Giornata Internazionale per l’accesso all’informazione: 4 curiosità da conoscere

Informazione

Si celebra oggi la Giornata internazionale per l’accesso universale all’informazione, istituita nel 2019 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Prima ancora, nel 2016, era stata introdotta dall’UNESCO

Siete nella vostra cucina. State facendo colazione. Nel frattempo, la televisione è accesa. Ascoltate il telegiornale e, all’improvviso, una notizia vi colpisce particolarmente. Volete saperne di più.
Allungate la mano e prendete il cellulare. Digitate qualcosa su Google. In poche frazioni di secondo, appaiono le risposte che stavate cercando. Avete appena esercitato il vostro diritto all’informazione.

L’impossibilità di affidarsi ad informazioni attendibili non è una condizione lontana, né nel tempo né nello spazio. Potersi informare liberamente, con mezzi adeguati e molteplici, è una condizione necessaria per poter pensare criticamente. Per poter essere cittadini. Per poter essere umani..

Giornalisti… duellanti!

Un proverbio dice: “La penna ferisce più della spada”. Forse, il mondo del giornalismo, preso dalla ricerca della verità, deve aver avuto l’obiettivo, per un certo periodo, di verificare questa teoria.
Secondo alcuni dati, nella seconda metà dell’Ottocento, la categoria più propensa al duello, e non in senso figurato, era… quella dei giornalisti! Gli esperti dell’informazione erano secondi solo ai militari in quanto a sfide d’onore.

A dir la verità, spesso la sfida si risolveva senza grossi danni. Secondo alcuni, nei casi più gravi, si finiva con una riga rossa sull’avambraccio o con uno sterminio di ortaggi, martoriati dall’azione avvenuta nell’orto dove crescevano tranquilli.

Questa pratica fu però interrotta quando un giornalista finì per procurarsi una profonda ferita. A quel punto, fu costituita l’Associazione della stampa periodica italiana. Essa avrebbe dato vita, ancor prima che in altri paesi, al Sindacato dei giornalisti.

Informazione al telefono (prima degli smartphone)

Se l’utilizzo dello smartphone come un vero e proprio notiziario sempre a portata di mano e sempre aggiornato è un fatto relativamente recente, non lo è l’idea di poter diffondere contenuti attraverso il telefono.

Il primo servizio di diffusione di programmi d’informazione su vasta scala e in forma non cartacea? La maggior parte di noi risponderebbe senza esitazione: la radio!

Ma, ancor prima della radio, c’era Telefon Hirmondo. Nato nel 1893 in Ungheria ad opera degli inventori Tivadar Puskás e Nikola Tesla, il servizio forniva agli abbonati fili flessibili e auricolari con cui avrebbero potuto ascoltare un programma giornaliero di comunicazioni.
L’utente poteva scegliere fra vari pacchetti di contenuti, fra i quali c’erano sempre notizie, musica e intrattenimento.
Il servizio sopravvisse fin dopo la prima guerra mondiale, quando fu soppiantato dall’entrata in commercio della radio.

Non può piovere durante il fascismo

Non esiste informazione completamente libera in uno stato non libero, è ovvio. Per questa ragione, è naturale che il ventennio fascista non sia stata l’epoca della stampa veritiera.

In quel periodo erano d’uso comune le cosiddette veline. Costituite da fogli di carta velina battuti rapidamente a macchina in varie copie, contenevano istruzioni per la stampa in merito al tono e ai temi adeguati da trattare.
Le disposizioni erano talvolta meticolosissime. Non raramente, contenevano addirittura il carattere di stampa e i sinonimi da usare all’interno degli articoli.
In ogni caso, gli sforzi erano volti a proporre un’immagine sempre fintamente eterea del paese, dando un colpo di spugna agli eventi in qualche modo negativi.

Talvolta, i giornalisti erano obbligati perfino a non trattare del maltempo, dei temporali o di parti avvenuti in condizioni eccezionali!

La genealogia di Google

È nato prima l’uovo o la gallina? Un quesito che non troverà mai risposta. Al contrario, invece, possiamo sapere chi è nato prima di Google.

Sebbene oggi sia il gigante dell’informazione, in realtà il colosso è uno dei piccoli di casa Internet (ha compiuto, appena ieri, 23 anni!)
Il primo motore di ricerca fu creato nel 1990: il suo nome era Archie. Tuttavia, non era ancora una struttura estremamente simile a quella che conosciamo. Il World Wide Web, infatti, non era ancora totalmente una realtà.
Nel 1994 nasce, invece, Yahoo!. Google nascerà nel 1998. Si può dire che il suo dominio si estenderà a partire dal 2001, quando la maggior parte degli utenti inizierà ad utilizzarlo come motore di ricerca preferito.

Insomma, il mondo dell’informazione è un riflesso della società. E, per quanto dato per scontato, il diritto all’informazione è tutto fuorché trascurabile. Per celebrarlo, ogni giorno, c’è solo una cosa da fare: avere fame di sapere!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.