Gianluca Di Gennaro, talentuoso artista partenopeo

Gianluca Di Gennaro

Gianluca Di Gennaro, anche se giovanissimo, ha già recitato in diversi film e serie televisive

In realtà è accaduto tutto molto velocemente, forse anche troppo, considerando che ho iniziato questo mestiere a undici anni“. Sono queste le parole dell’attore Gianluca Di Gennaro quando racconta del suo esordio. “La mia è la terza generazione di una famiglia d’arte, prima di me c’è stato mio nonno, Nunzio Gallo, i suoi figli Gianfranco e Massimiliano, io, e probabilmente la quarta generazione con mio figlio Gabriele che ha già iniziato a recitare a dodici anni. Sembrerebbe un destino già scritto“.

Una famiglia che della recitazione ha fatto uno stile di vita così come Gianluca che porta in sé la bravura ma anche il sacrificio di un mestiere tanto amato ma al contempo difficile da far arrivare al cuore del pubblico ma lui ci è riuscito da subito, egregiamente, con lo sguardo tenebroso e la caparbietà di pochi, un leone da palcoscenico.

Nel film Gramigna interpreti il figlio di un boss dell’Agro Aversano. Pensi ci possa essere davvero un cambiamento o come l’erba selvatica i figli dei boss hanno un destino già scritto?

Gramigna è stato per me un film molto importante, ho avuto la possibilità di conoscere il protagonista Luigi Di Cicco, di confrontarmi con lui su vari aspetti. La sua è una storia di riscatto, la dimostrazione che  si, è vero che nascere in alcuni contesti rende tutto tremendamente difficile ma se si ha la fortuna di incontrare le persone giuste sul proprio cammino ed un minimo di buona volontà nessun destino è già scritto“.

Quanto di Napoli c’è nelle tue interpretazioni?

Napoli per me ha un’importanza assoluta, ho sempre avuto un legame forte con la mia città, un senso di appartenenza. Ho provato a portare in ogni mio personaggio il colore, il calore della mia terra. Viviamo tutto in modo amplificato, in positivo e in negativo. Qui ci sono le persone più buone del mondo e le più cattive, eccellenze e dispiaceri, non conosciamo mezze misure. Una terra complessa ma infinitamente affascinante“.

Progetti lavorativi futuri?

A breve ci saranno i David e con ‘Comandante‘ di Edoardo De Angelis abbiamo ricevuto dieci nomination. Durante il periodo estivo invece sarà in sala SottoCoperta‘, opera prima di Simona Cocozza, una commedia decisamente intelligente capace di trattare temi importanti con leggerezza e non con superficialità“.

Che rapporto hai con lo specchio e con il cibo?

Ho sempre avuto colleghi molto attenti al fattore estetico e francamente non ho mai condiviso alcune loro scelte. Semplicemente mi sono promesso, da sempre, di non diventare un ‘fanatico’, ossessionato, ma di godermi i piaceri della vita, e tra questi naturalmente c’è il buon cibo. Bisogna avere rispetto del proprio corpo senza mai esagerare“.

Quanto è difficile ritagliare tempo per la tua vita privata?

Il mio è un lavoro molto altalenante, ci sono periodi in cui non hai un minuto libero e altri in cui non sai come impiegare il tempo. Quindi è tutto un po’ complicato, non è semplice coltivare un rapporto, un’amicizia, se poi sparisci per mesi. Bisogna essere bravi a trovare l’equilibrio giusto, cosa non semplice“.

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