I portici di Bologna patrimonio dell’Unesco: una passeggiata nel tempo

Portici di Bologna

I portici di Bologna sono stati nominati patrimonio dell’umanità. Ad annunciarlo è stata la stessa Unesco

Il centro di Bologna, in cui non si perde neanche un bambino, è famoso per i suoi portici, ora riconosciuti come patrimonio dell’Unesco

Bologna vanta, nel solo centro storico, un reticolo di più di 40 km di porticati (più di 60 km contando anche quelli fuori porta).

La “Dotta” è di fatto la città con più portici al mondo: la loro nascita risale al Medioevo, quando in seguito all’aumento della popolazione fu indispensabile aumentare gli spazi abitativi.

Bologna era in quel momento (e ancora oggi) il fulcro della cultura, accademica e non. Nacque, infatti, nel 1088 l’Università, la prima del mondo occidentale.

Due secoli più tardi, nel 1288, il Comune di Bologna rese obbligatoria la costruzione di un porticato per ogni abitazione, preesistente o nuova. È così possibile passeggiare, oggi, nel bel mezzo di una linea del tempo edificata, dal 1200 ai più “recenti”.

I portici di Bologna: 62 km di storia

Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello!

Stendhal

La celeberrima Casa Isolani possiede un porticato in legno di circa 9 metri di altezza ed è un esempio di architettura di epoca medievale. Quando si passa, ci si ritrova sempre a testa in su, vi sono infatti tre frecce conficcate sul soffitto.

Tra gli altri memorabili porticati del centro storico spiccano quello del Palazzo del Podestà, a Piazza Maggiore, e il portico del Pavaglione, nell’omonima piazza, che rappresenta il tradizionale passeggio elegante della città.

Il portico di San Luca, invece, accompagna i pellegrini, ma non solo, fino al Santuario della Madonna di San Luca. Con i suoi 3,796 km, 666 archi e 489 scalini, è il più lungo del mondo. Costruito tra il 1674 e il 1739, “collega” via Saragozza a San Luca.

Infine una curiosità: a Bologna, in via Senzanome, vi è un portico largo appena 95 cm, il più stretto della città. Situato nel quartiere Saragozza, rimanda ad un passato piuttosto “turbolento” della zona, nota per i numerosi postriboli.

Dall’anno d’oro dell’Emilia-Romagna all’Italia prima per siti Unesco

La cultura come collante della società. Da questo punto di vista, si tratta di un anno da incorniciare per l’Emilia-Romagna. Dopo Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, ora i portici di Bologna patrimonio dell’umanità Unesco.
Soddisfazione dal mondo delle Istituzioni politiche e culturali. Dal Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, passando per il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, al Rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini.

Una notizia bellissima: i Portici di Bologna sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità Unesco! Un straordinario riconoscimento per la città di Bologna e per l’Emilia-Romagna.

Stefano Bonaccini su Facebook

L’iscrizione dei portici di Bologna tra i siti patrimonio dell’umanità Unesco è il raggiungimento di un obiettivo da tempo perseguito ed è il riconoscimento del grande lavoro di questi anni portato avanti dalla vicesindaca Valentina Orioli e da tutta la struttura che ha dedicato a questa causa passione, competenza e capacità di relazione – argomenta il primo cittadino -. Un grande ringraziamento al ministero della Cultura, al ministro Dario Franceschini e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, al Ministero degli Esteri col consigliere Paolo Bartorelli e all’Ambasciatore d’Italia presso l’Unesco Massimo Riccardo. Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento.

Virginio Merola

I portici bolognesi sono non solo un preziosissimo patrimonio artistico e architettonico, ma sono anche un simbolo secolare di accoglienza, di incontro e di inclusione: valori che da sempre hanno definito la storia e l’anima di questa città, e della sua Università

Francesco Ubertini

È la terza nomina ricevuta dell’Italia in questi giorni, anche gli affreschi trecenteschi della cappella degli Scrovegni e Montecatini Terme hanno ricevuto il titolo dall’Unesco. Ora l’Italia conta 58 siti riconosciuti, ed è prima in classifica.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.