Green Pass e obbligo vaccinale: giornata di proteste in tutta Italia

Green Pass

Mentre si discute sull’opportunità o meno di rendere obbligatori i vaccini contro il Covid, sono decine le manifestazioni di protesta contro il Green pass: mobilitazioni da Torino a Palermo

La mobilitazione italiana, contro il Green pass è iniziata a partire dal 28 Luglio scorso. Ovvero quando il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha emanato un decreto legge, approvato il 22 luglio, sull’obbligatorietà del Green Pass.

Da allora, molti cittadini italiani si sono mobilitati contro la proposta di governo, organizzando vere e proprie manifestazioni di protesta.

Questo pomeriggio, alle ore 17.30, i manifestanti alzeranno di nuovo la voce contro il provvedimento varato dal governo. Si tratta di circa 20 mila partecipanti in ottanta città diverse. Gli esponenti si dichiarano no green pass, sottolineando di non essere contro il vaccino, bensì di evitarne l’obbligatorietà.

A fare maggiormente notizia, però, è la presenza di attivisti radicali che espongono il loro disaccordo ritraendo Mario Draghi come il nuovo Hitler, a capo di una dittatura. I non vaccinati sarebbero invece gli ebrei: delle pecore, schiavi del governo rappresentati da una stella a sei punte. Non è forse questo il volto più distorto di tutto ciò?

Per l’organizzazione delle manifestazioni, sono stati creati diversi gruppi su Facebook, molti dei quali segnalati e bloccati. Un diversivo è rappresentato dalla piattaforma Telegram, molto più libera e priva di censura. Gli attivisti, aggiornano settimanalmente una vera e propria mappa di focolai, dove sono liberi di partecipare tutti coloro che vogliono l’abolizione del Green Pass.

Nei giorni scorsi la Lega in piazza con i manifestanti

Qualche giorno fa, a Roma si è svolta una fiaccolata organizzata dal “Comitato libera scelta”, dove si è reso necessario l’intervento di alcuni agenti di polizia. I manifestati però non si sono lasciati intimorire facilmente e hanno proseguito fino a via del Muro Torto.

Alla protesta si sono uniti anche alcuni esponenti della Lega: Pillon, Pagano, Siri, Bagnai, Martini e Borghi. Quest’ultimo ha espresso le sue considerazioni riguardo la mobilitazione cittadina, evidenziando il suo dissenso per l’uso distorto del Green Pass.

Sono qui per esprimere solidarietà per una causa che è la nostra per la libertà di scelta. Vedere cittadini liberi che si mobilitano fa molto piacere. Nessuno di noi è no vax, siamo pro libera scelta. Se sei sano puoi fare quello che vuoi, non è possibile che debbano fare il vaccino anche i bambini per andare in palestra”.

(Claudio Borghi)

Successivamente, si è unito anche l’eurodeputato della Lega Vittorio Sgarbi, dichiarando di non aver paura del vaccino, ma del fatto che quest’ultimo non è sicuro in quanto non sufficientemente testato.
Al noto critico d’arte ha, però, replicato il Ministro delle Politiche Agricole del Movimento Cinque Stelle Stefano Patuanelli, sostenendo che è stata completamente sbagliata la partecipazione della Lega.

(Corriere della Sera)

A cosa serve il Green Pass?

Il tesserino digitale che viene rilasciato a partire dalla prima dose di vaccino, o da un tampone negativo molecolare o ancora, in caso di guarigione dal Covid, entrerà definitivamente in vigore a partire dal prossimo 6 agosto. Esso risulterà indispensabile, in primo luogo, per l’accesso a eventi sportivi, concerti, parchi divertimento, ma anche a strutture chiuse, quali bar, ristoranti, piscine, palestre.

Inoltre si rende già necessario per partecipare alle feste di nozze e accedere alle sale d’attesa del pronto soccorso. Riguarderà, poi, anche i mezzi di trasporto: treni a lunga percorrenza, aerei e traghetti.

La tessera verde sarà controllata dai titolari o gestori dei servizi. In caso di mancata osservazione delle norme, questi ultimi, rischiano multe salate così come la chiusura dell’esercizio commerciale da 1 a 10 giorni.

Di seguito le interviste raccolte da Ambasciator per conoscere l’opinione del popolo napoletano sul Green pass.



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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.