Università di Bologna: utilizzata l’intelligenza artificiale per decifrare lingua antica

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Utilizzare l’intelligenza artificiale per aiutare a decifrare una lingua antica che ancora oggi resta sconosciuta

La sfida intrapresa da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna è stata quella di utilizzare per la prima volta, con successo, l’intelligenza artificiale tramite un sistema di “deep learning” per gettare luce su un’antica scrittura, il cipro-minoico.

I risultati dello studio, realizzato nell’ambito del progetto “Erc Inscribe“, sono stati pubblicati sulla rivista Plos One.

Il cipro-minoico è un sistema di scrittura che risale a circa 3.500 anni fa e non è mai stato decifrato. Diffuso sull’isola di Cipro nella tarda Età del bronzo, ancora oggi non c’è un consenso tra gli scienziati su quanti siano i segni che lo compongono.

Ad oggi non abbiamo certezze su quali segni siano veri e propri grafemi di questo sistema di scrittura e quali siano invece semplicemente delle varianti dovute a differenze nella scrittura – spiega Silvia Ferrara, professoressa al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna che ha coordinato lo studio -. I risultati che abbiamo ottenuto – aggiunge – supportano decisamente l’ipotesi che questi sottogruppi siano composti da varianti legate ai diversi supporti sui quali i segni venivano inscritti“.

A questa conclusione il team è arrivato analizzando per la prima volta il cipro-minoico con il ‘deep learning’, tecnologia di intelligenza artificiale, che ha dato vita a un modello – chiamato ‘Sign2Vecd’ – “addestrato” ad analizzare e catalogare non solo i diversi segni del cipro-minoico, ma anche intere sequenze di segni. Il sistema, spiegano i ricercatori, “ha permesso di separare i segni tracciati su tavolette di argilla dagli altri” e ha offerto “nuovi solidi indizi” a supporto dell’idea che la divisione in sottogruppi del cipro-minoico non sia dovuta all’esistenza di lingue diversi, ma sia legata invece ai diversi supporti utilizzati per incidere i segni.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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