Gianni Maddaloni, il faro di Scampia attraverso lo sport

Gianni Maddaloni

Gianni Maddaloni per tutti “O maestro” è il vero simbolo di Scampia, di impegno fattivo e concreto, di legalità, di sacrificio e di sport

Gianni Maddaloni, da anni, sul territorio ha salvato migliaia di ragazzi e con umiltà, appoggiato dalle istituzioni continua a farlo, come maestro di Judo in una palestra di periferia che lo ha fatto approdare in tutto il mondo grazie alle sue doti e a quelle dei ragazzi che allena.

Quanto è importante infondere la cultura dello sport?

La cultura dello sport è importante per le zone dove sono nato e cresciuto, zone di periferia, bisogna inserire lo sport nelle scuole per insegnare le regole e la disciplina. Così avremo meno criminali e meno delinquenza“.

Uno sguardo rivolto ai più deboli, hai raggiunto risultati apprezzabili

I più deboli hanno vantaggi notevoli nel praticare lo sport. I ragazzi diversamente abili sono per noi sempre in prima linea. Il nostro quartiere è molto attento, le scuole, le Asl li inseriscono nei corsi per ragazzi normodotati. Poi ci sono i ragazzi ancor più difficili che vivono in un contesto particolare con padri in carcere o che hanno un passato da boss. La mia palestra e di Pino Maddaloni, mio figlio, campione olimpico, mette a disposizione i valori dello sport al servizio dei più deboli che diventeranno i più forti attraverso lo strumento dell’amore“.

Un appello alla politica

In questi anni ho girato il mondo, l’Australia, la Finlandia, l’Inghilterra, l’Irlanda sono da seguire come esempio. Nelle scuole primarie deve essere praticato lo sport, le regole, la disciplina e l’educazione. La maggior parte dei ragazzi in Italia non fanno sport. Forza politica fate praticare lo sport così avremo meno delinquenza e meno violenza“.

Come è cambiata Scampia negli ultimi dieci anni?

Negli ultimi dieci anni Scampia è cambiata, c’è stata la faida nel 2005, poi una presa di posizione grazie alle scuole, la Municipalità con una politica attiva, poi l’Asl e le associazioni con cui lavoro in sinergia. È una grossa responsabilità per il cambiamento di Scampia. Le donne del quartiere sono importanti in questo cambiamento, la madre monitora osserva e può cambiare il destino dei figli se non è riuscita a cambiare quello del marito. Credo che Scampia migliorerà sempre di più“.

Un episodio di rivincita che Gianni Maddaloni non dimenticherà facilmente

La storia che mi ha più toccato il cuore e la mente è quella di un ragazzo che faceva il bullo a scuola. La preside mi chiamò e io gli chiesi il perché del suo ingiusto comportamento. Il padre, detenuto, da Poggioreale fu spostato in Sardegna, non lo vedeva più con la frequenza di prima ed era triste. Parlai con la mamma, lo inserì in palestra come mio figlio, siamo stati in Sardegna a fare uno stage ma approfittai per chiedere colloquio col padre e biglietti per tutta la famiglia. L’uomo, ex boss di quartiere, capì le mie intenzioni,  fu messo alla prova nella mia palestra, come figlio, oggi lavora ed è una grande vittoria per la legalità. Io dovevo conoscere il figlio per salvare il padre. Scampia osserva“.

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