Intervista a Francesco Ronchi di Girls Tech: le donne conquistano la tecnologia

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Girls Tech è un’iniziativa lanciata a inizio 2019 da Synesthesia, il cui obiettivo è quello di offrire corsi, iniziative ed eventi gratuiti in ambito STEM rivolti a bambine e ragazze

Un uomo in una donna, anzi uno dio, per la sua bocca parla, ond’io per ascoltarla son fatto tal, che ma’ più sarò mio.

A scrivere questi versi fu Michelangelo Buonarroti dedicandoli a Vittoria Colonna una delle più illustri poetesse del Rinascimento era circa il 1530; da allora le cose sono cambiate, e fortunatamente a nostro dire!

Così Francesco Ronchi, fondatore di SYX, Futur e CEO di Girls Tech, da anni porta avanti la sua idea di un mondo che possa dare più spazio alle donne nell’ambito della tecnologia.

Come nasce Girls Tech? E come mai è un uomo ad occuparsene?

In realtà non sono da solo ad occuparmene ma c’è un team di persone che si occupa di questo progetto, ed è misto come gruppo. Prima di organizzare Girls Tech abbiamo fatto dei corsi di formazione per bambini e per ragazzi in età scolare, con un progetto che si chiama  FuturMakers e SYX, con gli stessi corsi che poi facciamo in Girls tech, ovvero: Coding, robotica, elettronica, web design e pensiero computazionale. Corsi vari nell’ambito della tecnologia e della scienza.

Nel tempo ci siamo resi conto che le famiglie tendevano ad iscrivere soltanto i figli maschi, quindi il numero di bambine e ragazzine che venivano iscritte era bassissimo. Questa cosa ci ha fatto ragionare parecchio, anche perché non c’era nessuna ragione.

Noi abbiamo per l’appunto synesthesia che è una digital experience company che dal 2011 supporta i propri partner e clienti nella digital transformation con un focus sulla creazione di progetti di comunicazione e marketing digitale e sullo sviluppo applicativo, conosciamo bene la mancanza delle donne nella nostra azienda e del gender gap in questo settore, e purtroppo, non è neanche l’unico settore.

Cosa potevamo fare quindi?

Nel nostro piccolo potevamo occuparci di qualche cosa che fosse stata di grande impatto, che permettesse di scardinare questo pregiudizio.

Cosi nacque girls tech

In primo luogo nasce come dibattito e luogo di scambio tra persone, soprattutto donne che hanno cose da raccontare su qyesto tema.

Quindi abbiamo raggruppato e abbiamo fatto parlare donne che lavorano in società tech anche importanti come Google, Amazon o aziende che si occupano di design e marketing.

Avete studiato un metodo di insegnamento apposito per le bambine?

No assolutamente, le metodologie sono le stesse e i corsi sono gli stessi, il messaggio è stato: facciamo una cosa riservata alle ragazze perché questi corsi sono adatti tanto alle bambine quanto ai bambini!

In primo luogo abbiamo cercato questi role model femminili e gli abbiamo dato rilievo e importanza. Donne che ce l’hanno fatta e che hanno avuto rilevanza nel modo tech e poi sono arrivati i corsi gratuiti.

Per noi era importate far capire che questo è un mondo adatto alle ragazze anzi in molti casi l’approccio diverso da cui nasce tutto questo è importante, la diversità è un grande valore.

Voi siete stati tra i primi?

Ora ci sono molte iniziative in tal senso, ce ne sono e ce ne saranno, quando siamo partiti noi nel 2018 non erano in tanti.

La me ragazzina avrebbe desiderato fare questi corsi, sono nozioni importanti che servono anche nella vita quotidiana!

Sono cose interessanti, uno nella vita non deve fare per forza un lavoro nell’ambito della tecnologia, non dobbiamo essere tutti programmatori da grandi! il fatto è che questi corsi, permettono di trovare un eventuale passione. di fatto non saprai mai se una cosa ti piace fino a che non metti “le mani in pasta”.

Ci sono stati supporti di grandi aziende, quanto sono stati importanti?

Gris Tech nasce a Torino e inizialmente siamo stati supportati da aziende locali, e anche synesthesia ha contribuito molto. quindi siamo partiti come evento fisico poi durante il covid siamo passati online e lì abbiamo coinvolto MediaWorld che all’inizio di quest’anno ha contribuito molto alla crescita del progetto, grazie anche alla visibilità che ci ha dato.

Da qui ci siamo ampliati anche in scala nazionale dando queste 1000 borse di studio per bambine, adesso stiamo ripartendo e con MediaWorld si è unita anche Samsung.

I corsi vengono pubblicati durante l’anno, per tanto vi consigliamo di seguire costantemente il sito di Grils tech a questo link in modo da non perdere questa importante opportunità.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.