Essere gentile cambia te e gli altri: il senso della Giornata Mondiale della gentilezza

Giornata mondiale della gentilezza

Istituita il 13 novembre 1998, ricorre oggi la Giornata mondiale della gentilezza. Cosa accade quando si incontrano occhi e cuori gentili nella vita?

É il 13 novembre del 1998 quando, in Giappone, viene istituita la Giornata mondiale della gentilezza. Ispirata al discorso pronunciato, nel 1963, dal Presidente dell’Università di Tokyo, Seiji Kaya, agli studenti neo laureati, e al Japan Small Kidness moviment, divenuto poi World Kindness Movement, il fine di tale giorno è quello di creare un’onda virale positivamente contagiosa, che coinvolga persone, enti, imprese e istituzioni per diffondere il valore della gentilezza e trasformarlo in progetti concreti ad alto impatto sociale.

Il più piccolo atto di gentilezza vale più della più grande delle intenzioni.

Kahil Gibran

La gentilezza, come la verità, ripaga sempre. Cosa vuol dire avere un animo gentile? E in quali occhi lo si riconosce?
La gentilezza ha a che fare con la spontaneità e l’empatia; spesso può essere sinonimo della generosità disinteressata. Viene fuori in amicizia, in amore, in famiglia, quando brilla in quelle piccole attenzioni che fanno la differenza: poco dopo esse smuovono il cuore dell’altro e quello stesso luccichio va a finire dentro gli occhi, che si commuovono, sorridono grati.

Ecco, la gratitudine è un altro valore che segue la gentilezza:

La gentilezza è una forma di eleganza. La migliore che io conosca. E c’è ancora gente chi la confonde con la debolezza.

Roberto Rigoni

La gentilezza ha il portamento di colui o colei che è elegante, perché è sempre misurata, discreta: sorprende ma non vuole mai prendersi la scena, la vera gentilezza. In questo senso bisognerebbe ricordarsi di essere sempre umili: non vantarsi mai della propria gentilezza. Al contrario, significherebbe strumentalizzarla e renderla finta, allora sì che farebbe scena.

Parole e gesti gentili sono quello che non ti aspetti

Facciamo più attenzione alla magia di parole e gesti gentili:

Le parole gentili possono essere brevi e facili da pronunciare ma il loro eco è infinito.

Madre Teresa di Calcutta

Spesso si dice che alle parole debbano seguire i fatti. Nel caso delle parole gentili il loro effetto viene da sé: l’altro è portato a fidarsi di noi, perché la gentilezza di cui sono tinte le sue parole sono come una calamita al cuore e hanno un eco infinito, perché accarezzano anche l’anima, che non conosce confini. Non te l’aspetti perché hanno un valore, e per questo devono essere sempre accompagnate dalla verità dei sentimenti. Se i sentimenti sono veri, i gesti gentili lo saranno altrettanto. Quali sono? Eccone cinque:

  1. Le piccole attenzioni quotidiane per la famiglia.
  2. Fare un regalo inaspettato o senza che vi sia un motivo preciso.
  3. Ascoltare l’altro, comprendere ciò che prova.
  4. Strappare un sorriso vero a un amico o un’ amica.
  5. Compiere un gesto d’amore, altruista.

La forza della Gentilezza

Celebriamo la sua forza: così spiazzante, così dritta al bersaglio, da far ammutolire chi ha sempre risolto tutto con la forza fisica.

Solo le persone gentili sono veramente forti

James Dean

La vera forza si trova nella dolcezza d’animo e nella volontà di agire per il bene con poco, quel poco in grado di distinguersi, facendosi spazio al momento giusto, senza sgomitare. Perché

Con la gentilezza si può scuotere il mondo.

Ghandi

La carta vincente spesso è quella che si scopre in silenzio. La gentilezza può essere un vento silenzioso, in grado di scuotere il mondo, troppo impegnato e preso da dispiaceri, tristezza, rammarico, guerra, e superbia, che poi si svela essere semplicemente un meccanismo di difesa.
La gentilezza è quindi rivoluzionaria: é in grado di mettere in discussione cosa davvero nobilita l’animo di una persona e anche perché, forse, al giorno d’oggi è cosa rara da riconoscere e scoprire nell’altra. Allora diviene preziosa.
Sospiriamo alla strana bellezza di chi continua ad essere gentile, anche in tempi o momenti difficili, nonostante tutto.

La strana bellezza di chi continua ad essere gentile.

Daniel Lumera

Dunque per essere gentili ci vuole coraggio. O spesso l’uno segue l’altro nel momento stesso in cui si ha il coraggio di “disarmare” gli altri con gentilezza.

Sii gentile e abbi coraggio

Cenerentola, il film

La gentilezza è anche poesia o si racconta in poesia, notandola in una donna angelica, come Beatrice per il sommo poeta Dante

Tanto gentile e tanto onesta pare | la donna mia quand’ella altrui saluta, | ch’ogne lingua deven tremando muta, | e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Dante Alighieri

La gentilezza, il dono più grande

Così si intitola il nuovo spot natalizio di Amazon e racconta di come un piccolo gesto di gentilezza può cambiare la giornata all’altro e riempire il cuore.

In questo caso una vicina di casa sorprende una giovane ragazza con un regalo. Lei adesso risente del contraccolpo psicologico che molti giovani della sua età hanno subito per via della pandemia: dagli attacchi di panico, all’insicurezza verso sé stessi, al voler mascherare tutto con un sorriso, vero e sentito ma allo stesso tempo molto fragile, proprio per quell’inquietudine che è chiamato a nascondere, o a proteggere, dipende dai punti di vista. É qui quindi che un gesto di gentilezza disinteressato, come un regalo inaspettato, può fare la differenza. Fare bene al cuore e cambiarti la giornata.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.