Imagine di John Lennon compie 50 anni: il vero significato della canzone

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L’11 ottobre del 1971 John Lennon pubblicava il singolo “Imagine”, divenuto poi una delle canzoni più famose del frontman dei Beatles

Sono passati 50 anni dall’uscita di Imagine, una delle canzoni più famose di John Lennon, inserita inizialmente nell’album omonimo per poi essere pubblicata come singolo l’11 ottobre dello stesso anno (1971). Ad oggi, il testo della canzone viene ancora spesso frainteso. Noi ci proponiamo di analizzare insieme una delle più belle canzoni della storia. Ma partiamo dal principio.

La canzone

Pubblicata inizialmente il 9 settembre 1971 nell’album omonimo, Imagine fu estratta dall’album e divenne un singolo l’11 ottobre dello stesso anno. Co-prodotta dallo stesso Lennon e da Yoko Ono, la canzone è stata registrata nella casa dell’ex-beatle. Imagine è una canzone dai toni molto classici e pacati: la melodia si fonda quasi interamente sul pianoforte ed il testo parrebbe presentarci un mondo pacifico ed idilliaco. Inserita al terzo posto nella lista dei migliori brani di tutta la storia della musica, Imagine ha venduto più di 3 milioni di copie soltanto negli Stati Uniti. Ma adesso veniamo alla parte più importante: il testo.

Le controversie col testo

Nella canzone Lennon chiede agli ascoltatori di immaginare un mondo migliore, in cui sono tutti uguali e tutti si amano. Ma è davvero questo il significato che il musicista intendeva dare alla canzone? In realtà sì, ma anche no. Lo stesso John Lennon ha dovuto spiegare il senso celato (ma non troppo) dietro alle sue parole. A causa di questi fraintendimenti la canzone è stata più volte definita in maniera negativa, in maniera particolare da individui particolarmente religiosi, i quali arrivarono a definire la canzone “un inno all’ateismo“.

Un inno all’ateismo

Imagine inneggia all’ateismo? Se si pensa ai versi “Nothing to kill or die for/And no religion too” si potrebbe facilmente considerarla una canzone priva di ogni sentimento religioso. Tuttavia, il significato di queste parole è ben diverso: come affermato dallo stesso Lennon, la sua intenzione non era quella di idealizzare un mondo privo di religioni, ma privo di conflitti religiosi. L’autore immagina un mondo privo del concetto “il mio Dio è più grande del tuo” e, per questo, privo di futili battaglie portate avanti dal sentimento religioso.

Una canzone comunista

Ma, per quanto non sia un mondo ateo, quello di Imagine è un mondo comunista. O, per meglio dire, ispirato al manifesto comunista. Per quanto Lennon non fosse politicamente schierato era di certo un simpatizzante per il socialismo. Riteneva, infatti, che ci fosse bisogno di un socialismo britannico, diverso da tutti gli altri governi di matrice comunista che si erano rivelati fallimentari. Questa sua simpatia nasceva dalla diffidenza nei confronti della polizia che aveva sviluppato nella sua infanzia ed adolescenza. Infondo, era pur sempre un’icona hippie.

Imagine non parla di pace

Veniamo, dunque, al fulcro dell’intera canzone: la pace. Vi stupirà scoprire che non è quello il tema centrale del testo. Come citato dal sito Genius, la canzone è stata definita dallo stesso John Lennon come “una canzone anti-religiosa, anti-nazionalista, anti-convenzionale ed anti-capitalista, ma accettata perché ricoperta di zucchero“. Dunque non esattamente una canzone pacifista, ma di certo rivoluzionaria, nel senso marxista del termine. Cosa alquanto bizzarra, se si pensa che i principali fruitori della canzone sono stati inglesi e statunitensi, da sempre in lotta contro il comunismo.

Quello che forse non sapevi

Il Consiglio ecumenico delle Chiese propose a Lennon di modificare la frase “no religion” con “one religion”. Lennon rifiutò affermando che ciò avrebbe cambiato eccessivamente l’idea della canzone. Idea ispiratagli da una poesia scritta a 12 anni da Yoko Ono durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, riportata poi sul retro dell’album Imagine. La canzone conta numerossissime cover, tra cui anche quelle di artisti italiani come Gianni Morandi ed Ornella Vanoni. Infine, nel 2018, Imagine è diventato un lungometraggio diretto e prodotto da Yoko Ono.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.