Il Real Teatro di San Carlo

Real Teatro San Carlo

Una storia di amore e di arte nata nel 1700

Nel 1737 il re Carlo III di Borbone fece edificare il Real Teatro di San Carlo, destinato a diventare il più antico teatro d’opera del mondo tutt’ora in attività.

Il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Antonio Medrano ed è costato 75mila ducati. I lavori durarono otto mesi ed il risultato fu un teatro che superava in bellezza quelli già esistenti, magnifico e stupefacente.

Il San Carlo, casa dei napoletani

Un gioiello di architettura che presentava un’acustica perfetta, tanto da consentire agli spettatori di ascoltare la musica da ogni punto nello stesso modo, che fosse in platea, nei palchi o nel loggione.

Con 184 palchi e un palco reale il San Carlo poteva ospitare circa 1379 spettatori.

Si riempì completamente la sera del 4 novembre del 1737 in cui fu inaugurato, in occasione dell’onomastico del re che lo fece costruire e di cui prese il nome.

L’opera che andò in scena quella sera fu l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio e da quel momento il San Carlo divenne parte della vita e della storia dei napoletani.

Dal suo palco parlarono ai cittadini i protagonisti della Rivoluzione Partenopea del 1799. Sul suo palcoscenico hanno danzato i più grandi ballerini del mondo e diretto l’orchestra i più prestigiosi maestri.

Gioachino Rossini firmò la sua prima opera per il San Carlo quando aveva 23 anni e riempì la programmazione del teatro per diversi anni.

Il San Carlo fu la casa di altri direttori e compositori di successo tra cui Donizetti, che a Napoli compose 17 opere, poi Paganini e Bellini che lasciarono entrambi la propria impronta e Mozart, innamoratosi di Napoli “che canta e incanta” tanto da ambientare il primo atto del Così fan tutte in una storica bottega del caffè della città.

Sulle tavole di questo teatro hanno danzato le “punte” più famose del mondo: Rudol’f Nureyev, Pina Bausch, Carla Fracci, Roberto Bolle, Margot Fonteyn, e tanti altri, accompagnati dai ballerini della scuola di danza del San Carlo, la più antica d’Italia, nata nel 1812.

E ancora Pavarotti, Plácido Domingo, Maria Callas, Caruso e le più grandi voci della lirica hanno reso il San Carlo il tempio dell’opera mondiale.

Il teatro ha visto anche periodi bui ma si è sempre rialzato, tornando ad essere un riferimento per l’opera e la danza.

Il commento entusiastico di Stendhal

Nel 1816 un incendio lo divorò, lasciando in piedi solo i muri perimetrali e una piccola parte di esso.  Ma il San Carlo non poteva morire e così il re Ferdinando I ordinò che fosse ricostruito ancora più bello di prima, tanto che lo scrittore Stendhal, all’inaugurazione del 12 gennaio 1817, a meno di un anno dall’incendio, scrisse: “Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro ma ne dia la più pallida idea. Questa sala, ricostruita in trecento giorni, è un colpo di Stato.

Essa garantisce al re, meglio della legge più perfetta, il favore popolare… Chi volesse farsi lapidare, non avrebbe che da trovarvi un difetto. Appena parlate di Ferdinando, vi dicono: ‘ha ricostruito il San Carlo!”.

Da allora il teatro riprese la sua attività che si fermò solo per la Seconda Guerra Mondiale. E fu proprio il San Carlo a ripartire nel Dopoguerra per celebrare l’arte contro la brutalità del conflitto e delle sue conseguenze per Napoli, l’Italia e il mondo intero.

Quarantuno anni dopo nacque il teatro alla Scala di Milano, cinquantacinque anni dopo la Fenice di Venezia.

Una storia gloriosa che continua ancora oggi e il grande amore dei napoletani per questo luogo, considerato uno dei tanti vanti della città.

In un vortice virtuoso il San Carlo ricambia questo amore per il popolo anche attraverso il suo impegno in favore di chi ha bisogno di sostegno a Napoli in primis, poi in Italia e nel resto del mondo. Alcune prove generali sono infatti aperte al pubblico ed una parte dell’incasso è devoluto in favore di Enti o Associazioni benefiche.

Una storia d’amore e arte tra il Reale Teatro di San Carlo e il popolo napoletano destinata, come tutti i più bei legami, a durare in eterno.

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