“Il colibrì”: al cinema dal 14 ottobre

il colibri

“Il colibrì” è tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020

Il Colibrì, il film tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi, edito da La nave di Teseo, vincitore del Premio Strega nel 2020, arriva al cinema dal 14 ottobre, per la regia di Francesca Archibugi. Prodotto da Fandango e Rai Cinema; sceneggiatura di Francesca Archibugi, Laura Paolucci e Francesco Piccolo.

Il film aprirà la 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolgerà all’auditorium Parco della Musica da giovedì 13 ottobre a domenica 23 ottobre.

La trama

Marco Carrera è un medico, specialista in oculistica e oftalmologia. Gioca a tennis e d’azzardo. Il suo è un passato pieno di mancanze, perdite e delusioni; di un amore particolare e un altro disperso. E un altro ancora rinnovato. L’archivio di ricordi da mettere in ordine. In balia degli altri, lui non è come gli altri.
Pesa il suo animo di dolore, prova a distrarre la mente ma non il cuore.

Il cast

Il ruolo del protagonista, Marco Carrara è interpretato da PierFrancesco Favino. L’attore sta vivendo una carriera in ascesa, grazie alle sue notevoli interpretazioni. Tra le ultime vi è il ruolo di Felice, in “Nostalgia”, il film di Mario Martone, in corsa per rappresentare l’Italia agli Oscar 2023.

Al fianco di Pierfrancesco Favino (Marco Carrera) c’è Nanni Moretti, nel ruolo dello psicanalista Carradori. Kasia Smutniak è Marina Molitor. Nel ruolo di Luisa Lattes, il grande amore di Marco Carrera, Berenice Bejo. Laura Morante e Sergio Albelli sono i genitori di Marco, nel ruolo della sorella, Irene, Fotinì Peluso e in quello del fratello Giacomo, Alessandro Tedeschi. Benedetta Porcaroli è invece Adele, la figlia di Carrera e Massimo Ceccherini interpreta “l’Innominabile”.

Cosa pensa la regista, Francesca Archibugi de “Il colibrì”, il romanzo di Sandro Veronesi

La regista Francesca Archibugi ha dichiarato di essersi molto identificata nella storia raccontata e nel romanzo originale:

Un libro bellissimo nel quale mi sono identificata come se fosse la mia autobiografia. 

Francesca Archibugi

E riguardo il lavoro sul film ha detto:

Attori di bravura commovente. La possibilità di raccontare la vita di un gruppo di uomini e donne in età differenti, e insieme un pezzo di vita del nostro paese. Sono spaventata e felice.

Francesca Archibugi

Un lavoro di adattamento

Cosa aspettarsi dunque? Far diventare un romanzo un film implica un lavoro di adattamento, della storia a un altro mezzo che non è il libro, la pagina scritta ma il grande schermo. Il colibrì non ne è l’unico esempio di grandi romanzi che sono diventati film, come “Piccole Donne” di M. Louisa Alcoott.

La colonna sonora del film

La colonna sonora del film è firmata da Battista Lena. La canzone inserita nel trailer del film è ” Caro amore lontanissimo” un capolavoro di Sergio Endrigo e Riccardo Sinigallia, che la figlia di Sergio Endrigo, Claudia, ha voluto affidare alla voce di Marco Mengoni.

Perché proprio il Colibrì?

“Tu sei il Colibrì, perché proprio come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo”

Dal romanzo “Il colibrì” di Sandro Veronesi

Le opinioni su “Il colibrì” il romanzo di Sandro Veronesi

Alcune delle più importanti testate giornalistiche si sono espresse così sul romanzo:

“Il colibrì è un romanzo fuoriclasse”

Antonio d’ Orrico, Corriere della sera

“Uno dei romanzi più belli degli ultimi 10 anni”

Vincenzo Mollica, tg1

“Il colibrì è un inno alla vita e una guida intima e privata alla sopravvivenza di “coloro che restano””

Giulia Ciarapica, il Messaggero

“Il colibrì è un romanzo potente e conturbante”

Concita De Gregorio D, la Repubblica

Chissà se “Il colibrì” riceverà lo stesso successo di Critica adesso che arriva sul grande schermo. Non resta che aspettare.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

Ambasciator