I 5 libri che cambiano la vita secondo Siham Mekrane

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Siham Mekrane e la sua grande passione per i libri. Ecco i cinque libri che hanno cambiato la sua vita, ma che potrebbero cambiare quella di tutti noi

Siham Mekrane, neo-laureata in Management Internazionale e grande appassionata di marketing. Quando non legge manuali di marketing, legge libri sulla crescita personale. Campionessa olimpionica di salti nel buio, per il resto del tempo sogna ad occhi aperti, diffonde positività, aspetta con ansia la primavera e il primo bagno in mare.

Due anni fa ha lasciato l’Italia per trasferirsi definitivamente nel sud della Francia e quando le chiedono del perché, lei risponde “è per avere più opportunità lavorative”, ma la verità è che era infelice. Da quel giorno condivide la sua storia di ricerca della felicità e dell’accettazione delle proprie vulnerabilità su Instagram e la sua newsletter “Metti che succede qualcosa di bello”.

Ho pensato di contattarla per chiederle, secondo lei e secondo la sua esperienza, quelli che sono stati i libri che hanno avuto maggiormente un impatto sulla sua vita. Un elenco che non è solo un elenco, ma un piccolo viaggio all’interno dei pensieri di una ragazza che non ha mai perso il coraggio di sognare, perseverare e ricominciare.

1) Il contrario della solitudine di Marina Keegan

Il contrario della solitudine, è una raccolta di racconti scritti da Marina Keegan, scrittrice, giornalista, studentessa a Yale e una grande amante della vita. Il libro ha avuto un successo incredibile dopo la morte di Marina, che imprevedibilmente e tristemente è avvenuta in un incidente automobilistico cinque giorni dopo la sua laurea. Ed esserne a conoscenza, ti porta ad apprezzare ancora di più certi dei suoi racconti che sono una celebrazione alla vita e alla speranza.

Marina, infatti, scrive di viverla pienamente oggi e ora, di non avere paura di buttarsi, di non farsi limitare da se stessi e soprattutto dal “tic-toc” dell’orologio invisibile che abbiamo tutti sulla testa e che detta le nostre scelte molto più spesso di quel che vogliamo credere.

Dice che pensare che sia troppo tardi per fare quel che si vuole fare, è ridicolo. Pensare che è troppo tardi, è ridicolo e a vent’anni non sei vecchio.

Sembra quasi che Marina in fondo sapesse della sua sorte e vivesse la sua vita fino al midollo, invitando gli altri a fare lo stesso. Decisamente un libro che mi ha cambiato la vita.

2) Letting go di David R. Hawkins

Letting go è diventato uno dei migliori libri di tutta la mia vita, un pilastro della crescita personale, un punto di riferimento e d’ispirazione per essere sempre la migliore versione di se stessi.

Il libro è un manifesto al lasciar andare le cose che ci fanno soffrire, che ci bloccano, il nostro passato e in generale le cose che non ci fanno avanzare. Il punto più importante è una consapevole gestione delle proprie emozioni: riconoscerle, esplorarne le origini, per poi intervenire e agire affrontandole di petto, invece di reprimerle o sostituirle con comportamenti inadeguati pur di evitare la realtà delle cose.

Quando leggiamo le delicate parole del dottore Hawkins ci sentiamo meno soli, ci rendiamo conto dei limiti che ci poniamo da soli, dalla paura di raggiungere il nostro IO più profondo. Di come spesso ci isoliamo o ci condanniamo a vivere la vita che viviamo perché ci preoccupiamo di cose futili o perché abbiamo paura.

Leggendo Letting go, ci rendiamo conto di come e quanto sottovalutiamo o ignoriamo le nostre emozioni, quando la maggior parte della nostra vita e della sua qualità dipendono da queste.

È un libro meraviglioso che sono sicura mi accompagnerà sempre, soprattutto quando mi sentirò lontana dalla mia pace interiore. Lo consiglio specialmente a quelli che si sentono pronti ad affrontare la loro vulnerabilità, a conoscersi di più, a capirsi di più e se credono nel fatto che il cambiamento radicale è quello che arriva da dentro di noi.

3) Big magic di Elisabeth Gilbert

Elisabeth Gilbert è conosciuta soprattutto per Mangia prega e ama e il relativo film, mentre è passato leggermente in sordina il suo saggio sulla creatività. Lo definirei quasi inno alla creatività, in realtà.

Elisabeth Gilbert la personifica dandole una vita propria: e quindi ci sfiora, ci scappa via, la trasmettiamo inconsciamente ad altri e così via. Il punto che mi ha colpito maggiormente è il suo insistere sul fatto che siamo tutti creativi: “se siamo vivi, siamo anche dei creativi”, dice.

Non bisogna essere degli artisti o dei pittori o operare nel mondo dell’arte in generale per essere considerati dei creativi. Non considerarsi tali perché non facenti parte di questa categoria, è un errore che facciamo a noi stessi.

Ricordo di aver letto uno di questi passaggi su un treno regionale e di aver cominciato a piangere nella mia solitudine per quanto avesse toccato un nervo scoperto, in un periodo in cui vedevo tutto grigio e in un giorno in cui ho iniziato a pensare di darmi un’occasione di far esplodere la mia creatività.

4) Create or hate di Dan Norris

Dan Norris aveva tutto ciò che gli serviva per essere considerato una persona di successo, finché non molla il suo lavoro ben pagato di salariato per mettersi in proprio e fare quello che gli piaceva: creare siti internet.

La transizione da una vita all’altra non è stata facile, mentre una montagna di cambiamenti anche personali vi si sono aggiunti. Però lui non molla mai e la perseveranza insieme alla disciplina lo portano nella posizione di essere la persona che dà consigli su come avere successo.

Create or hate parla del fallimento e di come spesso dobbiamo andare alla sua ricerca, di come il non fallire non sia sinonimo di succedere, bensì lo è il fallimento stesso, perché senza non stai avanzando, non stai facendo alcun progresso.

Il libriccino parla anche dell’opposizione tra due parti “create”, la parte di noi che crea dando sfogo alla sua creatività e consegnando qualcosa al mondo che sia il risultato del suo lavoro e impegno, e “hate” che è invece la parte di noi che cerca scuse per non fare quel che vogliamo fare, quella che dà troppa importanza alle opinioni altrui e che mette in dubbio le sue capacità.

Create ora hate è il libro che ti fa alzare dal letto e ti urla di andare a creare qualunque cosa, basta che crei qualcosa consegnandola al mondo e a chi probabilmente ne ha bisogno.

5) Becoming di Michelle Obama

In realtà ce l’ho ancora in lettura, ma per quella metà che ho già divorato posso affermare senza ombra di dubbio che mi sta cambiando la vita. L’autobiografia della ex-first lady percorre la sua vita sin dall’infanzia, quando era una bambina con un’incredibile voglia di imparare ed essere tra i migliori. Una voglia che non l’ha mai abbandonata e grazie alla quale ha raggiunto tutti i suoi obiettivi nei tempi previsti.

Finché un giorno non si ferma e sostanzialmente si chiede “ne è valsa la pena?” Ne è valsa la pena cercare a tutti i costi di fare tutto secondo i ritmi dettati da se stessa e dalle attese altrui? Si tratta di due delle numerose domande che si pone da neo-laureata, con tutti i vantaggi che ha sempre sognato e per cui ha lavorato duramente, ma non è felice.

Credo che Becoming sia di grande ispirazione soprattutto per coloro che si stanno lanciando nella costruzione della loro carriera, perché è come se celebrasse ampiamente quelle che sono le fragilità di ognuno di noi, nonché i nostri fallimenti.

Michelle Obama esalta i bassi della sua vita e sembra dirci che è normale sentirsi persi, avere tutto e non sentirsi realizzati, non sapere che strada prendere, avere dubbi e chiedersi quale sia il proprio scopo nella vita e nel mondo.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.