Giornata mondiale del libro

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Oggi, 23 Aprile è la giornata mondiale del libro e no, Ambasciator non poteva non parlarne. Non poteva non cogliere l’occasione per sottolineare la bellezza e l’importanza dei libri, della lettura: il solo modo per poter fuggire, anche solo per qualche ora, dalla realtà. Soprattutto quando questa ci sta troppo stretta. Quando diventa più grande di noi, quando sentiamo il bisogno di vivere una vita che non sia la nostra, quando sentiamo il bisogno di addentrarci in avventure che non abbiamo mai vissuto. Umberto Eco infatti diceva:

“chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito, perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.

Umberto Eco

I consigli di Ambasciator nella giornata mondiale del libro

É proprio in questa giornata importante che i ragazzi di Ambasciator hanno deciso di consigliarvi quelli che sono i loro libri preferiti, quelli che portano nel cuore e che inevitabilmente hanno cambiato il loro modo di vedere la vita.

Il libro ‘365 storie della buonanotte‘ è il libro che più porto nel cuore. È stato il mio primo libro, chiesi a mio padre di comprarlo quando avevo solo 7 anni e lo custodisco ancora oggi con tanta cura ed amore. È lì, sulla mensola della mia camera che a volte mi chiama per ricordarmi di non perdere mai di vista la bambina che è in me. E allora lo apro, leggo una storia prima di addormentarmi, con la gioia di quando ero piccola e con la nostalgia di una ragazza che sa, di essere ormai cresciuta.

Danila Pedata

Jack Frusciante è uscito dal gruppo: è il libro dell’estate della fine del mio liceo, malinconica e piena di interrogativi che ancora non hanno risposta. È un libro che parla dell’iniziazione alla vita sociale di un ragazzo intraprendente, dotato di tutti i peccati e di tutte le generosità della sua età, pronto a lottare con la vita. Affronta l’amarezza adolescenziale dei giorni più disperati, ma probabilmente quelli più intensi. L’insofferenza nei confronti di se stesso, la paura di sacrificare un presente libero e felice per un futuro da piccolo borghese. Il tutto, accompagnato dalla scoperta di un amore che mai il protagonista aveva conosciuto prima d’allora.

“Non voglio essere così e non posso essere nient’altro”

Gaetano Auricchio

L’Arminuta è un libro sulla maternità che distrugge tutti gli stereotipi che ruotano intorno ad essa. Arriva dritto in faccia come uno schiaffo, che brucia e che fa male. Ti costringe ad ascoltare quel dolore, ed è proprio a quel punto che non resta che mettersi comodi per guardarlo in profondità.

“Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero“.

Simona Francavilla

“Avevo ventotto anni e sempre fin allora avevo ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente”.

(Uno, nessuno e centomila)

Ha inizio così l’epopea di Vitangelo Moscarda, l’odissea che definisce l’uomo. L’uomo come Uno, che erroneamente crede di essere, l’uomo come Centomila, perché in continuo cambiamento e senza possibilità di assumere forma definita. L’uomo come Nessuno, poiché non si riconosce in come gli altri lo definiscono.

Angelo Ricco

Sono particolarmente affezionata ad un libro in particolare: la metamorfosi di Kafka. Fu il libro che portai all’esame di Stato ed è il libro che ancora oggi mi ricorda che ogni giorno evolviamo e possiamo essere una versione migliore del passato. È stato un regalo della mia professoressa, con dedica annessa. A volte lo guardo, e mi ricordo che la scrittura e i libri mi hanno salvata da molti periodi bui.

Simona Montanaro

“Più -mi piace- ti mettono, più ti condividono, più vali: altrimenti non sei nessuno, nemmeno esisti. Questo è il mondo che stiamo costruendo: il mondo della gente che piace, non della gente che vale! Non è vero? E c’è una bella differenza”.

Scrivono Elio Germano e Chiara Lagani nel loro libro la mia battaglia. Libro che è per me molto significativo perché scuote le coscienze e smaschera le contraddizioni del nostro vivere civile. Dalla politica allo spettacolo; siamo troppo attenti all’apparenza e non alla sostanza.

Elio Torrone

Il Piccolo Principe, è un racconto che mi accompagna fin da quando ero una bambina.
Ricordo di averlo preso in prestito dalla libreria di mia sorella e di essermene da quel momento subito innamorata.
É uno dei pochi libri che continua a stupirmi ad ogni rilettura fatta nel tempo. La sua magia sta nella sua capacità di arrivare alle menti e ai cuori sia dei bambini che degli adulti.

Elena Cerullo

Cion Cion Blu rappresenta un piccolo manuale d’amore. È un viaggio che porta ad aprire i propri orizzonti e gli occhi del cuore. Ci fa capire che bisogna avere il coraggio di uscire da una routine monotona, seppur confortevole e tranquilla, che quel passo fuori dalla comfort zone è il primo passo verso la felicità. Lungo questa nuova strada incontreremo tanti ostacoli, ma anche tanti amici che ci terranno per mano e ci accompagneranno lungo il cammino.

Antonella Patalano

Se mi chiedessero di pensare ad un libro, penserei a Memorie delle mie puttane tristi di Gabriel García Márquez. Non perché sia il mio libro preferito, perché a dir la verità, non ne ho uno. Alcuni passaggi di questo libro, però, mi hanno colpito come un pugno allo stomaco. Non avrei saputo descrivere meglio il mio modo d’essere, ed è proprio questo il fascino della lettura: poter riconoscere, in un libro, parti di sé. Non di rado, parti ancora sconosciute o inesplorate.

Grazia Marcone

Tutti noi credo cerchiamo delle risposte dalla vita, inevitabilmente anche attraverso la lettura, per poi però scoprire che i libri, come la vita, ci offrono sempre nuove domande e stimoli, più che punti di chiusura.
Penso ad esempio, al cammino spirituale e di consapevolezza del giovane Siddhartha:

“E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo,
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita”.

Martina D’Antonio

Novecento di Alessandro Baricco è per me un libro importante. Il personaggio di Novecento mi è piaciuto subito, per il velo di mistero, un talento innato e un modo di conoscere il mondo senza averlo mai visto. Mi ha emozionato come poco altro, e in particolare due frasi:
“non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”.
“Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto”.

Raffaele Vorraro

La tetralogia de L’Amica Geniale è il racconto di un’amicizia inserita in un contesto storico particolare, quello della Napoli che fu: delle cose non dette e dei sentimenti nascosti, della paura di essere e di quella di affermarsi, di quella di reagire o non reagire, di fuggire o di restare.
La narrazione semplice e scorrevole di Elena Ferrante, dà spazio a temi che sono l’esatto contrario: situazioni intricate e difficili capaci di creare un’empatia lontana nel tempo, ma comunque attuale.

Maria Vittoria Giudice

Mi sono sempre piaciuti i gialli, per questo quando vidi quella nuova copertina dettagliata, nella piccola libreria del mio paese, non resistetti ed acquistai Uomini che odiano le donne. Il titolo mi intrigava e mi spaventava. Ad inizio lettura ero titubante, ma più andavo avanti immergendomi nella neve svedese, sulle coste del mar Baltico e nella storia dei Vagner, più le inquietanti scoperte fatte da Blomkvist e Lisbeth Salander mi appassionavano; illuminandomi su quanto noi uomini siamo capaci di fare del male.

Maria Grazia Iacono

“La salute non analizza se stessa e neppur si guarda nello specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi“.

(La coscienza di Zeno)

Lo sguardo lucido del protagonista si proietta nella realtà circostante, frammentandola e rivelandone l’inconsistenza. L’incapacità dell’inetto di adattarsi alla pretesa “normalità” degli altri, diventa strumento critico di conoscenza.
La vera e più atroce malattia è la salute stessa, la falsa e vana certezza di un mondo retto su una illusoria verità.

Ludovica Izzo

“Scriva di cosa le dà particolarmente fastidio, specialmente se non dà altrettanto fastidio agli altri“.

(The Help)

Dei libri, mi colpisce la capacità di dare forma a materie che vagano senza struttura. Della parola scritta, amo la capacità di cristallizzare. Rendere eterni concetti. Quando ne avevo più bisogno, ho avuto la fortuna di poter leggere queste parole. Ci ho ritrovato il senso di tutto ciò che scrivo.

Federica Galzenati

“Il tentativo d’imporre all’uomo, una creatura capace di sviluppo e di dolcezza, capace alla fine di attingere il succo delle barbute labbra di Dio, di cercare d’imporre, dico, leggi e condizioni appropriate ad una creazione meccanica, è contro questo che io alzo la mia penna-spada”. Arancia meccanica è la “cura” ad un sistema che ci vuole perfetti, ad una società che aborra l’errore, a uomini che hanno smesso di essere tali.

Mariachiara Leone

Nella Giornata mondiale del libro, abbiamo detto la nostra. Dopo ben 15 consigli, non avete più scuse. “Vorrei leggere qualcosa, ma non so ancora bene cosa” non esiste più. Se siete arrivati fin qui, mi aspetto che ognuno di voi oggi indossi il suo miglior vestito per andare in libreria ed acquistarne almeno uno, perché la lettura, la conoscenza e il sapere sono le uniche cose che ci rendono davvero liberi.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.