Halloween a Napoli, sulle tracce di Virgilio Mago

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Nella notte che vede il ritorno dei morti nel mondo dei vivi, i Partenopei possono contare su un “protettore” molto particolare, Virgilio

Halloween deriva dal termine anglosassone All Hallows’ Eve, ovvero Notte di Tutti i Santi. Una festività cristiana dalle antiche origini pagane proprio come Napoli, città profondamente cristiana ma dalle radici greco-romane. 

Un paganesimo che compare e scompare come in un fiume carsico in una città dalle mille sfaccettature, dove il Sacro e il Profano, il Paganesimo e il Cristianesimo si fondono in un intrigo inestricabile.

In un giorno come questo, carico di meraviglie, Napoli sente ancora di più la presenza di Virgilio, un precursore di San Gennaro nel difendere Partenope da ogni male e ancora oggi presente in tanti luoghi di Napoli.

Halloween, tra Samhain e Pomona

Il Samhain (Fine dell’Estate) è una festa celtica che secondo molti costituisce la base per Halloween e la Festa di Ognissanti. Un momento per celebrare la fine del raccolto e l’inizio del periodo invernale. 

Un collegamento con la terra e il suo rinnovamento che per alcuni potrebbe ricondurre anche al culto della dea romana dei frutti, Pomona

Divinità che non ha mai avuto una festa fissa essendo determinata dallo sviluppo delle diverse colture. 

Entra in gioco Virgilio

Qual è l’autore latino che si è occupato della coltivazione ed è stato considerato un vero e proprio mago?

Ovviamente, stiamo parlando del buon Virgilio, il poeta latino autore delle Georgiche, sepolto a Napoli e considerato nel Medioevo come il “padre” dell’esoterismo. 

L’autore dell’Eneide è morto il 21 settembre del 19 a.C. a Brindisi, ma i suoi resti, conservati in un’urna, sono stati trasportati e conservati a Napoli. 

Le ceneri di Virgilio sono scomparse durante il Medioevo, ma la sua tomba è ancora visitabile, basta recarsi all’interno del Parco Vergiliano a Posillipo. 

Un epitaffio in lingua latina recita: “Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces” (Mantova mi generò, la Calabria mi rapì [la vita], ora Napoli mi conserva; cantai i pascoli, le campagne, i comandanti). 

L’ultimo verso ricorda le opere più importanti del poeta mantovano: le Bucoliche, le Georgiche e l’Eneide.

Protettore di Napoli

Prima di San Gennaro, i napoletani pregavano Virgilio, un aiuto preteso anche in pieno Cristianesimo. Un culto virgiliano che ha avuto il suo centro nella tomba che secondo antiche leggende sarebbe stata progettata dallo stesso autore latino, seguendo i dettami pitagorici

Ben presto, i partenopei hanno iniziato a considerare Virgilio come la massima protezione per la propria città, da questo mito nasce la leggenda del cosiddetto Uovo virgiliano. 

La salvezza di Napoli è in un magico uovo? 

Una leggenda partenopea sostiene che Castel dell’Ovo, antica residenza dell’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, sia stata realizzata in un solo giorno da Virgilio. 

Il poeta, per proteggere Napoli, avrebbe lasciato un uovo nelle fondamenta del castello. Pertanto, Partenope sarà distrutta solo quando il magico uovo sarà scoperto.  

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