Guerra dei quadri: la Finlandia sfida la Russia a colpi di opere d’arte

guerra dei quadri

Ad inizio aprile la Finlandia ha sequestrato diverse opere artistiche di proprietà russa. Una guerra dei quadri nel più ampio conflitto tra Ucraina e Russia

Tra venerdì 2 e sabato 3 aprile è iniziata, in sordina, quella che è ormai definita come Guerra dei quadri. Uno scontro che vede contrapposti Helsinki e Mosca, come riportato in una nota del Ministero russo degli Affari Esteri: 

Le Dogane finlandesi hanno sequestrato alla frontiera tre veicoli diretti in Russia, adducendo una probabile violazione delle sanzioni europee contro la Russia”.

I veicoli stavano riportando opere d’arte (valore stimato 42 milioni di euro) prestate in precedenza a diversi paesi, tra i quali l’Italia (Udine e Milano). Le opere, tra le quali più di 200 quadri, sono esposte al Museo delle Belle Arti Pushkin e Galleria Tretyakov di Mosca e al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo

Non ci sono solo dipinti tra le opere sequestrate perché troviamo anche la scultura Cupido alato di Antonio Canova (commissionato al grande scultore italiano da un membro della potente famiglia nobiliare degli Yusupov

Perché è scoppiata la Guerra dei quadri?

La storica decisione presa dalla Finlandia è stata motivata, dalle competenti autorità, perché anche le opere artistiche rientrerebbero nella categoria di beni di lusso sottoposti alle sanzioni occidentali (è fatto divieto di trasportare opere d’arte e ne è autorizzata l’eventuale confisca). Sanzioni comminate alla Russia a causa del conflitto in Ucraina, che tanti danni sta provocando anche all’Arte, alla Cultura e alla Memoria storica dell’Ucraina.

I russi sono profondamente preoccupati per quanto accaduto, anche perché altri paesi potrebbero seguire l’esempio finlandese. 

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si saprà come terminerà questo contenzioso culturale e il destino delle opere poste sotto sequestro.