La notte di Halloween a Napoli: 5 luoghi da paura

Anche Napoli fa paura la notte del 31 Ottobre. Quali dei suoi luoghi in particolare? Scopriamolo insieme

Anche Napoli avrà messo in conto di fare paura la notte di Halloween. Ecco 5 luoghi della città partenopea che faranno paura più di altri quella sera:

Il palazzo degli spiriti

Il palazzo degli spiriti si trova precisamente a Marechiaro. E’ un Palazzo di epoca romana, risalente al I secolo a. C. Apparteneva a Publio Vedio Pollione, un ricco liberto e consigliere dell’ Imperatore Augusto. Alla morte di Publio, la dimora divenne poi la residenza imperiale di Augusto. Nella villa vi erano il Nifeo, ossia un luogo sacro dedicato ad una Ninfa un anfiteatro di 2000 posti, un Odeon per spettacoli minori, un complesso termale e un acquedotto. Tra leggende e misteri si riteneva che questo luogo fosse infestato dai fantasmi.

Il cimitero delle Fontanelle

Il cimitero delle fontanelle si trova in uno dei quartieri storici della città, che ha sempre fatto a pugni con pregiudizi e voglia di ripartenza, di rinascita: Il Rione Sanità. lì dove tutto è volto a prendere a morsi la vita c’è il cimitero delle Fontanelle che racconta la morte, ma lo fa come sono soliti fare i napoletani: con ironia, a volte superstizione, a volte allegria suonata e malinconia come gli ha insegnato il Principe della risata: Totò, che al Rione Sanità è nato e cresciuto.

Al cimitero delle Fontanelle trovate “capuzzelle” di “anime pazzentelle”, protagoniste di un rito antichissimo: la persona sceglie di prendersi cura di una capuzzelle, cranio di un’anima abbandonata, in cambio di protezione.

La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

La Chiesa è nota ai napoletani come la chiesa de’ ’e cape ’e morte”. Si trova nel centro storico della città, su Via Tribunali. Venne commissionata nel 1616, dalla congregazione laica Opera Pia Purgatorio ad Arco, all’architetto Giovanni Cola di Franco, e consacrata nel 1638. Attraversandola, attraverseremmo il Purgatorio dunque? Di sicuro uno degli ultimi itinerari che sceglieremmo di fare la notte di Halloween, durante la quale non si sceglie quale sia il destino di un’anima piuttosto lo si racconta, faccia a faccia con lo scheletro. Come ha scelto di fare il buon Amleto per esempio.

Il Maschio Angioino: diventa un castello che fa paura, per una notte

Il Maschio Angioino sarà un castello da paura solo per una notte, in occasione appunto della notte di Halloween. Anche lì saranno protagoniste le “anime pezzentelle”. Dunque la tradizione napoletana riscriverà, a suo modo, la tradizionale festa americana. Fantasmi al castello invece di Dolcetto o Scherzetto.

Tomba di Dracula nella chiesa di Santa Maria La Nova 

La tomba di Dracula, non fatevi ingannare da uno dei personaggi più iconici nella notte di Halloween! In questo caso si tratterebbe soltanto del patronimico di Vlad Tepes III l’impalatore, la cui tomba pare sia nel chiostro della Chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Ma il fatto che non vi siano testimonianze certe e concrete lega questa analogia a nient’altro che a una leggenda. Ad ogni modo, la Chiesa, per chi volesse visitarla, si trova nel centro storico della città, a pochi passi da Piazza Bovio. Venne commissionata, da Carlo d’ Angio, a Giovanni Pisano, scultore e architetto.

E se a Napoli fosse il Monaciello a fare “Dolcetto o scherzetto?”

E se a Napoli fosse il Monaciello a fare “dolcetto o scherzetto” venendo a bussare casa per casa, di quelle tra i vicoli più nascosti? Sarebbe sicuramente un modo superstizioso, divertente, e profano di legare Halloween a Napoli. Magari i bambini potrebbe scegliere tutti di essere il monaciello per una sera. Colui che non si nomina per superstizione, che il mito racconta sia un monaco deforme che non si fa mai vedere, ma riconoscere, lasciando soldi nelle case o facendo scherzi a chi le abita. Una figura che è legata a una delle leggende che attecchiscono alla storia della città di Napoli e i misteri che essa serba da sempre. La scrittrice Matilde Serao racconta le origini de il monaciello nel suo libro intitolato: “leggende Napoletane”; così come Anna Maria Ortese ne “Il monaciello di Napoli”.

 

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.