Gabriele d’Annunzio: l’influencer del suo tempo

Gabriele D'Annunzio

Gabriele d’Annunzio era famoso già in vita per la capacità di influenzare gusti e creare tendenze. Fu infatti a tutti gli effetti il primo grande influencer della storia

Gabriele d’Annunzio nacque il 12 marzo del 1863 ed è ricordato come simbolo del Decadentismo, seguace dell’Estetismo e poeta vate, cioè “poeta sacro”. Molti però non sanno che fu anche un grande “influencer” (come diremmo oggi) del suo tempo ed il primo in assoluto nella storia. L’influencer è una figura che negli ultimi anni va sempre più di moda ed è allo stesso tempo molto criticata.

Si definisce influencer colui/colei che, soprattutto grazie ai social network, influenza i gusti e le preferenze dei seguaci (i cosiddetti followers), orientando le scelte di consumismo e cambiando in qualche modo la società. Gabriele d’Annunzio, anche senza social network, riuscì ad attirare su di sè le luci dei riflettori. Vediamo insieme perché.

1) Gabriele d’Annunzio: creatore di gossip e fake news per la sfrenata ricerca di gloria e notorietà

Avete capito bene: Gabriele d’Annunzio, pur di accrescere la sua notorietà, creò una fake news ed un gossip (quanti ne leggiamo oggi giorno?) sulla sua persona. L’obiettivo era quello di rendere celebre l’opera che segnò il suo esordio letterario: Primo Vere. Per incrementarne le vendite, fece diffondere la notizia della sua morte, avvenuta a seguito di una caduta da cavallo.

La notizia, trasmessa dai giornali, della morte del poeta, avvenuta subito dopo aver terminato la sua opera, destò tanto scalpore. D’Annunzio, solo in un secondo momento, quando ormai tantissime persone, anche solo per curiosità, avevano letto la sua prima pubblicazione, smentì la notizia. Come definirlo se non un geniale imprenditore mediatico, fautore di una grande strategia di marketing?

2) D’Annunzio influenzò le decisioni politiche: fu considerato per questo il poeta vate

Gabriele d’Annunzio fu capace anche di influenzare le scelte politiche della società. Ad esempio, fu da sempre un grande sostenitore dell’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale ed era solito trasmettere questa sua ideologia attraverso pubbliche orazioni. Quella più famosa risale al 5 maggio 1915, a Quarto, quando, attraverso un discorso molto persuasivo riuscì a spostare gli animi della politica italiana verso l’intervento in guerra.

Celebre è anche la spedizione da lui capeggiata, dopo la cosiddetta vittoria mutilata, sulla citta di Fiume che rimase sotto il suo controllo per 16 mesi. Fu considerato per tutto questo “poeta vate“, cioè un’ intellettuale, al di sopra del popolo, in grado di guidare la nazione e in qualche modo contribuire a scrivere la storia.

3) Gabriele d’Annunzio influencer delle scelte di gusto

Oltre ad influire sulle ideologie politiche e sui gusti letterari, si capì sempre di più che D’Annunzio fosse in grado di sponsorizzare prodotti e contribuire così alle vendite. Per questo, le aziende dell’Amaro Montenegro e dell’Amaretto di Saronno lo ingaggiarono come testimonial pubblicitario e promotore dei loro prodotti. Inoltre, D’Annunzio creò una sua linea di profumi, chiamata “Acqua Nunzia”.

3) Appassionato del lusso e del “bello” per una vita “inimitabile”

Se ci affacciamo sui social network, possiamo notare che ciò che sta più a cuore agli influencer sia ostentare una vita lussuosa e privilegiata, basata senz’altro sul materialismo. D’Annunzio, seguace dell’Estetismo e di tutti i valori a cui si rifà questo movimento artistico e letterario (in primis il culto del bello) non era da meno. Aveva infatti un solo obiettivo: condurre una “vita inimitabile”.

Parecchie sono le esperienze mondane, uniche ed inimitabili collezionate dall’esteta più popolare d’Italia. Ugualmente ai moderni influencer, il Vate possedeva una forte attrazione per la moda, il lusso e gli oggetti da collezione. Infatti, negli ultimi anni della propria vita visse in una grande causa-museo, il Vittoriale, sovraccarica di oggetti rari e preziosi.

5) Coniò termini nuovi, arricchendo così il Dizionario italiano

D’Annunzio influenzò anche molto l’uso del vocabolario, sostituendo parole già usate e introducendo nuovi termini. Sostituì il termine pompieri con vigili del fuoco; invertì il genere del vocabolo automobile in femminile; trasformò al maschile il fiume Piave (che prima si chiamava la Piave) e coniò nuovi termini come “Milite, ignoto, beni culturali, folla oceanica, velivolo, tramezzino” che oggi giorno utilizziamo grazie a lui.

Ambasciator