Giada De Blanck, la contessa che adora Napoli, icona di simpatia e umiltà

Giada De Blanck - Credits della foto, @giada_de_blanck

Intervista a Giada De Blanck, tra nobiltà, jet set e sport

Giada De Blanck, per tutti la contessina icona di simpatia e allegria, semplicità ed umiltà, nonostante le sue nobili origini, diventa reginetta del piccolo schermo dopo la partecipazione a diverse trasmissioni televisive. Giada è un vero vulcano di idee e progetti messi in pratica legati al mondo dello sport, un vulcano proprio legato al Vesuvio, quello della sua tanto amata città partenopea.

Quanto sei legata alla città di Napoli e perché?

Sono molto legata poiché proprio  durante un viaggio di lavoro di mio nonno a Napoli nacque mio padre, a Torre Annunziata. Trovo i napoletani di un’allegria e simpatia incredibile poi sono estrosi e ne inventano sempre una, non si perdono mai d’animo, hanno un carattere intraprendente e sono creativi“.

Giada, che ricordo hai dei napoletani?

Tutte le volte che sono stata a Napoli la gente è stata meravigliosa e solare con me, mi hanno sempre accolto con tanto affetto sono molto empatici e amano il buon cibo e cucinare proprio come me“.

Un cognome importante quanto ha pesato nella vita personale e professionale di Giada De Blanck?

Per me è un onore avere delle origini e un cognome importante, storico, poiché nella mia famiglia sia donne che uomini  sono stati tutti personaggi incredibili che hanno fatto la storia. Hanno vissuto epoche incredibili, hanno lasciato delle tracce importanti e io sono orgogliosissima di avere un cognome importante e poter leggere di loro nei libri di storia.

Mio nonno Guillermo de Blanck y Menocal fu ambasciatore di Cuba e fece molte cose importanti, scrisse anche molti libri, il mio bisnonno Hubert de Blanck fondò il Conservatorio Nazionale della musica dell’Havana e rivisitò l’inno cubano, scrisse molte opere. La sua immagine era sui francobolli e ancora oggi c’è un teatro a Cuba dedicato a lui col suo nome e cognome.

Il fratello della mia bisnonna fu presidente di Cuba per ben tredici anni, il General Aurelio Mario Gabriel Francisco García Menocal y Deop, fece tante cose per il popolo cubano, anche le ferrovie. Mio padre fu console di Panama e si occupò anche della costruzione dell’aeroporto di Panama. Mio nonno paterno era un grande industriale e fu presidente del Perugia Calcio due anni, nonna una Dario di Venezia e mamma un personaggio del jet set internazionale una contessa del popolo, in Tv, dalla vita incredibile, da film.

Dalla mia famiglia ho appreso molto, tutte vite incredibili e da ammirare e vado davvero fiera del cognome che porto e delle origini storiche. Ho iniziato a viaggiare molto presto per il mondo e tutto ciò mi ha arricchito interiormente e aperto la mente e ne vado fiera provenendo da una famiglia di diplomatici e jet set ho imparato quattro lingue e le pubbliche relazioni sono per me innate ho preso molto da loro e mi serve molto per il lavoro che svolgo attualmente“.

Che rapporto hai con il cibo? Giada, quando sei a Napoli qual è la tua pietanza preferita?

Con il cibo ho un rapporto stupendo, amo cucinare e mangiare. È il mio modo per coccolare e viziare le persone che amo e momento per me di condivisione. A Napoli si mangia incredibilmente bene e io vado matta per la mozzarella e la pizza e la mamma del mio caro amico napoletano mi ha fatto provare la vera genovese, cucinata per ore, sono impazzita e ancora me la sogno la notte, una bontà unica“.

Quali sono i tuoi progetti lavorativi futuri?

Da anni ormai sono dirigente e Pr Manager della ‘Giò Volley Aprilia‘, è un lavoro che mi rende felice e rispecchia i miei principi, ci metto tutto il mio cuore e passione e sto ottenendo ottimi risultati. Sono molto eclettica e negli anni ho spaziato dalla moda alla tv, fino allo sport che oggi  mi vede protagonista. La tessera da Dirigente è stata la ciliegina sulla torta e da sempre supporto lo sport comunicandone i valori.

Il mio impegno mi coinvolge a 360 gradi: dall’aspetto sportivo a quello dirigenziale, sociale e di public relations. Ho rappresentato la Giò Volley al Premio Mecenate dello Sport 2021, vinto dal Vice Presidente del Gruppo Ferrari, Pietro Ferrari. Sono il raccordo tra l’area sportiva sia sociale che agonistica.

Una sorta di regia tra il mondo commerciale e quello operativo in quanto, ormai, con la nuova riforma le attività sportive sono sempre più azienda e servono competenze e talenti in ogni settore. Inoltre sono tesserata come dirigente e atleta, e mi occupo di eventi di prima squadra, societari e pubbliche relazioni. Il tutto a stretto giro con il management della stessa ‘Giò Volley’.

Spazio dalla parte sportiva, culturale a quella sociale, gestisco le relazioni pubbliche del gruppo ‘Giò Volley’ e sostengo il Presidente Claudio Malfatti nella cura dell’immagine aziendale e della comunicazione con i main sponsor e gli enti istituzionali. Collaboro a stretto contatto con l’ufficio marketing, l’ufficio comunicazione e l’ufficio stampa, mettendo in atto delle azioni per raggiungere obiettivi strategici. Sono onorata e fiera di essere dirigente e far parte di questa società; negli anni sono cresciuta molto con grande impegno, senso del dovere, umiltà, un’immensa passione e amore per tutto ciò che faccio cercando di dare sempre il massimo e impegnandomi tanto. 

Ogni giorno cerco di dare il massimo e migliorarmi sempre, amo tanto il mio lavoro e il mondo dello sport: rispecchia appieno i valori che ho e che cerco di trasmettere al prossimo. Inoltre provo tante emozioni nel vedere  i giovani che vengono ad allenarsi, contenti di farlo e come si creano relazioni tra loro con i nostri tecnici e con il nostro club. Poi c’è l’interazione con i gruppi più grandi, con le atlete agoniste, un mix di relazioni pure di varie età ed etnie, l’emozione delle gare, l’emozione commerciale quando un’azienda si avvicina a noi ma soprattutto allo sport. Ci piace molto entrare in sintonia tra il loro e il nostro mercato.

I principali valori educativi che derivano dalla pratica sportiva riguardano rispetto, collaborazione, risultato, integrazione e appartenenza, competizione, emozione, disciplina e costanza, impegno e sacrificio. Lo sport rappresenta un momento di svago, ma allo stesso tempo è un momento importante per la crescita interiore e personale. Grazie allo sport ci si relaziona, si condivide un obiettivo comune, si impara a rispettare le regole, a gioire dei successi ed accettare le sconfitte. É una grande scuola di vita, sana ed è molto importante in un mondo sempre più privo di valori educare i giovani con principi sani.

Lo sport aiuta molto e per me è anche fondamentale il concetto e il valore della cultura, perché la cultura sportiva e la letteratura sportiva che noi sosteniamo grazie al nostro partner editoriale Lab Dfg deve essere come noi, cioè attuale, futuro e storia. Progetti futuri? Continuare a crescere e dare il massimo, diventare sempre più’ leader nello sport italiano ed europeo, far crescere il movimento sportivo e commerciale al fine di investire nei valori sani ed etici in cui credo, sport e cultura“.

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