Guerra Ucraina, la Russia minaccia dure conseguenze: è un riferimento al materiale nucleare?

Guerra

Le dure sanzioni che Vladimir Putin è costretto a subire, potranno scatenare in lui un’escalation di risentimento. Il presidente russo potrebbe intervenire duramente con la trasformazione del conflitto in guerra nucleare

Negli scorsi giorni, non sono mancati i negoziati tra Russia e Ucraina, un conflitto che non ne vuole sapere di cessare. Putin è stato chiaro, vuole il pieno riconoscimento della penisola di Crimea e la smilitarizzazione delle truppe di Zelensky, e il ritiro di quelle europee. Tutti (o quasi) sapevano che prima o poi sarebbe successo, in quanto non è una guerra improvvisa. Putin la premedita da circa 8 anni dal 2014, quando ha pensato, dopo l’invasione russa della Crimea, di farla sua a tutti i costi.

Una guerra premeditata

Naturalmente il presidente ucraino ha rifiutato, categoricamente, le condizioni di Putin non solo per non darla vinta al tremendo dittatore, ma anche perdere una penisola strategica, storicamente contesa. Ma più di tutte sarà un’umiliazione nella quale Zelensky perderebbe la sua credibilità e il suo spirito eroico. Sarà questo l’ennesimo pretesto sul quale Putin si appellerà, continuando a bombardare, ma ciò che si teme di più, è sicuramente uno stravolgimento della guerra. La guerra nucleare è una minaccia, la Bielorussia perdendo la sua neutralità, ha accettato il deposito di armi nucleari russe. La quantità del materiale nucleare si stima, sarebbe pari a quella della somma di quelli europei. Il disperato appello è arrivato dall’Ucraina, indirizzato all’Unione Europea, Zelensky vorrebbe diventarvi parte, ma a oggi l’Ucraina non rispetta i requisiti richiesti.

La paura della guerra nucleare

Putin ha ordinato negli scorsi giorni le forze di deterrenza militare a porsi in stato di allerta, pronti a combattere. La follia non si ferma solo al leader del Cremlino, gli fa eco Lukashenko il presidente della Bielorussia. “Siamo d’accordo con Putin di impiegare queste armi, che faranno passare ai polacchi e ai lituani la voglia di fare la guerra”. Quest’ultimo, infatti proprio durante la telefonata con il presidente francese Macron, ha dichiarato di essere pronto, a schierare le armi russe a Minsk. Qualora gli Stati Uniti o la Francia piazzassero le loro in Polonia e Lituania, sembra l’ennesimo pretesto, in quanto basterebbe solo l’ulteriore pressione economica unita alle diverse limitazioni a far esplodere l’ira russa.

La nucleare bomba Zar

Un’arma mortale sarebbe proprio la bomba nucleare sviluppata dall’ex URSS, il 30 ottobre del 1961 fu’ sganciata su un’isola dell’arcipelago di Novaja Zemlja a nord del circolo polare artico. Durante il test i russi preferirono ridurre la resa a 50 megatoni, ma può raggiungere i 100 megatoni. Si narra che il fungo atomico, si innalzò per circa 64 kilometri, una ricaduta di materiale radioattivo estesa al tal punto da provocare “un onda sismica” che fece il giro completo della terra per ben tre volte. Una potenza 1570 volte superiore a quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki.
Questi dati bastano ad intimorire il mondo, poiché i danni nucleari potrebbero mettere il mondo l’esistenza stessa del pianeta.

Intanto gli Stati Uniti e la Cina

Wenbin il portavoce del ministro degli esteri di Pechino, guarda cosa sta accadendo in Europa. E la diaspora Ucraina dichiarando che ci sono circa 6000 connazionali che vivono lì. La Cina ha duramente condannato la Russia, riguardo le decisioni prese, ma una prospettiva di alleanza Europea è pura utopia. Intanto le finanze russe sono sull’orlo del collasso, il prezzo del gas sale a dismisura. La banca centrale russa ha 650 miliardi di riserve, ma solo 400 sono in Germania, quindi bloccate.
Biden intanto cerca di calmare le acque, dalla ritirata delle truppe in Afghanistan, nell’estate sta perdendo approvazione popolare. Una crisi interna statunitense significherebbe probabilmente l’introduzione di Trump e due dittatori, ai due antipodi del mondo, cosa potrebbero fare?