George Orwell: il profeta delle libertà limitate

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George Orwell, nel romanzo”1984″,descrive una società sotto controllo, omologata e priva di privacy. Nella realtà, in quello stesso anno, nacque Mark Zucherberg, l’inventore di facebook. E’ stata una profezia avverata?

Il 18 gennaio 1950 morì George Orwell, talentuoso scrittore e letterario britannico. Si distinse per la difesa del libero pensiero e dell‘individualità. Era infatti contro ogni forma di totalitarismo ed espresse questa sua ideologia nella sua opera più famosa,“1984”. Questo romanzo è estremamente attuale e ricalca a pieno alcune costanti della nostra società, prime tra tutte: l’essere controllati, l’omologazione e l’assenza di privacy. Come nel romanzo, anche per noi, tutto è iniziato proprio nel 1984, anno in cui è nato Mark Zuckerberg, l‘inventore di facebook. George Orwell è stato quindi un profeta?

Il romanzo distopico “1984” e la sua attualità

Quando George Orwell scrisse il romanzo, il mondo era diviso tra la tirannia sovietica e lo strapotere capitalista. Proprio per questo, la società immaginaria in cui è ambientata l’opera romanzesca 1984, è a sua volta guidata da un partito unico, a capo del quale si trova un’entità suprema, il Big Brother. Quest’ultimo è autore di un governo tirannico, volto a tenere sotto totale controllo tutti i cittadini.

Non è consentito infatti nè il dissenso nè la difesa della propria invididualità, pena la torturta. Al contrario, si punta alla depersonalizzazione del singolo e ad una sorveglianza continua dei cittadini. Quest’ultima avviene anche attraverso avanzate reti tecnologiche, che hanno come scopo l’eliminazione delle privacy.

Mentre George Orwell, nell’immaginario di “1984”, descrive l’esistenza di una società del genere, nella realtà, come una profezia che si avvera, in quello stesso anno nasce Mark Zuckerberg, il creatore di facebook. Il social network sembra riproporre lo stesso schema: una società virtuale, al cui vertice c’è un ente che sorveglia i suoi utenti, privandoli della privacy, utilizzando i dati personali e prediligendo l’omologazione di gusti e comportamenti, per manovrarli più facilmente.

Da allora, con il moltiplicarsi dei mezzi di comunicazione di massa e dei social network, siamo controllati ogni singolo giorno.”1984″ è un romanzo che sembra parlare proprio di noi e del nostro presente. Nella nostra società, l’abitante sottomesso a Big Brother non è altro che lo schiavo dei social network, che con le sue ossessioni e dipendenze, perde privacy e autenticità.

Cosa accadrà in futuro?

Oltre ai social network, gli stessi smartphone contribuiscono a controllare le nostre vite. Tante le segnalazioni e le denunce online, difatti, attraverso questi, forniamo noi stessi informazioni personali, relative ai nostri gusti e preferenze. Internet resta quindi un mondo indefinito, perché privo di limiti.

Cosa ci aspetterà in futuro? Una cosa è sicura: noi stessi, immergendoci quotidianamente, e per tante ore nel mondo dell’on-line, contribuiamo ad alimentare quei sistemi di controllo che hanno l’obiettivo di influenzare i nostri sentimenti e pensieri, per indirizzare le nostre opinioni, tutte in una stessa direzione. Ogni tipo di libertà (decisionale, comportamentale, estetica) sembra essere autolimitata e condizionata da ciò che è più in voga, pena l’esclusione dal sistema stesso.

La cultura : l’unica arma per salvare la propria invidivualità

George Orwell riteneva che, per contrastare tutto ciò, esiste un‘unica ma potentissima arma: la cultura. Questo pensiero è stato ripreso e condiviso anche da Umberto Eco.

La cultura ha una importanza strategica nella vita di ogni uomo, perché è uno strumento che aiuta ad emanciparsi, a costruire una propria identità di pensiero e a scongiurare il rischio di essere massificati. La massa omologata è infatti un gruppo indefinito, costituito non più da persone bensì da semplici numeri, facilmente manipolabili.

Orwell era ben consapevole che il sapere, fatto di parole, non avesse il potere di sovvertire un ordine costituito, ma quanto meno di sminuirlo, smuovendo le coscienze.