Giornata internazionale degli studenti: tra frasi de-motivazionali e supporto psicologico

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Il 17 novembre fu dichiarato per la prima volta Giornata internazionale degli studenti nel 1941, a Londra, dal Consiglio internazionale degli studenti 

Praga, 17 novembre 1939: quel giorno otto studenti e un professore furono giustiziati senza processo per aver protestato contro il regime nazista. Il terrore proliferava contro l’attivismo studentesco, lo studio e la libertà d’espressione, furono infatti chiuse tutte le istituzioni didattiche.

Oggi questa giornata, viene celebrata per promuovere la consapevolezza, i diritti degli studenti, migliorando le istituzioni. La vita studentesca, presenta una serie di numerosi ostacoli, che include difficoltà di approccio, finanziarie e culturali. Il percorso ha scopo didattico e punta ad arricchire il bagaglio culturale di ogni studente.

Difficoltà di approccio: la paura di non essere abbastanza

Senso di adattamento, vivibilità, società, rapporti e relazioni sociali. Tutte problematiche odierne, o meglio ostacoli, l’uno più complesso dell’altro, forse è un problema di noi giovani? Sarà anche un dilemma delle generazioni future? Smetteremo mai di guardarci e non sembrare abbastanza, per noi stessi ma soprattutto per gli altri. Ci distruggiamo, vogliamo imporci ed essere come gli altri. Ed è forse la società che lo impone, un canone da rispettare. Può a volte sembrare un limite, ma tale forza è il motore che spinge gli studenti a diventare come automi.

Quando l’istituzione non motiva adeguatamente

Ma tale insicurezza ha fondamento, sicuramente quando chi dall’altra parte, non crede abbastanza nelle potenzialità dei propri alunni. Spesso tutto ciò può rendere tossico, il rapporto che gli studenti hanno con l’istituzione scolastica. “Non ce la farai mai; non diventerai nessuno; non è un percorso di studi che fa per te; perché vorresti anche continuare gli studi?”. Solo alcune delle frasi de-motivazionali, abuso di potere, forse o anche frustrazione, ma tali possono innescare un meccanismo vizioso. La tutela, il sostegno psicologico sembrano a volte rappresentano pura utopia, nonostante i giovani rappresentino il futuro, spesso non si ha volontà di investire su queste nuove generazioni.

Il corteo studentesco

Ed è proprio per protestare che gli studenti scenderanno in piazza, a Civitavecchia per indurre una manifestazione a 360 gradi. Il corteo ha lo scopo di proporre maggior supporto psicologico, edilizia scolastica e investimenti seri nell’istruzione. Lo slogan recita: “Il futuro è nostro, ripartiamo da zero”, dopo due anni di pandemia gli studenti chiedono investimenti, per guardare al futuro. I promotori della manifestazione spiegano:

Dopo questi due anni di pandemia, in cui abbiamo dovuto rinunciare a ogni spazio e momento di socialità ed essere stati anche etichettati come untori, siamo stati lasciati privi di ogni sostegno psicologico. Scenderemo in piazza perché continua a non esserci nessuna volontà di investire nei giovani come dimostrano il PNRR e la nuova legge di bilancio, che stanziano fondi assolutamente insufficienti. […] La nostra città è, inoltre, un simbolo di una politica che non pensa al futuro, non si vedono ancora decisioni serie sulla questione ambientale […]

Rete degli studenti medi di Civitavecchia

Cervelli in fuga: quando l’impegno non paga

È da anni ormai che l’Italia è costretta a fronteggiare il problema della fuga di cervelli. Tale consiste nell’emigrazione di giovani neo-laureati. Questi ultimi pur possedendo ampie capacità, sono costretti a lasciare la propria terra d’origine. I motivi, oltre il tasso di inattività che (dati Istat) sale ed è pari al 35,8%, sono i bassi stipendi e diverse difficoltà nel crearsi una carriera. Un vero e proprio fallimento se si considera che l’Italia è l’unico paese che presenta un tasso negativo di uscita di menti brillanti pari al
-13%. Una vera e propria emorragia soprattutto se spesso non si tratta di una volontà, molti sono costretti a lasciare l’Italia, per costruirsi una vita retribuita in maniera adeguata, in base alle proprie capacità.  

Tutela e rispetto per gli studenti

Lo studio spesso rappresenta una difficoltà da non sottovalutare, com’è ben noto infatti il percorso didattico può inglobare in sé diversi problemi. La sfera che entra in gioco è sicuramente quella psicologica: ansia stress, che tendono a influire quindi anche su quella fisica: notti insonni per lo studio o per la paura di non riuscire a superare un esame importante. L’unico auspicio è quello di vivere al meglio questi anni, ricchi di crescita personale, i quali allo stesso tempo permettono anche un maggior scambio a livello di rapporti umani.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.