Impero Romano: 1 moneta certifica l’esistenza dell’usurpatore Sponsiano

Moneta Imperatore Sponsiano

Nuove ricerche confermano l’esistenza di un usurpatore che avrebbe conteso il titolo di imperatore romano a Filippo l’Arabo. Il suo nome era Sponsiano 

Nel 1713, in Transilvania, fu scoperto un piccolo tesoro con diverse monete di epoca romana. In particolare, 1 moneta riportava la dicitura latina “Imp. Sponsian(us) // C(aesar) Aug(ustus) ”, un indizio quindi su un possibile imperatore romano chiamato Sponsiano. Fino ad oggi il suo nome è riportato soltanto su due aurei, monete d’oro di epoca imperiale. Nuove scoperte gettano nuove luci su questa figura misteriosa e sulla crisi del III secolo.

Una moneta molto particolare

Uno dei due aurei è finito in un armadio dell’Hunterian Museum (Università di Glasgow) a causa delle molte particolarità, che hanno portato a ritenerlo un falso. L’altra moneta si trova, invece, al Museo Brukenthal di Sibiu (Transilvania), come riportato dalla BBC

La moneta contestata porta sul dritto il profilo di Sponsiano con corona rodiata, mentre sul rovescio possiamo individuare diversi interessanti elementi. Prima di tutto, al centro è posta una colonna sormontata da una statua con una lancia nella mano destra. A sinistra, è presente un uomo in toga, a destra un augure con in mano un lituus, piccolo bastone ricurvo utilizzato per marcare uno spazio rituale nel cielo. In primo piano due spighe di grano, che simboleggiano sia la buona sorte sia l’abbondanza dei raccolti. 

Falsa, no potrebbe essere vera!

L’esperto numismatico francese Henry Cohen sostenne da subito che fosse un “falso moderno di pessima qualità”. Un’affermazione motivata principalmente da due elementi. Prima di tutto, perché il profilo imperiale presentava elementi artisticamente barbari, tratti abbozzati. Il rovescio sarebbe stata una brutta copia di un denario repubblicano databile al 135 a.C. (gens Minucia del II secolo a.C.). 

Un altro esperto, lo statunitense Wayne Sayles, era invece propenso per l’autenticità perché sarebbe stata coniata in un periodo turbolento. Serviva denaro, quindi si anteponeva la velocità alla precisione. 

Le indagini di Pearson ed Ericsson

Paul Pearson, Professore del London University College, nel 2020 grazie a ricerche per un libro dedicato alla crisi del III secolo si è imbattuto in questa moneta ritenuta un falso, dimenticata in un armadio. La tentazione di saperne di più era troppo forte: così è iniziata una ricerca che potrebbe cambiare le nostre conoscenze sull’Impero Romano.

Alla ricerca ha partecipato anche Jesper Ericsson, Responsabile Numismatico dell’Hunterton Museum. Ad un primo esame, è stata subito rilevata una patina che solo oggetti antichi possiedono. La ricerca è stata realizzata con nuove tecnologie che hanno permesso di rilevare, ad esempio, microabrasioni che portano a concludere che circolò per anni per poi essere sepolta per secoli (tracce di calce ed altri elementi). 

Filippo l’Arabo

Le fonti antiche non citano Sponsiano, però grazie alle altre monete che furono ritrovate in quel tesoro, in Transilvania, possiamo ritenere che l’usurpatore si possa posizionare cronologicamente tra Gordiano III (238 – 244) e Filippo l’Arabo (244 – 247).

In particolare, si tende a valutare il suo periodo di azione durante il regno di quest’ultimo. Il primo e unico arabo ad aver governato Roma passò alla Storia per aver presieduto i festeggiamenti per il Millennio della Fondazione di Roma il 21 aprile del 247. 

Ciononostante, fu un periodo di forte crisi, soprattutto ai confini occidentali. I goti avevano invaso la Mesia, e a causa dell’instabilità geopolitica del momento, con diverse rivolte e invasioni nel territorio romano, gli aiuti arrivavano con il contagocce.

Spesso i generali che presiedevano i confini assumevano il titolo di imperatore romano, o per controllare solo un determinato territorio o per conquistare il potere centrale e riportare così l’ordine. 

Filippo l'Arabo
Filippo l’Arabo

Informazioni su Sponsiano

Sponsiano fu Governatore della Dacia, attuale Romania, in un momento molto complesso. Il paese, ricco di miniere d’oro e d’argento, faceva gola ai goti. Il Governatore decise così di adibire due legioni per proteggere la popolazione dagli invasori barbari.

Queste unità militari riportarono una grande vittoria, ricordata anni dopo dall’Imperatore Gallieno (253 – 268), il quale lodò le legioni per la loro vittoria e la dimostrata fedeltà all’Impero Romano. 

La situazione non migliorò successivamente, tanto che Aureliano (270 – 275) ordinò il ritiro dalla Dacia, ormai indifendibile economicamente. Per questo motivo, forse, ci sono così poche monete di Sponsiano: le monete potrebbero essere state fuse per un nuovo utilizzo. 

Ipotesi

Quanto detto fino ad ora porta ad alcune affascinanti ipotesi. Sponsiano potrebbe aver deciso di proclamarsi Imperator (o forse fu acclamato dalle vittoriose legioni contro i goti), per ovviare alla mancanza di una catena di comando. In mancanza di ordini da Roma, era necessario qualcuno che prendesse le decisioni.

Oppure, e così si spiegherebbe il rimando alla Roma Repubblica, faceva parte di una congiura senatoria: ma allora perché utilizzare rimandi ad una sola gens, peraltro da secoli estinta.

Un’altra possibilità è che semplicemente Sponsiano afferrò la sua occasione e decise di giocarsi il tutto e per tutto contro un governo sempre più sull’orlo della crisi.

Solo futuri studi potranno appurare la verità.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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