I Gorillaz conquistano Netflix: un film sulla band virtuale più famosa al mondo

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Dopo il successo di Zerocalcare e della serie Arcane basata sul videogioco League of Legends, anche la band virtuale più famosa al mondo sbarca su Netflix

Ad annunciarlo è stato il creatore della band, Damon Albarn, il quale ha affermato che il progetto del film dei Gorillaz è realtà. Le sceneggiature sono in lavorazione già da un anno ed i rumors viaggiano sui social da ben prima, ma soltanto negli ultimi giorni è stata ufficializzata la collaborazione tra Damon e Netflix. Dopo il successo di Strappare lungo i bordi ed Arcane non c’è che da aspettarsi un altro capolavoro.

Gorillaz: band virtuale e fenomeno mediatico

Nati nel 1998 durante la convivenza tra il musicista Damon Albarn ed il fumettista Jamie Hewlett, i Gorillaz hanno raggiunto il Guinnes dei Primati (ironico, se si pensa al nome) per la band virtuale più famosa al mondo, sbalzando via persino i Vocaloid. Effettivamente i Gorillaz sono l’unica band priva di componenti, se non si prende in considerazione Damon (frontman dei Blur) che presta la voce a 2D (il cantante dei Gorillaz) e realizza tutte le basi. Al netto dei concerti, però, il palco è vuoto: ad intrattenere il pubblico vi sono soltanto ologrammi o proiezioni su maxischermi dei personaggi disegnati ed animati da Jamie Hewlett.

Il successo di Clint Eastwood

Tra le canzoni più famose va di certo annoverata Clint Eastwood, canzone presente nell’album di debutto e che ha garantito l’enorme successo della band. Sin dagli anni 2000, infatti, la band virtuale di Damon Albarn è entrata a gamba tesa in tutte le classifiche di Billboard. Il primo album, intitolato proprio Gorillaz, ha ottenuto in pochissimo tempo numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, tra dischi d’oro e di platino. Tra le varie canzoni che hanno segnato la storia della band di certo non va dimenticata Feel Good Inc.

Il metaverso dei Gorillaz

La più grande particolarità della band virtuale britannica è di certo il suo “metaverso“. La band, infatti, non si limita alle canzoni, ma segue una storia ben scritta e strutturata, con un filo narrativo e delle interazioni quasi umane, tra cui anche la sostituzione temporanea del bassista, finito in galera. Il bassista, Murdoc Niccals, venne sostituito addirittura da Ace, un personaggio dello storico cartone Superchicche. E, come se non bastasse, prima dell’appena annunciato film, i Gorillaz sono stati protagonisti di un fumetto pubblicato il 22 dicebre 2020.

L’approdo su Netflix

Riguardo al film in procinto di sbarcare sulla piattaforma di streaming più utilizzata al mondo non c’è molto da dire. L’annuncio di Albarn è stato tanto sorprendente quanto sintetico: Sono da Netflix perché stiamo facendo un film sui Gorillaz con Netflix“. Nulla più, nulla meno. Certo è che sarà un film d’animazione, ma non sono trapelate informazioni riguardo trama e data d’uscita. Non ci resta che aspettare con l’hype a mille in attesa di un trailer che dia un po’ di pace alla nostra curiosità.

Banksy ha creato i Gorillaz?

Ma veniamo alla mia parte preferita: i complotti e le teorie varie.
Secondo una teoria (completamente smentita, ma che ancora circola), il fumettista Jamie Hewlett sarebbe il volto che si nasconde dietro lo street artist Banksy. La teoria è nata da un esperto anonimo (che sia lo stesso Jamie/Banksy che vuole far parlare di sé?) che, analizzando i flussi finanziari del graffitista, ha notato la firma J. Hewlett associata ad ogni azienda che ha lavorato con Banksy. Oltretutto, in un videoclip dei Gorillaz, è presente uno degli stencil più famosi dell’artista di strada: una scimmia con un cartello che afferma Laugh now but one day we’ll be in charge (Ridi ora, ma un giorno saremo al comando)“.

Per smentire le voci Joanna Brooks, la pubblicista di Banksy, ha affermato in un e-mail “Posso confermare che Jamie Hewlitt non è l’artista Banksy. Un’affermazione decisa ed ufficiale, che però ha destato non pochi sospetti: il refuso (ammesso che sia, in effetti, un refuso) relativo al cognome del fumettista (Hewlett, non Hewlitt), ha consentito all’esperto anonimo e ai suoi seguaci di perseguire questa teoria.

Ambasciator