I papiri di Ercolano e la tomba di Platone

Ercolano

Nel vasto scenario dell’archeologia e della storia antica, poche scoperte possono rivaleggiare con il fascino e l’interesse suscitati dai Papiri di Ercolano e dalla leggendaria Tomba di Platone

Nel 1709, durante le attività di scavo nel territorio di Ercolano, nelle vicinanze di Pompei, emerse una straordinaria raccolta di papiri carbonizzati, preservati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Questo ritrovamento, che includeva una vasta quantità di rotoli di papiro, prometteva di trasformare radicalmente la nostra conoscenza della letteratura antica greca e latina.

Dove è stato sepolto Platone?

La Sepoltura di Platone costituisce uno dei miti più avvincenti dell’antichità. Malgrado i molteplici racconti e le leggende tramandate, la precisa localizzazione del sepolcro è rimasta avvolta nel mistero per secoli. Ad oggi studiosi e archeologi hanno persistito nell’indagine, alla ricerca di nuovi riscontri e indizi che possano condurre alla sua effettiva identificazione.

Il professor Graziano Ranocchia, dell’Università di Pisa, ha recentemente identificato il sito di sepoltura del celebre filosofo greco Platone, morto tra il 348 e il 347 a.C. Utilizzando tecnologie all’avanguardia, incluso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, Ranocchia ha esaminato i rotoli di papiro carbonizzati rinvenuti nelle rovine di Ercolano in seguito all’eruzione del Vesuvio. L’analisi condotta ha svelato che Platone fu inumato presso l’Accademia, rinomata istituzione da lui fondata nel 387 a.C., situata in prossimità del Museion, un piccolo tempio dedicato alle Muse, ad Apollo.

L’Accademia

Per comprendere il processo che ha condotto Ranocchia a tali conclusioni, è necessario tornare indietro nel tempo. Oltre 1.000 parole, equivalenti al 30% del testo, riguardanti la cronaca dell’Accademia di filosofo epicureo Filodemo di Gadara (110 a.C. – dopo il 35 a.C.), sono emerse dal papiro di Ercolano esaminato nel contesto del progetto GreekSchools.

Questo studio ha avuto inizio nel 2021 e ha incluso non solo un’analisi dello stato di conservazione dei papiri recuperati, ma anche la pubblicazione di un’edizione aggiornata della Rassegna dei filosofi di Filodemo. Tale opera rappresenta la più antica cronaca della filosofia greca di cui disponiamo e include la narrazione sull’Accademia, fornendo così preziose informazioni su Platone e sull’evoluzione dell’Accademia sotto la guida dei suoi successori.

Le tecnologie utilizzate

Questo significativo avanzamento è stato ottenuto combinando due tecniche all’avanguardia: la tomografia a coerenza ottica e l’imaging iperspettrale a infrarossi, sfruttando un laboratorio mobile fornito dalla Nottingham Trent University.

La presenza di stratificazioni multiple costituisce una sfida significativa per la lettura di quasi tutti i rotoli, pari a circa 1.560 dei 1.840 totali sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio“, spiega Ranocchia. “Tali stratificazioni compromettono gravemente la leggibilità dei testi, rendendo impossibile la loro pubblicazione. Identificare con precisione queste stratificazioni e posizionarle virtualmente nel loro contesto originario per ripristinare la continuità del testo rappresenta un enorme progresso nella raccolta di informazioni rispetto al passato. Tuttavia, siamo solo all’inizio del processo: l’impatto effettivo sulle nostre conoscenze sarà visibile solo nei prossimi anni“.

L’importanza dei Papiri di Ercolano

I Papiri di Ercolano continuano a rappresentare una fonte inestimabile di conoscenza, pronti a rivelare nuovi tesori e segreti dell’antichità. Grazie alle tecnologie moderne e agli sforzi instancabili degli studiosi, stiamo solo grattando la superficie delle potenziali scoperte che questi antichi manoscritti possono offrire.

Auspicare che il futuro ci riservi ulteriori rivelazioni e innovazioni nel campo dell’archeologia e della ricerca storica sui papiri è non solo legittimo, ma anche inevitabile (come spiega bene il professor Ranocchia). Siamo fiduciosi che i prossimi anni porteranno alla luce nuove prospettive e approfondimenti, arricchendo così la nostra comprensione del passato e del presente.

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