Gennaro De Crescenzo, il cantautore dal sangue blu

Gennaro De Crescenzo

Un’intervista per conoscere il cantautore partenopeo Gennaro De Crescenzo

Gennaro De Crescenzo è un cantautore napoletano che racconta, nei suoi brani, la Napoli di un tempo, quella tradizionale e spettacolare. Una voce che scalda i cuori e fa emozionare.

Come nasce la passione per la musica­? 

La musica è stata sempre una costante della mia vita, che è cominciata con i racconti dei miei avi paterni ed è continuata con le “scorpacciate” di musica avute con i 33 giri che mi faceva ascoltare mio padre, anche lui ex-cantante degli anni 70 col nome d’arte GINO DEK”. 

Nei tuoi brani che tipo di Napoli racconti? 

Secondo un mio modesto parere interpretare i brani in lingua napoletana è segno di una Napoli piena di bellezza, cultura e tradizioni. La città attualmente è in un momento storico sotto il profilo turistico e degli spettacoli che hanno un’ottima fattura artistica“. 

Gennaro De Crescenzo, a chi ti ispiri? 

L’ispirazione sicuramente è quella familiare. In questi giorni è uscito il mio edito “LUNAROSSA” capolavoro scritto da mio zio Vincenzo e musicato da Antonio Viscione, quindi la mia è una risposta alquanto scontata“. 

Nipote dell’illustre Eduardo quanto è stato utile per la tua carriera? 

Sia Eduardo che Eddy Napoli mi hanno dato la possibilità di calcare palchi in piazze e teatri di livello, ed io dal retro delle quinte sono riuscito a carpire tutta la “cazzimma”, come dice il nostro Presidente De Laurentis, e portarla a casa“. 

A quale brano sei più legato e perché? 

Sicuramente il brano “Cosa c’è di vero” scritto da Eduardo ed unico pezzo in italiano del mio progetto musicale “Musica per Napoli” uscito nel 2018 che ancora oggi è in circolazione con ottimi risultati. L’ho cantata per gioco, quasi una scommessa con me stesso; ricordo la prima registrazione alla TDM record di Napoli, ancora salvata sul mio canale YOUTUBE, ed oggi che la riascolto noto gli errori che ho commesso nell’interpretarla, però allo stesso tempo resta un ricordo felice dei primi 50 euro investiti per la registrazione“. 

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