’avvento della pandemia, di iniziare a trattare di temi che mi erano sempre stati a cuore e che ho intenzione di continuare a trattare.

Ti riferisci alla sfera psicologica ed alla produttività?

Sì, esattamente.
Ho deciso di iniziare a parlarne sia perché me ne ha dato modo il periodo storico in cui vivevamo e viviamo ancora, sia perché io stessa mi sono sentita sopraffatta.
Quindi ho cercato e cerco nel mio piccolo di provare a condividere anche le mie giornate no, i giorni in cui io stessa dico “non ce la faccio”. 

Il mio desiderio era ed è di far capire che, anche se viviamo in una società che ci richiede delle volte sforzi e ritmi quasi non umani, è normale sentirsi anche “stanchi” o “improduttivi” e con il bisogno di prendersi una pausa per ritrovare il proprio equilibrio.
Accanto ai temi che tratto, inserisco anche temi più “leggeri”, come serie tv, musica, per stare vicina a chi mi segue, provando a regalare con la mia pagina anche uno spazio di evasione e svago in una quotidianità ricca di impegni.

Potremmo dire allora che Forsesonosoloio parla solo di Valeria o si nutre anche di altre esperienze?

In ‘’forsesonosoloio’’ c’è dentro il 50% di quello che sono io e il 50% di quello che mi danno le persone vicino a me.
A questo proposito mi preme dire che grazie al rapporto che si è creato con la mia community, mi vengono chiesti spesso consigli vari e io nel mio piccolo e con attenzione cerco di dare e di dire quello che è frutto della mia esperienza.

Sei una sognatrice e ciò che scrivi ne è la prova, a proposito di sogni quali sono i tuoi? Diresti di averne realizzato già uno con la creazione della pagina e dello shop (https://www.forsesonosoloio.it/) nato da qualche mese?

Sento di poter affermare che, sì uno dei miei sogni l’ho già realizzato.
Lo spazio virtuale che ho creato, rappresenta il coronamento di un sogno, un sogno in continua crescita ed evoluzione.
Sono molto felice dell’evoluzione della pagina, desidero incontrare dal vivo le persone con le quali grazie alla pagina ho creato dei veri e propri legami che vanno oltre il virtuale.

Anche lo shop online mi rende felice e grata, soprattutto vedere che le persone desideravano avere “pezzi di me” o letteralmente “pezzi dei miei scritti” in forma di oggettini, da avere nelle proprie case, accanto o da indossare

Anche se questo traguardo mi rende felice, il mio grande sogno è di raggiungere ulteriormente le persone con le mie parole, con un libro in futuro chissà.

Cosa diresti a chi come te, con la passione per la scrittura, sogna di far parte del mondo degli “instapoet” di Instagram e non solo?
Tu come ti ci sei affacciata agli inizi, e cosa è cambiato ora che hai raggiunto numeri abbastanza importanti?
Sei stata anche inserita a marzo da iodonna.it
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Scrivo da tutta la vita, a 8 anni circa si può dire che avevo scelto “la strada dei miei sogni”; o meglio quella che pensavo sarebbe stata la strada giusta per me: il giornalismo.

Mi sono iscritta al liceo classico spinta da questa passione; dal pensiero che questo tipo di studi potessero darmi tanto per approfondire la mia passione per la scrittura.

Questo percorso però per me non è stata una strada solo e tutta in salita, nonostante ciò mi ha dato tanto, e sono felice del bagaglio che mi ha lasciato

Dopo mi sono iscritta alla mia attuale facoltà, perseguendo quello che pensavo fosse il mio obiettivo; invece frequentando le lezioni e avendo modo di confrontarmi con i miei professori, ho capito che la strada per me era un’altra.

Io amo un altro tipo di scrittura, diversa dal giornalismo, dal fare informazione

Ho capito che la mia strada era la “scrittura libera ’’, scrivere di me e per me; condividere pezzi del mio mondo, e in questo modo aprirmi agli altri, ed è appunto quello che provo a fare ogni giorno con ‘’forsesonosoloio’’.

Agli inizi non mi aspettavo “il successo” e non ho iniziato ponendomelo come obiettivo.

Quando ho iniziato, nei primi mesi, avevo 500 persone che mi seguivano e mi rendeva felice anche solo 1 “like” ad un mio pensiero condiviso.

Per questo credo che non sia cambiato nulla rispetto agli inizi.
Ora le persone a cui arrivo sono molte di più, ma per me non rappresentano solo numeri, anzi.
Ora ho più persone a cui i miei pensieri arrivano e loro di rimando arrivano a me e ne sono sempre più felice e grata.

Quello che consiglierei a chi vuole seguire la mia strada, è di crederci!

Credere in se stessi, in ciò che si fa ma soprattutto nella propria passione.
Non smettere mai di crederci, essere e rimanere fedeli a se stessi; trovare il proprio modo di comunicare, non pensare a chi ti legge: scrivi per te stessa e il resto andrà da sé.

Delle volte si rischia di perdersi, di dimenticare la propria passione, ecco io penso che non bisogna dimenticarsene mai.
Anche nei casi in cui ci si perde bisogna lottare per mantenere vivo il proprio sogno, lottare anche per mantenere un equilibrio tra quello che la vita reale delle volte ci impone e quello che sogniamo di fare della e nella nostra vita.

Come dico anche sulla mia pagina, “non ti accontentare”, credo che si debba credere nei propri desideri e che vadano inseguiti sempre!

PhotoCredit: @forsesonosoloio

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.