JAGO, un laboratorio d’arte del rione Sanità

L’artista JAGO si lascia ispirare da Napoli e dal rione Sanità

Incamminandosi da piazza Cavour verso la Sanità, nel giro di 5 minuti ci si trova nel cuore pulsante del “rione”; che in questo momento vive una vera e propria rinascita nel capoluogo campano.

Da quando veniva definito un quartiere abbandonato, dopo l’arrivo di Padre Antonio Loffredo, in modo lento e naturale si è attivata una vera e propria catena virtuosa dando nuova linfa al quartiere. Tutto è iniziato con la creazione di cooperative di giovani, un vero e proprio riscatto sociale.

Camminando, per le vie, si vedono piccoli negozi coloratissimi, bellissimi. Murales e si sentono inebrianti profumi, che variano dallo zucchero a velo vanigliato delle pasticcerie, all’odore dei forni delle pizzerie. In pochi minuti si arriva alla Chiesa di S. Aspreno ai Crociferi, rimasta chiusa per 40 anni e riaperta lo scorso 15 settembre 2020, per permettere all’artista di usarla come laboratorio.

L’evento che ha visto più di 600 visitatori

Turisti e locali sono stupiti dalle porte spalancate della chiesa e dalla luce che la riempie, si salgono le scale e, dopo i soliti controlli anti Covid, si percepisce subito l’aria fresca e luce della candida chiesa.

Non serve molto per comprendere il perché l’artista ciociaro abbia scelto proprio questo luogo per scolpire la sua opera: è imponete e candida, spogliata dai suoi affreschi sembra una tela pronta ad essere sfiorata dai pennelli.

Un blocco di marmo di 6 tonnellate troneggia al centro della chiesa e di lato i bozzetti permettono al flusso continuo di visitatori di comprendere quale sarà l’opera.

La Pietà di JAGO: una rivisitazione della Pietà di Michelangelo

JAGO, si sbilancia poco circa il significato dell’opera, lasciando, come suo solito, molto spazio al fruitore; però è facile riconoscere un uomo che emerge ed è lui che accoglie e sorregge una donna, mettendosi così a contrasto con l’immaginario collettivo.

Un laboratorio collettivo aperto a tutti

L’idea è quella di un laboratorio aperto e collettivo dove i visitatori, nel giorno dell’apertura, prima che lo scultore inizi a lavorare, appongono firme e pensieri in modo da lasciare un poco di sé in quella che sarà la scultura, riattivando così una metafora della vita, dove ognuno di noi lascia un segno per poi sparire.

Spiccano tra le dediche un “Sono Felice” firmato dalla piccola Giada, una bimba che gironzola a bocca aperta, una scena che scalda il cuore.

Si percepiscono i sorrisi sotto le mascherine e si sente la passione dei ragazzi del quartiere, impegnati in questa attività.

Dalla prossima settimana sarà possibile vedere lo scultore all’opera, per aggiornamenti basterà collegarsi ai canali social di JAGO o alla pagina Facebook della Fondazione di comunità San Gennaro, coinvolta nell’organizzazione.

Qualche notizia in più su JAGO

Jacopo Cardillo, nato a Frosinone, studia Belle Arti e si fa subito notare per le sue abilità; partecipa alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Lavora, principalmente, con sculture e produzione di video.

Importane la realizzazione di un busto di Papa Benedetto XVI, modificato quando lo stesso diventa emerito.

Nel 2019 completa l’opera il “Figlio velato” a New Jork, ispirata al “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino. L’opera, recentemente, è stata spostata alla chiesa di San Severo fuori le mura, rione Sanità.