I maccheroni napoletani: la storia

Maccheroni

I maccheroni partenopei hanno una storia ricca e affascinante che risale a secoli fa

I maccheroni, caratterizzati dalla loro forma lunga e cava, hanno radici profonde nella tradizione culinaria partenopea.

Fino a meno di un secolo fa, sia in italiano che in napoletano, non esistevano definizioni per qualunque tipo di pasta come oggi: maccheroni o “maccarune”, era un termine utilizzato per definire genericamente la pasta, riferendosi alla semplice trasformazione del grano e non ad un particolare formato. Ecco perché ad oggi gli spaghetti a Napoli vengono ancora chiamati “e’ maccarune”.

Le origini dei maccheroni

L’origine del nome “maccherone” rimane avvolta nel mistero. Alcuni storici suggeriscono che derivi da “macco”, un antico passato di legumi schiacciati e quindi forse vi è un rimando alla lavorazione del grano.

L’inizio della storia dei maccheroni a Napoli risale all’epoca medievale, quando la pasta iniziò a diffondersi nella regione Campania; tuttavia, fu durante il Rinascimento, con l’introduzione del grano duro proveniente dall’America, che la produzione di pasta a Napoli iniziò a vedere lo sviluppo di cui tanto vantiamo oggi.

Per quanto riguarda la nascita però, non possiamo attribuirci il merito, perché gli spaghetti (‘e maccarune) sono nati in Cina e successivamente sono stati importati in Italia. 

La leggenda del mago Chico e di Jovannella

Napoli ricca di storie, miti e leggende, custodisce una storia surreale anche per i suoi famosi maccheroni: alcune leggende popolari attribuiscono la nascita dei maccheroni addirittura a Marco Polo ma, secondo la tradizione, il piatto simbolo della cucina partenopea è stato inventato da un mago di nome Chico.

La leggenda narra che nel lontano 1220, durante il regno di Federico II di Svevia, in una piccola casa nel vico dei Cortellari viveva un mago conosciuto come Chico. Si dice che passasse le sue giornate chiuso in casa, dedicandosi alla preparazione di piatti magici. Tuttavia, dietro alla facciata del mago si celava un inventore. Chico, un tempo ricco e felice, aveva deciso di dedicarsi allo studio e alla sperimentazione culinaria per portare felicità ai napoletani attraverso il cibo.

Un’astuta vicina di Chico, Jovannella di Canzio, spiò di nascosto il mago per rubargli la ricetta dei maccheroni. Con l’intento di guadagnare favore presso il palazzo reale, Jovannella preparò i maccheroni per il re Federico II, i quali, si rivelarono così buoni da diventare un piatto adatto per andare “annanz o’ Re”. Il piatto conquistò il sovrano, che ricompensò Jovannella con cento monete d’oro.

Da quel momento, la ricetta dei maccheroni si diffuse rapidamente tra i nobili napoletani, contribuendo a rendere il piatto famoso in tutta Italia. Tuttavia, solo in punto di morte, Jovannella rivelò di aver rubato l’invenzione dei maccheroni al povero mago Chico.

Dalle origini al successo

Celebri sono le immagini e le fotografie che iniziarono a spuntare verso la fine del XIX secolo, le quali ritraggono i napoletani che mangiano gli spaghetti con le mani; questo perché le forchette utilizzate a quel tempo, erano piuttosto appuntite e poco pratiche, rendendo improponibile la presentazione di questa pasta ai pranzi ufficiali. 

Infatti, la pasta era considerata un alimento adatto al popolo piuttosto che all’aristocrazia, anche perché costava pochissimo. Fu grazie al ciambellano di corte Gennaro Spadaccini, con il sostegno di Ferdinando II di Borbone, che le dimensioni della forchetta vennero ridotte e, da allora, i maccheroni napoletani cominciarono ad essere consumati anche a corte, diventando cibo apprezzato da tutti.

Ad oggi, gli spaghetti sono uno dei piatti più rappresentativi della tradizione italiana e del Made in Italy. La loro storia affascinante e la loro versatilità li rendono un elemento irrinunciabile della cucina napoletana ed un simbolo della cultura gastronomica italiana nel mondo.

“Dalle stalle alle stelle”

Riflettendo sul famoso appellativo “mangiamaccheroni“, possiamo notare l’evoluzione culturale del popolo napoletano: da dispregiativo medievale a simbolo di orgoglio nazionale, i maccheroni hanno contribuito a plasmare l’identità culinaria di Napoli, diventando un’icona del cibo di strada e del concetto moderno di Street Food alla napoletana.

La storia dei maccheroni a Napoli è un viaggio attraverso i secoli, che riflette l’evoluzione della cucina partenopea e l’amore per il cibo che caratterizza la città. Con ogni morso di questo piatto iconico, si assapora una parte della storia e della tradizione che rendono Napoli un luogo unico nel panorama culinario italiano.

Per concludere, non possiamo non citare dopo quanto appena detto, uno dei proverbi più usati dagli abitanti della città partenopea: “E chiacchiere s’ ‘e pporta ‘o viento; ‘e maccarune jengheno ‘a panza”, letteralmente “Le chiacchiere se le porta via il vento; i maccheroni riempiono la pancia”, che vuole essere una versione napoletana del latino “verba volant, scripta manent”, dalla quale deduciamo appunto l’importanza di non parlare a vuoto, ma di concentrarci nel concretizzare azioni che dovrebbero consolidare le nostre parole e, a questo punto, di parlare meno e mangiare un bel piatto di maccheroni napoletani!

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