Inauguration day: il progresso con Rachel Levine

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Oggi 20 gennaio 2020 si tiene l’Inauguration Day per il nuovo presidente degli Stati Uniti

Cosa cambierà?

Il presidente eletto Joe Biden e la vicepresidentessa Kamala Harris presteranno giuramento.
La cerimonia in tempi così originali come quelli che stiamo vivendo, sarà molto diversa.
L’Inauguration Day sembra spaventare i cittadini americani, a causa dei recenti avvenimenti dell’attacco al Congresso il 6 gennaio.

Un Inauguration day in sicurezza

Per questi motivi, le autorità hanno chiesto di limitare la presenza del pubblico: anche la tradizionale parata ed i festeggiamenti, saranno sostituiti da una trasmissione in diretta televisiva.
La città di Washington appare già blindata, sotto controllo vigile e attento, perché le paure di altre rivolte violente sono sempre incombenti.
I sostenitori di Trump, soprattutto i più accaniti, rimangono un problema non isolato al 6 gennaio, un problema che perdura.

Tralasciando i timori e l’odio che hanno diviso l’America, la gioia di festeggiare questo cambiamento verso un futuro più tollerante e liberale, rimane.
Alla cerimonia di insediamento interverranno moltissimi ospiti: da Lady Gaga che canterà l’inno, a Tom Hanks che condurrà lo speciale tv “Celebrating America” e moltissime altre star che prenderanno parte all’evento in diretta tv.  

Per far fronte alla solitudine che la pandemia ha imposto nel nostro mondo, il National Mall di Washigton è stato riempito di 200mila bandiere, una per ogni americano che quest’anno non potrà partecipare all’insediamento del nuovo presidente.

Perche abbiamo aspettato due mesi per l’Inauguration day?

Frutto di una tradizione.
Dopo la vittoria, si deve aspettare due mesi e mezzo prima di giurare.
Il motivo, è che nel passato ci voleva parecchio tempo per viaggiare da una parte all’altra degli Stati Uniti. Oggi sicuramente questa difficoltà è risolta, ma la tradizione rimane ormai consolidata nella storia americana.
Potremmo chiederci se con l’insediamento immediato di Biden, la presa d’assalto del Congresso si sarebbe potuta forse evitare?

L’inclusività di Biden è professionalità

In questo clima di paura e tradizione, Joe Biden si dimostra sempre un passo avanti rispetto alle norme del passato.

È notizia del 19 gennaio quella di aver nominato come assistant secretary della Sanità, Rachel Levine.
La Levine è la prima persona transgender a cui viene assegnato un incarico federale dal Senato.
Un mandato, quello di Biden, che non tiene conto di quelle che un tempo erano definite differenze di genere, di orientamento sessuale.
Un mandato, che come ha più volte annunciato, vuole riunire l’America, aldilà delle differenze che arricchiscono la pluralità della voci.

“E’ una scelta storica e profondamente qualificata per aiutare a guidare l’impegno sanitario della nostra amministrazione”.

Joe Biden

Un esempio di inclusività del mondo trasgender non per essere una minoranza, ma perché professionista qualificato.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.