Museo Munch: apre le porte al pubblico la più grande mostra mai allestita

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La città di Oslo inaugura un nuovo museo dedicato a Edvard Munch. Una inedita collezione di oltre 26.700 opere si confronta con la modernità

È stato inaugurato ad Oslo il 22 ottobre 2021 il Museo Munch, la nuova pinacoteca dedicata al più grande interprete dell’Espressionismo norvegese. L’edificio, dove sono conservate e mostrate al pubblico le opere dell’artista, è stato progettato dagli architetti Juan Herreros e Jens Richter, che hanno scelto come sfondo il quartiere di Bjørvika. Il più grande museo pensato per un singolo pittore consentirà ai visitatori di accedere ad una vasta collezione di opere, che dalla pennellata angosciosa e tormentata di Munch si spingono fino alle esperienze dei suoi contemporanei e alle innovazioni dell’arte moderna.

Museo Munch, un “corpo” che si inchina verso la capitale

Tredici piani, undici gallerie e una collezione di quasi 27.000 opere accolgono nella veste contemporanea di una struttura architettonica all’avanguardia l’eredità artistica di Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 – Oslo, 23 gennaio 1944), tra dipinti, fotografie, lettere, oggetti personali e strumenti da lavoro.

La costruzione del nuovo museo ha fatto seguito alla chiusura definitiva di quello precedente, situato a Tøyen e teatro nel 2004 del furto dell’Urlo. L’edificio si erge imponente sul fiordo circostante dove domina su un suggestivo incastro di insenature; pannelli traslucidi di alluminio riciclato ne rivestono le facciate, formando il suo involucro esterno, mentre si sviluppa verticalmente come una torre che, inclinando gradualmente il suo “corpo”, sembra omaggiare la capitale con un inchino. Dall’interno, pareti ampie e trasparenti guardano verso la città, rendendo il museo parte integrante dello spazio urbano, elemento enigmatico e distaccato che pure si immerge in una realtà varia e dinamica.

È così che il Museo Munch stabilisce un rapporto inedito tra ambiente costruito e ambiente circostante, secondo un’idea di sostenibilità che si pone come premessa fondamentale alla creazione di un solido legame tra l’arte e la cultura da un lato, e la città che le ha conosciute e rese possibili dall’altro. Nello stesso modo in cui un pezzo della storia norvegese si raccoglie nel museo dedicato all’opera di Munch, quest’ultimo si apre alla realtà esterna, divenendo luogo di aggregazione in cui scoprire e condividere conoscenza.

Al nuovo Museo Munch, la più vasta collezione dedicata al grande pittore norvegese

Il nuovo Museo Munch offrirà ai suoi visitatori la possibilità di conoscere e riscoprire l’opera del celebre espressionista norvegese, ammirandone in particolare i capolavori poco noti all’interno di una sperimentazione ampia ed eterogenea che ha percorso l’intera esistenza sofferta dell’autore.

Oltre alla pittura, infatti, il disegno, la fotografia e la scultura si faranno testimoni inediti di una visione della realtà permeata dalla solitudine e dal senso incombente e angoscioso della morte. In questa prospettiva, e nell’ambito di una poetica espressionistica, forme e colori diventano sulla tela proiezione immediata di sentimenti e stati d’animo soggettivi, che, però, acquistano un significato universale agli occhi dell’osservatore. Quelle paure ed ossessioni, di cui Edvard Munch ha cercato di liberarsi trasferendole nella sua arte, sono le stesse che soffocano l’animo del singolo e lo gettano in un vortice di vuoto esistenziale.

Quel vuoto che stringe in una morsa di terrore e perdizione il protagonista dell’Urlo, di fronte alla consapevolezza di un’esistenza precaria e crudele.  

Camminavo lungo la strada con due amici – quando il sole tramontò – il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue – mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto – sul fiordo neroazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco – i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura – e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura

L’opera di Edvard Munch incontra la modernità

Un vasto programma di mostre ed eventi è stato organizzato per i visitatori del Museo Munch. Ad inaugurarlo sarà l’artista contemporanea Tracey Emin, che fino al 2 gennaio 2022 presenterà, con The Loneliness of the Soul, una raccolta di dipinti, sculture e testi al neon realizzati negli ultimi dieci anni della sua carriera. Le sue opere affiancheranno un gruppo di dipinti di Munch, l’artista che maggiormente ha ispirato la ricerca artistica della Emin, e saranno incentrate su tre tematiche principali. Solitudine, sessualità e vecchiaia riemergono, infatti, nelle opere dei due autori, mentre vengono indagate da prospettive e secondo modalità differenti.

Ma le tele del grande pittore norvegese si confronteranno con quelle di artisti nordici del suo tempo che hanno fatto propria la sua poetica figurativa, per dialogare infine, tra febbraio e maggio 2022, con alcune delle grandi firme del Simbolismo pittorico (come Paul Gauguin, Auguste Rodin e Odilon Redon).

Per queste ed ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale del Museo Munch.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.