Giornata mondiale della Televisione. Sì, ma qualcuno la guarda ancora?

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Il 21 novembre 1996 l’ONU proclamava la Giornata mondiale della Televisione in occasione del primo World Television Forum. Venticinque anni dopo, il cubo magico regge ancora il passo con i tempi o può considerarsi oramai una reliquia? L’opinione dei ragazzi di Ambasciator

Correva l’anno 1996 e i telefoni a colori non erano ancora stati inventati, figuriamoci gli smartphone. La musica si ascoltava su compact disk con buona pace degli amanti di Spotify, mentre nei mercati videoludici la Playstation 1 vinceva la prima Console War con Nintendo. La versione più recente di Windows risaliva al ’95 ed Internet era una creatura ancora tremendamente inaccessibile, oltre che rumorosa, per gli utenti comuni mortali.

In un contesto tecnologico completamente diverso rispetto a quello odierno, in occasione del World Television Forum tenutosi il 21 novembre, l’assemblea delle Nazioni Unite proclamò la Giornata mondiale della televisione.

Il forum mondiale della televisione

Il World Television Forum – svoltosi a New York – riunì i principali rappresentanti del mondo televisivo per analizzare gli sviluppi presenti e futuri del mezzo di comunicazione per eccellenza del ventesimo secolo.

Tale giornata fu il contesto ideale per discutere dell’evoluzione della televisione da strumento rudimentale, ideato in più step da John Logie Baird e Philo Farnswort, a compagna di tutti i giorni capace tanto di educare ed istruire quanto di emozionare e divertire.

Durante tale evento venne redatto un documento che certificava il ruolo primario della televisione. Dunque, non solo uno strumento d’intrattenimento ma anche un fattore essenziale per lo sviluppo della democrazia e la salvaguardia della pace sociale.

La televisione oggi: attuale o reliquia?

Nel mentre molto è cambiato e il televisore, a lungo re incontrastato della comunicazione, è stato affiancato da computer, tablet, smartphone. I classici programmi TV oggi soffrono la concorrenza dei contenuti condivisi mediante piattaforme come YouTube o Twitch. I film e le loro infinite pause pubblicitarie cedono sempre più il passo rispetto a siti streaming. Persino l’informazione televisiva attualmente perde colpi se confrontata ai motori di ricerca e ai social network.  

Perciò, la domanda sorge spontanea: la televisione oggi è ancora attuale o si avvia ad essere un semplice oggetto di collezionismo? Insomma, qualcuno la guarda? Cominciamo noi col rispondere. Aspettiamo la vostra nei commenti.

“No grazie, preferisco i social”

Continuo a guardare la TV per i telegiornali o per serie televisive in prima visione. Ma per l’intrattenimento e l’informazione sono solita usare molto Instagram, che grazie alle dirette, offre un’ampia scelta e mi permette di seguire direttamente il professionista o la celebrità che mi interessa

Antonella, 27 anni.

“La televisione solo se selettiva”

Non guardo più la televisione e quando lo faccio sono sempre molto selettiva. Sono solita guardare il telegiornale (rigorosamente Sky TG24) e per il resto l’accendo solo quando so che c’è qualcosa di interessante. Recupero le trasmissioni sulle piattaforme streaming. Un esempio? Il palinsesto Rai relativo ai documentari.

Mariachiara, 29 anni.

“Preferisco Netflix e Prime ma occhio alle tradizioni”

Tra Netflix e Prime avevo quasi messo in disuso la televisione. Ho però sempre mantenuto una tradizione: la seconda serata il sabato sera di Rai3 con un “Giorno in pretura”. Uno dei programmi più longevi della televisione italiana, preceduto per altro dal “Tg Mondo” che riporta le notizie di fine giornata dal mondo poco prima della mezzanotte.

Maria Grazia, 30 anni.

“Non a portata di mano”

Fin da bambina ho reputato la TV uno strumento noioso il cui scopo era fungere da sottofondo durante pranzi e cene in famiglia. Oggi, nella vita frenetica di tutti i giorni sono pochi i momenti in cui riesco a fermarmi per ascoltare la notizia del giorno e trovo più semplice informarmi e intrattenermi con uno strumento “a portata di mano”

E considerando la scarsa attrattiva dei programmi televisivi attuali, rispondere con un secco e perentorio “Non guardo la TV” appare meno scandaloso e anormale.

Simona, 24 anni

“La nuova televisione si chiama YouTube”

Onestamente uso la TV solo a tavola che sia per un film interessante o per il telegiornale. Però principalmente ci collego Netflix e Prime.

Per le novità preferisco Instagram e Facebook (adoro lo shitposting e i gruppi). Per l’intrattenimento TikTok, Twitch e Discord. E poi c’è YouTube. In pratica la nuova televisione.

Simona, 21 anni

“La forza del meme”

La TV la uso prevalentemente durante le serate in famiglia. Il mio intrattenimento si basa sui videogiochi o sulla lettura. Per quanto riguarda le informazioni, sono sempre stato un “nemico” dei telegiornali. Ho sempre preferito informarmi autonomamente confrontando più fonti su internet. Senza sottovalutare il peso dei meme.

Vincenzo, 20 anni.

“La sfida del futuro”

Guardo la TV perché l’attendibilità delle trasmissioni d’informazione dei principali canali resta molto elevata. Per l’intrattenimento, le piattaforme streaming sono ormai estremamente di tendenza. Questo pone la televisione davanti a una grande sfida: sarà capace di mantenere il primato come mezzo di diffusione di massa nel mondo in rapporto ai nuovi media?

Elio, 21 anni.

Avremmo scritto per ore e avremmo voluto dirvi ogni singola opinione della redazione. Ma adesso è il vostro turno! Cosa ne pensate? Può vincere la televisione questa nuova sfida? Siete d’accordo con i nostri ragazzi? Voi guardate ancora la televisione? Diteci la vostra!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.