Il tutorial per fare la spesa in maniera sensuale: l’indignazione nel web ed in politica

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E’ al centro delle polemiche il servizio mandato in onda sulla trasmissione di Rai 2  “Detto Fatto”: un tutorial per fare la spesa in maniera sensuale

Tacchi a spillo, pancia scoperta, pantaloncini che mettono in mostra il corpo della protagonista: si tratta della pole dancer Emily Angelillo che, con movenze sensuali, mostra come destreggiarsi in un supermercato e rendere una situazione “intrigante”. Il tutorial per fare la spesa in maniera sensuale non è di certo passato inosservato. Una bufera si è scatenata nei confronti del programma: voci alte e parole dure sono giunte dai vertici della politica; il web, con indignazione è intervenuto, massacrando sui vari social il video che ha spopolato nelle ore precedenti.

Il tutorial per fare la spesa in maniera sensuale: lo spettacolo increscioso di Rai 2

Accompagnata dalla padrona del programma, la pole dancer Emily conduce il carrello della spesa ancheggiando in maniera evidente e dando inizio al tutorial per fare la spesa in maniera sensuale:
Con l’aiuto del carrello cammino con il ginocchio teso e vado in giro per le corsie che diventano il mio palcoscenico”.
Arrivata ad un finto scaffale, la sceneggiata assume connotazioni ancor più ilari. La Angelillo mostra come comportarsi per prendere un prodotto in alto: non farlo in maniera sgarbata, bensì alzarsi sinuosamente sulle punte e per “rendere un pochino più intrigante la situazione posso alzare un pochino il ginocchio e questa è una opportunità”. La conduttrice commenta divertita :”Signori, se da oggi trovate donne che prendono un pacco di patatine in questo modo è colpa di Detto Fatto. E’ tutto normale”. E continua: “Ma se un prodotto dovesse cadere a terra proprio mentre sta passando lui?” La pole dancer risponde prontamente dimostrando come ci si accovaccia, mantenendo le gambe chiuse per “non rendere la situazione più volgare” e ricordando di “sollevare un pochino il sedere” nel momento in cui ci si rialza.

L’istruttoria sulla vicenda e la sospensione del programma

Polemiche e voci dure si son sollevate dinanzi ad un tale spettacolo che enfatizza uno stereotipo di donna che prevale nelle menti profondamente sessiste. Nel mirino finisce l’amministratore della Rai Salini.

La Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, avrebbe inviato una lettera proprio a quest’ultimo e a Marcello Foa per denunciare l’accaduto nella trasmissione. Il gravissimo fatto, avrebbe spinto Salini ed i dirigenti Rai ad avviare un’istruttoria sulla vicenda, commentando così la questione:

“Un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del servizio pubblico e con la linea editoriale di questa Rai. Stiamo facendo valutazioni sul futuro di questo programma.”

Costui, reo dell’errore, avrebbe deciso di sospendere il programma, in attesa che si programmi una linea editoriale adeguata al messaggio da diffondere al servizio pubblico. Difatti la puntata del 25 Novembre non è andata in onda, sostituita da un film. Essendo essa registrata, non avrebbe potuto contenere alcuna ammissione di colpa circa il tutorial mandato in onda il giorno precedente, cosa che appare essere necessaria.

L’intervento di Rai 2

In una nota interviene anche il direttore di Rai 2, Ludovico di Meo:

“Detto fatto è una trasmissione che ha la sola aspirazione, se possibile, di far divertire. Il programma ieri, è incappato in un gravissimo errore, non certamente voluto, del quale io per primo mi scuso con le telespettatrici e i telespettatori”. Nonostante non fosse nelle intenzioni avvalorare stereotipi femminili negativi, si è sopravvalutata la carica ironica a dispetto di una chiave che è risultata chiaramente offensiva. Sarà un serio impegno della rete indagare sull’accaduto e sulle responsabilità, e garantire che questo non accada più in futuro: sarebbe contrario allo spirito del programma e ai valori civili della conduttrice, degli autori, e di Rai2″. 

Le voci dalla politica

Violenta ed inclemente è stata la reazione nei due metaforici campi di battaglia – politico e social – divenuti sede di opinioni aspre. Fra i primi a commentare l’accaduto, è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Andrea Martella:  

“Forse occorrerebbe un tutorial non su come fare la spesa ma su come fare servizio pubblico non calpestando il valore e la storia della Rai”, aggiungendo poi su Twitter: “E’ una pagina di televisione deprimente e umiliante per la dignità delle donne”.

Il segretario dell’Usigrai Vittorio Trapani duramente condanna la Rai :

Una cosa ignobile. Indegna della Rai e del Servizio Pubblico. Ma chi pensa e realizza questi spazi ha mai letto il Contratto di servizio? Li aiuto io: la Rai è tenuta a usare linguaggi e immagini “rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne” (art.9 e 25)”.

Stereotipi vecchi e finti

Proprio voci di donne illustri nel panorama politico, non si sono fatte attendere per stigmatizzare e cancellare una pagina così deplorevole.
Su Twitter Teresa Bellanova, ministra dell’Agricoltura, scrive :

“Per quanto tempo dovremo continuare a raccontare le donne in modo finto, stereotipato, con i tacchi a spillo, le movenze sexy, sempre perfette, sirene o streghe? “

Anche la consigliera Rai Rita Borioni commenta l’accaduto:

“Ieri a Detto Fatto, tra l’altro alla vigilia della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, una scenetta ammiccante, inutile e volgare che propinava un modello di donna inqualificabile. Basta! Serve l’immediato intervento del presidente della Rai e dell’amministratore delegato al quale chiedo poi se sia questa la linea editoriale scelta, che, di fatto, è l’opposto di quanto chiede al Servizio Pubblico il Contratto Rai-Mise. Mi domando quale sia l’utilità di proporre una cosa del genere, non divertente, non ironica, non utile e quindi volgare – ribadisce – basata su un immaginario del corpo femminile da film di serie C, oltre che piena di vecchi stereotipi.

Un cambiamento necessario a partire dai vertici

Parole che esprimono sdegno, dure il giusto affinché nelle menti degli ideatori e di coloro che ancora propugnano messaggi sessisti, possa avvenire un cambiamento. Mutamento che deve partire dai vertici, perché se le basi sono fragili e vacillanti, è arduo costituire una società moralmente ed eticamente corretta. E’ quanto fa notare il segretario di Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, nonché deputato di Italia Viva:

“Mi chiedo: di fronte al susseguirsi costante e continuo di ‘casi’ imbarazzanti nel servizio pubblico, di errori, di violazioni del pluralismo e delle regole del giornalismo, che aspettano ancora i partiti di maggioranza a intervenire sui vertici Rai? Inutile indignarsi e protestare se poi non si va fino in fondo con i necessari provvedimenti conseguenti. Se i partiti non si muovono, lo facciano il mondo della cultura, del giornalismo, dell’editoria”.

A puntare il dito nei confronti dell’alta dirigenza è anche Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione di vigilanza Rai:

”I vertici Rai intervengano urgentemente . Un servizio che manca colpevolmente di buon gusto e di sensibilità. Il Servizio pubblico non può promuovere messaggi inaccettabili e macchiettistici confermando ancora una volta quanto la dirigenza della Rai sia inadeguata a svolgere il ruolo per cui è chiamata a lavorare: pluralismo, qualità dell’informazione, divulgazione di messaggi positivi.”

Le polemiche sui social

Il massacro social è ingente. Tanti sono coloro che hanno denunciato il cattivo messaggio del tutorial per fare la spesa in maniera sensuale, diffuso proprio alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Si sprecano i commenti che irrompono sui social:In questa giornata così importante la donna viene ancora strumentalizzata per appagare il maschi”.
“Ha letteralmente reso un’azione quotidiana, un modo per sessualizzarsi in modo artificioso, egocentrico, stupido e vuoto. Non è un provino per un porno, fare la spesa è una necessità, un piacere personale che non ha nulla a che vedere con questa pagliacciata”.
I toni ed i contenuti sono tuttavia univoci e mirano a combattere stereotipi sbagliati; donne idealizzate ad oggetto di desideri degli uomini, volenterose di soddisfare gli sguardi ed i desideri più torbidi anche negli stralci di vita quotidiana. Ancor di più sono tanti coloro che ammettono di vedere in questi sketch vanificati gli anni di dure lotte per l’emancipazione femminile, per la parità di genere, per il raggiungimento di successi  denigrati in poche battute di minuti.

Il tutorial per fare la spesa in maniera sensuale nella vigilia della Giornata internazione contro la violenza sulle donne

Proprio nella puntata dedicata ai tacchi – rossi, simbolo delle vittime del femminicidio – la cui giornata commemorativa cade proprio il 25 novembre, si assiste ad uno spettacolo impietoso. Un servizio pubblico degno della peggior trash tv sembra riportarci indietro di anni, a mentalità retrograde ed antiche, che provocano sentimenti di indignazione ed imbarazzo.

Photocredits: @vig_officialgossip

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.