Lavorare. È davvero difficile come sembra?

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I tassi di disoccupazione non sono incoraggianti, il numero di “geni in fuga” è anch’esso troppo alto per essere accettato. Si dice che l’Italia non offra molte possibilità, a differenza di altri paesi dell’Unione Europea e che sia molto difficile “sbocciare”. E’ davvero così? Sia chiaro, è innegabile che trovare lavoro non sia facile quanto bere un po’ d’acqua, però è anche vero che con grinta e buona volontà si può arrivare certamente lontano.
A Napoli c’è la StudyRoom. Cosa è? Un posto utile ed un progetto ben riuscito.

Chi è il vero problema?

E’ una sfortuna che molti se ne vadano dal proprio paese o magari dalla propria città, perché le proprie radici sono importanti. Inoltre nessuna casa è come casa propria. Cosa fa lo Stato per noi? Forse poco, o magari abbastanza. Ciò che davvero conta è quanto facciamo noi per noi stessi.
Vi è un bell’esempio di forza di volontà, messa in atto per la realizzazione di un obiettivo e per la ricerca di un posto di lavoro. Lucio Anneo Seneca disse che “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” e in effetti aveva ragione. Porsi un obiettivo è importante e senza intraprendere nessuna strada, non si arriverà mai da nessuna parte.

Farcela è possibile, non utopico

Diana Capuano, è al centro dell’esempio di cui parlavo qualche riga fa.
Ha avuto un’idea, una grande idea e da lì è nato un grande progetto che oggi dà molto sia a lei, sia a chi “usufruisce” della sua idea.
Siamo a Napoli, precisamente nel quartiere di Fuorigrotta, dove Diana ha aperto la StudyRoom, unica sede in tutta Italia. E’ un posto davvero molto frequentato dove studenti e studentesse si recano per studiare comodamente e in tranquillità.
Le ho chiesto come sia nata questa idea, mi ha detto che:

è un’idea nata da un’esigenza personale in quanto non sapevo dove andare a studiare quando ero all’università.

La StudyRoom è prevalentemente frequentata da studenti universitari e a giudicare dall’elevatissima frequenza, con cui quasi affollano il posto, si direbbe che ne avevano fortemente bisogno. Successivamente, le ho chiesto se fosse soddisfatta di quanto realizzato e se si aspettasse tanto successo.
Mi ha così risposto:

sono molto soddisfatta e non avevo dubbi del successo.

Quando ho detto che era una grande idea, non l’ho detto senza un motivo preciso, perché Diana ha messo su un luogo di cui la comunità aveva bisogno, ma a cui nessuno aveva mai pensato. Non ci sono tanti posti come la StudyRoom che io sappia, ed ecco arrivato qualcosa che è forse banale, ma allo stesso tempo originale e ad oggi per molti fondamentale.
Credo che non sia mai troppo tardi per realizzare qualcosa, e che nelle cose più piccole e semplici si possano trovare i tesori più grandi. Ho posto a Diana altre domande; ad una sui suoi progetti futuri mi ha detto:

vorrei aprire altre sedi in Campania e in Italia

e poi quando le ho, se la realizzazione del “Progetto StudyRoom” sia stata difficile e se chiunque possa fare qualcosa di simile mi ha riposto:

è stato molto difficile, ma nessun risultato importante ha alle spalle una strada in discesa. Un progetto così può essere alla portata di tutti dopo un corso di formazione su come portare avanti lo spirito di un progetto.

Dopotutto, non si può avere tutto e subito; ogni cosa ha bisogno di pratica o di formazione per poter essere messa in atto con successo.
Anche i migliori come Michael Jordan o Edson Arantes do Nascimento, detto Pelé, si sono allenati da piccoli. Diana mi ha poi detto che potendo scegliere, avrebbe scelto proprio Napoli per questo progetto, in quanto la rende molto orgogliosa proprio il non aver dovuto necessariamente lasciare la sua città.

Ho infine chiesto a Diana se per lei è meglio, se si può, studiare il più possibile, oppure cercare il prima possibile un lavoro. La sua risposta è stata:

Penso che sia essenziale studiare e concentrarsi sulla formazione in ambito personale contestualmente, per comprendere i propri obiettivi e poi investire in ciò che amiamo e abbiamo studiato.

E’ vero, bisogna fare delle scelte. Una di queste è dedicarsi a quello che più ci piace oppure formarsi per poi trovare, magari, molto più facilmente un lavoro; ce lo si chiede dopo le superiori, ma fare quello che più si ama porta tanta soddisfazione e anche piacere per quanto si sta facendo.
Nulla è impossibile se ci si crede al 100%. Non è forse così?

Photocredit: @Study Room Napoli

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.